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21 settembre 2008 7 21 /09 /settembre /2008 21:59

Percorso effettuato: lago del Naret, passo del Naret, capanna e passo del Cristallina, lago Sfundau, lago Nero, bocchetta del lago Nero, lago del Naret (vedi la cartina fornita dai gestori della capanna).

Difficoltà: sentiero T2 per la maggior parte del percorso, ad eccezione di un tratto T3 di circa 2 Km su di una ganna dopo la bocchetta del lago Nero.

Dislivello: circa 1'200 metri.

Lunghezza del percorso: 17 Km.

Sforzo equivalente: 29 Km.

Durata (incluse le pause): 10 ore.

Serie dei "Laghetti alpini della Svizzera Italiana, Naret".

Serie dei "Laghetti alpini della Svizzera Italiana, Robiei".

05:00 Odio alzarmi presto alla mattina. Odio alzarmi presto alla mattina. Odio alzarmi presto alla mattina. La sveglia suona, sono le 5:00 di domenica 31 agosto 2008. Aaaaaahh. Fuori un piede, fuori l'altro, su il sedere: sono in piedi, incredibile. Guardo fuori, il cielo è abbastanza coperto. La meteo ha dato nuvolosità variabile, senza pioggia fino a sera. Sperem ben.

06:30 Ritrovo al parcheggio della Migros di Sant'Antonino con Pierfranco e Danila. Loro vengono dal Sottoceneri, e sono già li. Che vergogna...

07:45 Arriviamo a Fusio, sosta per il caffé e cornetto. Andiamo al primo ristorante, apre alle 10:00. Andiamo al secondo (e ultimo). Saletta vuota, a parte due persone che fanno colazione. La signora ci accoglie come se avessimo già adesso gli scarponi pieni di fango. Tavolini da due persone, tento di spostare una sedia per sederci tutti e 4 allo stesso tavolino: la signora colonnello me lo vieta, i clienti devono poter passare (in effetti la saletta non è molto spaziosa). Due di qui, due di la. Cornetto niente (riservato alle colazioni), caffé per grazia ricevuta. Ingurgitiamo e andiamo. Non sono arrivati clienti nel frattempo (anzi, i due che c'erano se ne sono andati): potevamo anche mettere quattro sedie ad un tavolo...

08:45 Arriviamo alla diga del laghetto del Naret, tutt'attorno nebbiolina. Svolto a sinistra, passo la diga, e troviamo uno spiazzo per parcheggiare. Su gli scarponi, paille, sacco, e via, passiamo la diga.

09:00 Siamo immersi nella nebbiolina, visibilità 20 metri si e no, ma dato che il sentiero fino al passo del Cristallina è ben marcato, e Pierfranco e Danila ci sono già stati, decidiamo di salire almeno fino alla capanna, poi si vedrà.

09:10 Il sentiero verso il passo del Naret costeggia il laghetto sulla sponda sinistra. Siamo sulla sponda sinistra, costeggiamo il laghetto, e dopo 3.5 minuti ci ritroviamo al punto di partenza. Oihbò, abbiamo sbagliato qualcosa... In effetti non si vedono i segni guida bianco-rosso-bianco del sentiero... Ripartiamo stesso percorso, 3.5 minuti e siamo al punto di partenza. Mi viene in mente il romanzo "Negromante" di Gibson. Tiriamo fuori la cartina (ma se non siamo ancora partiti...), la nebbiolina si alza un attimo. CI SONO DUE DIGHE, siamo sullo sperone roccioso in mezzo alle due. Capito tutto, ma che figuraccia. Passiamo la seconda diga, e come per miracolo appare il cartello giallo dei sentieri, e la traccia bianco-rosso-bianco. Tutto bene quel che inizia bene...

09:30 Partiamo sul sentiero, che inizia subito a salire. Dopo pochi minuti il laghetto non è più visibile, ma la nebbiolina si dirada un po'. Fischi di marmotte... Riusciamo a vederne alcune. Si rintanano, ma se ci si ferma 30 secondi in silenzio, fanno nuovamente capolino, e si lasciano fotografare.

Marmotta in prossimità del lago Naret
Si continua per la salita fino al passo del Naret. Incontriamo pochi altri pedestri come noi, tutti parlano tedesco. Me lo avevano detto, i ticinesi non amano le loro montagne, non si sente molto italiano da queste parti. La nebbia si dirada un attimo, e ci permette di vedere il laghetto del Naret. In questo momento non sapevamo ancora con che sollievo avremmo rivisto le dighe al pomeriggio...

Il lago Naret nella nebbia
11:00 Siamo scesi dal passo del Naret nella valletta che sale da Ossasco. Veniamo colpiti da alcune goccie di poggia: fuori il K-Way dal sacco, e indossarlo. Passati meno di 5 minuti, la pioggerellina scompare, resta il caldo provocato dal K-Way. Via il K-Way, e nuovamente nel sacco.

Il passo del Naret
La in fondo, a destra, 600 metri più in basso, c'è la valle Bedretto, a sinistra, 400 metri più in alto, c'è il passo del Cristallina e la sua capanna. Salendo passiamo il punto dove si trovava una volta la vecchia capanna ed il suo dormitorio, spazzati via da una valanga.

12:30 Arriviamo alla
capanna del Cristallina, che esce dalla nebbia. Senso di meraviglia, rispetto ed ammirazione per coloro che hanno edificato a 2'570 metri d'altezza.

La capanna CAS del Cristallina
Per Rita e me, orgoglio per essere arrivati a questa quota per la prima volta, battendo il record dei 2'350 metri del passo del Sole in val di Blenio. Entriamo nella capanna, che si presenta subito come un gioiellino. Locale per togliere gli scarponi (ricordo di militare e piedi che si gonfiano), ciabatte da spiaggia per accedere di tutte le misure. Pochi sacchi, il refettorio non sarà troppo pieno..

























In effetti di posto ce n'è, ma di vista no. La nebbia agli irti colli... Panino, una scodella di minestra d'orzo, un bel caffé. Visita al piano superiore della capanna, con le stanze: grande uso di legno, camerette da 4 e 8 persone, docce, tutto pulito ed immacolato. Veramente una capanna 4 stelle.

13:30 Su gli scarponi (riesco ad infilarli!!!!), sacco, paille, e via. Abbiamo deciso di continuare il giro. La situazione non è peggiorata, pioggia non dovrebbe essercene, la nebbiolina ogni tanto si dirada. Un'ultima occhiata verso l'alto... dobbiamo tornarci.


13:45 Il sentiero è agevole, ed inizia a scendere, portandoci verso il laghetto Sfundau.

14:30 Arriviamo al laghetto Sfundau, dal colore stranissimo. Una cascatella lo alimenta, e non vediamo emissari.

I lago Sfundau
Il lago Sfundau
14:45 Saliamo alla bocchetta del laghetto Sfundau, che ci porterà verso il lago Nero. Mentre arriviamo in cima, da destra compare uno stambecco a venti metri di distanza. Ci guarda, decide che non siamo commestibili, e sale su di una roccia davanti a noi, mettendosi in bella mostra per farsi fotografare.























Lo (la?) ammiriamo in religioso rispetto: siamo a casa sua, e ci ha fatto gli onori di casa. Penso: "sei bellissimo, grazie". In alto a sinistra, circa 20 metri sopra di noi, si vede la testa di un altro stambecco, che fa la guardia alla bocchetta.

15:45 Arriviamo al laghetto Nero. La nebbiolina imperversa, non si riesce a vederlo tutto. Controllo se magari ci sono due dighe?

Il lago Nero
Il gruppo è sempre compatto, il passo sicuro e deciso, si opta per una piccola sosta salendo verso la bocchetta del laghetto Nero, ben in alto rispetto a noi. Lungo la salita alcuni brevi tratti devono essere percorsi aiutandosi con le corde fissate, ma niente di preoccupante.


Tutt'attorno silenzio, qualche raro sprazzo di blu, ma piccolo piccolo. Al laghetto Nero abbiamo incontrato due svizzeri tedeschi (ma i ticinesi da queste parti li hanno epurati?) che stanno salendo verso il Cristallina. Qualche frase, informazioni, e poi via.

Arriviamo alla bocchetta, non si vede niente... Avrei dovuto vedere il Basodino, con il suo ghiacciaio, il lago Bianco, invece niente. Mi toccherà rifare tutto il giro per ammirare il panorama, ma non quest'anno. Giriamo a sinistra, e ci si presenta una ganna in salita di circa 2 Km. Il percorso è impegnativo, richiede concentrazione. Non c'è sentiero, bisogna seguire le marche e saltellare da un sasso all'altro, sperando che quello su cui posi il piede non si muova. In alto un gipeto barbuto volteggia cercando prede, e sentiamo le marmotte fischiare come treni. Saliamo la ganna in silenzio, misurando ogni passo.

La ganna sopra il lago Nero
Come tante volte, il mio pensiero pieno di gratitudine va a tutti coloro che hanno marcato la strada con il bianco-rosso-bianco, sui sassi, sulle pareti rocciose, sugli alberi, qualche volta persino sugli edifici. Sono una guida spirituale, ti dicono "qualcuno è già passato di qui, sei sulla buona strada". Di punti di riferimento in giro non ce ne sono, ed è difficile anche con la cartina capire dove sei esattamente, ma il bianco-rosso-bianco è li, ti dà sicurezza. Sono talmente abituato a cercarlo, che quando vado in giro per i paesini del Ticino li vedo sempre. So che da li parte un sentiero, che ti porta da qualche parte, un giro ancora sconosciuto, sentieri già percorsi da migliaia di piedi e di passi, storia, sudore, fatica e maledizioni mescolati, un alpe, un passo, una capanna o una baita che ti attendono. Metto in memoria il tutto e penso "...un giorno...". Vivi il territorio quando cammini, lo conosci, lo apprezzi, lo senti tuo e ti entra sotto la pelle. I nomi dei posti che passi entrano nella tua memoria, formano una rete, diventano radici di quello che sei. Dici Nassel, Pesciora, Gumegna, Cruina e tanti altri, ci sei stato, li conosci, sono tasselli ordinati nella tua memoria. Sai che prima o poi ci tornerai. La rete diventa più fitta ogni volta che fai una passeggiata, e il filo che unisce tutti i nodi è il bianco-rosso-bianco dei nostri sentieri.

17:00 Abbiamo terminato la ganna, ho smesso di essere filosofico, ne abbiamo passata una seconda più piccola e meno impegnativa. Guardo l'orologio, pensando che siano trascorsi 10 minuti, invece sono già 45 minuti dall'ultima volta che lo controllo. In questo silenzio il tempo si dilata, le gambe si muovono con piacere, gli scarponi fanno presa sicuri, potrei continuare ancora per delle ore.

17:15 Cominciamo ad essere preoccupati. Siamo partiti da quasi 4 ore, il cartello sul passo del Cristallina dava una percorrenza di 2.5 ore fino al laghetto del Naret. E' vero che la ganna ci ha impegnati parecchio, ma non è che magari abbiamo sbagliato qualcosa? In giro si vede poco, non ci sono punti cospiqui per orientarsi sulla cartina, ma il bianco-rosso-bianco è li... Il sentiero non scende come ci aspetteremmo, anzi, alcune volte si alza nuovamente.

17:30 Si continua a salire... Il cellulare non ha campo, la cartina è inutile. Fra poco la nebbiolina comincerà a montare pericolosamente, impedendoci di vedere i marcaggi, e io non ho portato la torcia. Serpeggia un po' di nervosismo. Rita ed io ragioniamo sul cellurare: bisogna procurarsene uno di un provider che abbia copertura anche in queste zone, non si sa mai. Magari anche una Epirb personale, ed un GPS, per avere le coordinate.

18:00 Mandiamo Rita in avanscoperta con il Walkie-Talkie. Ci annuncia di aver raggiunto un pilone dell'alta tensione. Bene... punto cospiquo, lo cerco sulla cartina. Mi rendo conto che nella luce limitata, ho difficoltà a mettere a fuoco la cartina. No, non è la luce, è la presbiopia degli anni. Mi faccio l'annotazione mentale di mettere nella lista la lente d'ingrandimento che ho acquistato per il carteggio di vela, o almeno gli occhialini da lettura. Aguzzo e strabuzzo gli occhi, riesco a trovare il pilone sulla cartina: siamo sulla strada giusta.

18:15 Incontriamo un mini-laghetto, ce n'è uno sulla cartina dove dovrebbe essere. Il sentiero non sale più, ma cominciamo a temere per il tramonto ed il freddo. Per fortuna la nebbia ci risparmia, e ci sono quei 40-50 metri di visibilità che permettono di vedere il prossimo marcaggio: il sentiero non è sempre evidente, e spesso le marche sono molto distanti l'una dall'altra.

18:30 Rita, là davanti, ci annuncia per radio che vede la diga, anzi, le DUE dighe. Spronati la raggiungiamo. Davanti a noi si para il laghetto del Naret. Mi accorgo anche che per l'ansia di arrivare non scatto più foto da circa due ore: questo dice tutto... In mezzo vedo lo sperone di roccia che abbiamo circumnavigato due volte stamane.

Il lago Naret nella nebbia
I non astemi bevono un bicchiere di vino per festeggiare: è meritato. La camminata è stata splendida, ma cavoli, ci abbiamo messo 5 ore dalla capanna del Cristallina, invece di 2.5 come indicato dal cartello. Cosa abbiamo sbagliato? Oppure si tratta di un cartello militare, di quelli che durante le marce della scuola reclute continuano a ripetere "mancano 15 minuti"?


18:45 Siamo sulla strada che costeggia il laghetto. Ho bisogno di sgranchirmi le gambe, sopporto male la discesa, così parto con il mio passo da pianura (una specie di falcata da gatto con gli stivali delle 7 leghe) e raggiungo l'auto. Attendo Rita, Danila e Pierfranco, che 10 minuti dopo, discutendo dei misteri dell'universo (tra cui i tempi di percorrenza dei sentieri), mi raggiungono.


19:00 Carichiamo l'auto, e ripartiamo. Terminiamo la giornata con una meritatissima pizza a Tenero.

21:45 Accompagniamo Pierfranco e Danila alla Migros a Sant'Antonio per recuperare la loro auto. E' la prima volta che facciamo una passeggiata con loro, e sono stati veramente una bella compagnia (speriamo anche noi per loro). Sono iscritti alla lista delle passeggiate, sicuramente li rivedremo di nuovo.


Se vuoi vedere tutte le foto della passeggiata (non che ci sia qualcosa di speciale), clicka qui.

 

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commenti

Giuliana e Antonio 10/24/2011 11:35


Un bel fischio lungo, in stile marmotta, per commentare con ammirazione questa magnifica escursione! Hai un modo di raccontare piacevolissimo, in presa diretta, pieno di stupore, gioia e
passione.Ci hai fatto sentire un po' anche noi sulla Cristallina. L'apparizione del Tuo Stambecco poi è stata davvero magica. Ah! Un'altra cosa, il punto 5 di "perchè tenere un blog" è
assolutamente da noi sottoscritto, sostenuto e condiviso! Non lo sapevamo ma stavamo camminando sullo stesso sentiero rosso-bianco-rosso! Ciao, Nino, continua a raccontarci le tue storie.


UpTheHill 10/24/2011 17:59



Ciao Giuliana, ciao Antonio,


grazie per il tempo che vi state prendendo per passare in rassegna il blog: spero sopravviviate alle dure fatiche...


E in effetti, ci sono migliaia di cammini, sulla Terra e nello spirito. E spesso i compagni migliori sono soprattutto quelli con i quali si intrapprende un percorso del secondo tipo :-)


UpTheHill
www.montagnaticino.com



Giovanni 04/23/2009 22:17

Complimenti per la scalata alla capanna del Cristallina. Suggestiva la foto con la nebbia.

Parole chiave

Geolocalizzazione: Svizzera, Ticino, Sopraceneri, Sottoceneri, Leventina, Bedretto, Blenio, Riviera, Mesolcina, Calanca, Maggia, Verzasca, Onsernone, Muggio, Bellinzonese, Locarnese, Luganese, Mendrisiotto 

 

Interessi: trekking, escursioni, passeggiate, foto, natura, rifugi, capanne, flora, fauna, laghi

 

Percorsi: forestale, sentiero, transumanza, valico, passo, bocchetta, ganna