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22 settembre 2008 1 22 /09 /settembre /2008 11:18

Percorso effettuato: diga del Ritom (Q1870), laghetto Tom (2050), laghetti Taneda, bassa del laghetto Scuro (Q2500), capanna del Cadlimo (Q2570), valle del Cadlimo, valle Termine, passo dell'Uomo, capanna SAT Cadagno, lago Cadagno, diga del Ritom.

Difficoltà: sentiero T2, con alcuni passaggi tecnici.

Dislivello: circa 900 metri.

Lunghezza del percorso: 21 Km.

Sforzo equivalente: 30 Km.

Durata (incluse le pause): 9 ore e 30 minuti.

Serie dei "Laghetti alpini della Svizzera Italiana".

Questo giro era sulla nostra agenda dall'agosto del 2007. Allora eravamo saliti fino alla bassa del laghetto Scuro (la bocchetta che separa la vallata del Piora dalla vallata del Cadlimo), ma essendo partiti troppo tardi non avevamo avuto la possibilità di continuare, dato che l'ultima
funicolare del Ritom (con la quale eravamo saliti) scendeva alle 18:30. Quella del Ritom e del Piora, secondo me, è una delle zone più belle per le passeggiate, per le sue caratteristiche, la varietà dei percorsi, e non da ultimo la possibilità di acquistare quel gioiello di formaggio che è il Piora.

Purtroppo diversi partecipanti iscritti hanno dovuto ritirarsi per cause impreviste, così il giretto lo abbiamo fatto Rita ed io.

09:15 Arriviamo alla diga del Ritom, dove c'è un piccolo parcheggio a pagamento. Quasi tutte le auto hanno targhe svizzero-tedesche (come al solito). Prima di partire aprofittiamo del ristorante per un caffé, e per cambiare la moneta per il parchimetro.


09:45 In marcia. Siamo a circa 1'850 metri s.l.m., la temperatura è bassina, ma ci siamo coperti bene, anche troppo, come scopriremo in seguito. Primo checkpoint, è la deviazione verso sinistra, che salendo porta al laghetto Tom.


La salita è agevole, il dislivello di 200 metri, la strada di tipo forestale, nessun problema. Salendo abbiamo la vista su buona parte del lago del Ritom.


Il vento è frescolino forte (quasi glaciale), ma io comincio a sudare... Mi sono vestito troppo, devo cambiare le calze, togliere il paille, poi comincia ad andare meglio. Ieri abbiamo acquistato le canottiere speciali, e valgono veramente tutti i franchetti che le abbiamo pagate. Non lasciano passare l'aria e tengono CALDO, fin troppo per me. Salgo in maniche di camicia, con una temperatura attorno ai 2°, e sto benissimo.

10:30 Arriviamo al laghetto Tom. Dietro di lui vediamo la parete che porta alla cresta oltre la quale si trova il laghetto Scuro, e a circa 2/3, incastonati sul fianco della montagna, i laghetti di Taneda. Quando siamo saliti l'anno scorso (verso la fine di agosto), tutt'attorno al laghetto era pieno di famiglie che facevano pic-nic. Oggi non c'è nessuno, tranne un pescatore solitario.



10:40 Iniziamo l'ascesa verso la bassa del laghetto Scuro, la bocchetta che ci porterà alla quota di 2'520 metri. Dobbiamo salire per circa 500 metri. Fino al terzo laghetto di Taneda sappiamo che la pendenza non è eccessiva, poi, l'ultimo pezzo che porta alla cresta richiede una locomotiva per salire... Salendo il vento si intensifica, e dobbiamo coprirci nuovamente.

11:15 Arrivamo ai laghetti di Taneda, piccoli gioiellini invisibili dal basso, ma che offrono una vista impagabile.




Salendo incrociamo dei gruppetti di persone (tra cui diversi giovani) che scendono verso il Ritom: parlano tutti tedesco. Incontriamo una signora da sola (svizzero-tedesca pure lei), che ha voglia di scambiare quattro chiacchere. Scopro così che buona parte del gruppo è composto dai membri della società che gestisce la capanna Cadlimo, e che la sera prima hanno tenuto il consiglio di amministrazione e l'assemblea annuale ... alla capanna. Trovo la cosa geniale: se non ami le montagne e la capanna, non entrare nel consiglio di amministrazione.

11:50 Arriviamo alla prima cresta: che sbuffata. Il vento che scende dalla bocchetta è intenso e freddo, bisogna coprirsi bene. Ancora una cinquantina di metri di ascesa, e il grosso dello sforzo in salita è finito, per oggi.


Dalla cresta un ultimo sguardo verso il basso. Questo pomeriggio arriveremo dalla sinistra della foto, già all'altezza del lago Ritom, per cui non vedremo più il Tom e i Taneda.


12:10 Abbiamo passato la bocchetta, e siamo al laghetto Scuro. In realtà di laghetti ce ne sono due, ma probabilmente il più piccolo è senza nome. Il cielo tende a rannuvolarsi: strano, la meteo aveva dato soleggiato per il pomeriggio. Rita ed io decidiamo di valutare alla capanna del Cadlimo se proseguire o meno, sulla base della situazione meteo: la sicurezza prima di tutto.


12:15 Il vento, dopo aver passato la bocchetta, si è allegerito. Per fortuna, perché cominciavo ad avere le orecchie congelate. Il percorso fino alla capanna non è lungo, ma ci sono due o tre passaggi impegnativi. Sarebbe stato carino se avessero fissato delle corde...


Saliamo fino ad una seconda bocchetta, dopo la quale il percorso diventa per lo più pianeggiante. Siamo a 2'500 metri s.l.m., il paesaggio comincia a diventare lunare, e nella conca vediamo il lago di Dentro di Cadlimo.


12:40 Ecco là in alto
la capanna Cadlimo. E' situata a 2'570 metri s.l.m. Di proprietà della società SAC di Zurigo, fino al 2004 era la capanna più alta del Ticino. Poi, la nuova capanna del Cristallina, situata a 2'575 metri s.l.m. le ha tolto il primato (eh eh eh, questi ticinesi...).



13:00 Arriviamo alla capanna. Gli ultimi 400 metri di percorso hanno una marca rosso-bianco-rosso ogni 5 metri... Avranno paura che ci perdiamo? Non ne ho mai viste così tante in così poco spazio. Pranzo meritato con una buona minestra di orzo e fagioli (mi dispiace per chez Maxime, ma secondo me una minestra d'orzo in capanna è uno dei migliori piatti del mondo), il solito panino, acqua e un caffé. Non ostante l'altezza, il termometro che segna 6°, e grazie al fatto che non c'è vento e il sole è tornato a splendere, possiamo mangiare in terrazza.



Il personale è prevalentemente svizzero-tedesco, ma incrociamo due ragazze ticinesi che hanno fatto la stagione alla capanna, e la mamma di una di loro. Cinque minuti di sano italiano, e quattro chiacchere in libertà: sono simpaticissime.



Davanti a noi si para il pizzo Taneda. C'è un sentiero T3 che porta in cima, e non sarebbe neanche un grande sforzo, ma le pendici della montagna sono già coperte da un velo di neve, e preferiamo non rischiare. Fosse un T2, se ne potrebbe parlare: tra l'altro mi permetterebbe di innalzare il record della quota massima alla quale sono arrivato con le mie gambette...


Dal punto panoramico della capanna si vede il Tencia, la chiosa delle montagne che dividono la valle Leventina dalla valle Maggia, e là in fondo anche il Cristallina.

14:10 Ci rimettiamo in moto. Ci aspetta tutta la tratta della valle del Cadlimo (almeno 7 Km) fino al laghetto Stabbio nuovo. Non dovrebbero esserci difficoltà, dato che il sentiero scende dolcemente per portarci fino a quota 2'100. Rifocillati, e non appesantivi, partiamo.


Lungo il sentiero incrociamo una rana (fotografata, vedi album), ed una coppia di giovani svizzero-tedeschi che sale verso la capanna. A parte loro (ed il gruppo che scendeva verso il Ritom alla mattina) non abbiamo incrociato nessuno. E' peccato, perché la zona è meravigliosa.

14:35 Arriviamo al laghetto dell'Isra. Quando abbiamo superato la prima bocchetta della del laghetto Scuro, abbiamo passato lo spartiacque continentale. Da una parte (verso il Ritom) l'acqua si convoglia nel Ticino, poi nel Po, per finire nell'Adriatico. Da questa parte invece, stiamo guardando uno dei tre rami (denominato Reno di Medel) che va a formare il Reno, con le sue acque che sfociano nell'Atlantico. Fa specie pensare che pochi centimetri di qua, o di là, cambino così radicalmente il percorso dell'acqua. Resteremo da questa parte dello spartiacque fino al passo dell'Uomo.


Continuiamo lungo la valle del Cadlimo, che ci porta ormai verso il passo del Lucomagno, anche se noi svolteremo a destra prima di arrivarci. Il sentiero è agevole, e lo percorriamo a passo veloce.


Passiamo in vicinanza del laghetto Miniera, che si trova in una valletta laterale a destra, la quale porta al passo che permette di scendere al lago Di Dentro. Qui vi è presenza di materiali ferrosi, come dimostrato da diverse pietre dal colore tipico della ruggine. Verso l'inizio del '900 vi erano dei piani per sfruttare minerariamente la zona, ma i costi di installazione e trasporto hanno fatto si che il progetto venisse abbandonato. Per fortuna: a queste altezze il biotopo è estremamente delicato, e basta pochissimo per sconvogerlo, figuriamoci una miniera...


Tra l'altro, il percorso descritto nella serie "Laghetti alpini della Svizzera Italiana" prevede che a questo punto si giri a destra, per salire nella valletta fino al laghetto Miniera, per passare poi la cresta della montagna e scendere al laghetto di Dentro. Rita ed io abbiamo deciso di evitare questo tragitto, dato che il sentiero è marcato bianco-blu-bianco, il che corrisponde ad un T4: non siamo sicuri di farcela da soli, senza aver avuto un po' di formazione da parte di qualcuno più esperto di noi.

15:40 Siamo arrivati al laghetto denominato Stabbio nuovo. Lungo il percorso abbiamo fatto una breve pausa per ricaricare le batterie. La thermos tiene benissimo, il the è ancora caldo. Qui il sentiero si divide. Continuando sul versante sinistro, in un'oretta si arriva al passo del Lucomagno. Passando a destra invece, si risale lievemente la dorsale, e si entra nella val Termine, che porta al passo dell'Uomo.


I cartelli gialli giaciono per terra, ma qualche buon'anima li ha "puntati" nella direzione giusta.


Passiamo il ponticello, ed iniziamo l'ascesa lungo il crinale destro della montagna. Il vento si fa impetuoso e gelido, mentre giriamo il costone della montagna per portarci in val Termine. A metà strada vediamo verso il basso il lago artificiale di Santa Maria, posto dopo il passo del Lucomagno, che convoglia le sue acque verso Disentis.


Siamo imbacucati come esquimesi: il vento non dà tregua.


16:40 Abbiamo percorso la valle Termine, restando in alto sul crinale della montagna, e poco prima del passo dell'Uomo il sentiero si unisce alla strada forestale che sale dal lago di Santa Maria. Arriviamo al passo dell'Uomo, ripassando lo spartiacque continentale, e rientriamo nella regione del Piora.


Il cartello ci dice che ne abbiamo ancora di strada da percorrere, ma le gambe reggono bene, ed dopo il passo il vento si quieta (per fortuna). Nel frattempo siamo risaliti a 2'200 metri s.l.m., ma da qui in avanti sarà tutta discesa.


16:50 Arriviamo al bivio più importante. Da qui si può risalire verso il passo del Sole (dove eravamo stati nel 2004, ma salendo dalla valle di Blenio), oppure al passo delle Colombe, per andare nella valle di Blenio, tornare verso il Cadlimo e l'Oberalp, oppure scendere verso la zona del Ritom. Chissà come mai, ma decidiamo di tornare al Ritom per la strada più corta.


17:10 Siamo a buon punto. In basso si vede il corso d'acqua che alimenta il Cadagno ed il Ritom. La davanti si trova la nostra meta. Il vento ricomincia a dare fastidio, ma ormai non manca molto.


17:25 Ci imbattiamo in una colonia di marmotte. Non sono timide: restano sulle loro, ma non hanno neanche fischiato per annunciare un pericolo. Probabilmente oggi siamo stati gli unici a passare da queste parti, e ci guardano con fare interrogativo.


17:50 Arriviamo in vista della
capanna SAT del Cadagno, dove ci fermiamo per un the caldo. Ambiente ospitale, in capanna troviamo 4 ticinesi che hanno fatto la traversata dal lago del Sambuco, su per il passo Sassello, e si fermeranno per cena.

18:15 Ripartiamo per arrivare alla nostra auto. Il sole sta tramontando, ma non è un problema: il sentiero è diventato strada forestale, e ci sarà luce almeno per un'ora ancora. Passiamo la zona dello stallaggio delle mucche del Piora, e scendiamo verso il lago del Ritom. L'alpe è stata scaricata a metà settembre, mentre le forme di formaggio (mmmmh) resteranno qui ancora alcuni mesi per iniziare l'invecchiamento. Dopo un annetto il Piora raggiunge il suo massimo: una pasta ferma ma non dura, una salatura perfetta, un sapore intenso che avvolge tutte le papille gustative, ed un retrogusto prolungato di miele lo rendono un vero principe tra i formaggi.


18:30 Abbiamo passato la collinetta con la chiesetta che divide il lago Cadagno dal Ritom. La luce soffusa rende il Ritom uno spettacolo. In fondo, le montagne che separano la Leventina dalla valle Maggia.


Non ostante i Km percorsi, siamo felici come bambini mentre camminiamo lungo la strada che costeggia il Ritom. Questa è stata la passeggiata più lunga che abbiamo effettuato fin'ora, e la tenuta fisica (non ostante la non verde età) è stata ottima. Dopo la passeggiata del Cristallina, per la prima volta il giorno dopo non abbiamo avuto male alle gambe, e speriamo che la cosa si ripeta, a dispetto del fermo di tre settimane causato da Giove Pluvio. L'unico dispiacere è dato dal fatto che, a parte i discesisti alla mattina, e la coppia nella valle del Cadlimo, non abbiamo incontrato nessuno durante tutta la passeggiata. Siamo gli unici che se la sono goduta?


19:15 Un ultimo sguardo alle vette illuminate. Per questa stagione abbiamo chiuso con le alte quote: il freddo sta arrivando a grandi passi. Le prossime passeggiate saranno ad altezze minori, ma non per questo meno belle.


Se vuoi vedere tutte le foto della passeggiata (non che ci sia qualcosa di speciale), clicka qui.

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Published by UpTheHill - in Leventina - trekking
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commenti

Alex 04/27/2009 17:04

Bella sfacchinata. Avete resistenza

Giovanni 04/23/2009 22:21

Hai ragione, il passaggio dal laghetto Miniera è più impegnativo: la salita alla bocchetta che riporta al laghetto di Dentro dalla parte del Piora è praticamente un T4.

Le chevalier Dauphinois 09/28/2008 08:00

Bonjour
J'habite proche des montagnes et presque tous les we, je vais marcher dans "mes" alpes.
J'ai fait quelques balades dans ton beau pays, et j'ai dormi dans le refuge Victor Emmanuel dans le massif du grand paradis

UpTheHill 09/29/2008 11:32


Merci chevalier Dauphinois,
si tu vas créer ton blog des promenades que tu fais, j'aimerais bien le visiter...
Bonne journée.


Stefano 09/22/2008 13:16

Complementi, sono belle sfaticate ma i posti incantevoli ...

UpTheHill 09/22/2008 18:03


Ciao Stefano,

meno di quello che pensi: la salita dura è stata fino al Cadlimo, il resto è andato via liscio, dato che la maggior parte del percorso era pianeggiante o in leggera discesa.

Grazie comunque per il "sostegno" psicologico.


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Geolocalizzazione: Svizzera, Ticino, Sopraceneri, Sottoceneri, Leventina, Bedretto, Blenio, Riviera, Mesolcina, Calanca, Maggia, Verzasca, Onsernone, Muggio, Bellinzonese, Locarnese, Luganese, Mendrisiotto 

 

Interessi: trekking, escursioni, passeggiate, foto, natura, rifugi, capanne, flora, fauna, laghi

 

Percorsi: forestale, sentiero, transumanza, valico, passo, bocchetta, ganna