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  • : Diari di viaggio delle passeggiate prevalentemente sulle montagne del Ticino, con foto e testo. Articoli tematici e links utili per la pianificazione di una escursione. Trekking ed escursionismo per tutti.
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12 giugno 2009 5 12 /06 /giugno /2009 15:25



Percorso effettuato: Piera (frazione di Camperio, Q1305) - Oncedo (Q1501) - Dottero / capanna Dötra (Q1748) - Croce Portera (Q1917) - Acquacalda (Q1756) - e ritorno per la stessa via.

Difficoltà del sentiero: T1 e T2.

Dislivello: circa 750 metri.

Lunghezza del percorso: 13 Km.

Sforzo equivalente: 21 Km.

Durata (incluse le pause, e ne abbiamo fatte un bel po'): 8 ore.

Osservazioni: ho catalogato il percorso completo sotto "trekking impegnativo", dato che 6 ore di marcia non sono poche. Le due metà del percorso (Piera - Dötra [dislivello 500 metri], e Acquacalda - Dötra [dislivello 250 metri]) invece, andrebbero catalogate sotto "passeggiate per famiglia", dato che singolarmente non sono impegnative.

La valle di Blenio: incanto fiorito del Ticino

La valle di Blenio congiunge il passo del Lucomagno con Biasca. Questo percorso, nel medio evo, era molto più frequentato rispetto al passo del San Gottardo, dato che l'altezza massima è minore, e il percorso sui due versanti è molto meno impegnativo. Federico II detto il Barbarossa, ad esempio, quando è sceso in Italia nel 13° secolo per combattere la lega dei Comuni (il famoso Carroccio), è passato di qui.

La valle, almeno fino ad Olivone, è relativamente larga (secondo gli standard ticinesi), e parzialmente terrazzata in modo naturale, cosa che ha facilitato in passato lo sviluppo dell'agricoltura di montagna e dell'allevamento di bestiame. Su questa valle si affaccia l'Adula, la montagna più alta, anche se non interamente in territorio ticinese (la più alta completamente in territorio ticinese è il pizzo Campo Tencia). Per raggiungerne la vetta occorre una guida, dato che c'è da attraversare un ghiacciaio, non proprio facilissimo.

Ponto Valentino (situato poco prima di Olivone salendo) in passato aveva messo a disposizione una milizia a Napoleone. Ancora oggi, una volta all'anno, si svolge la sfilata rievocativa, con i figuranti in tenuta militare dell'epoca.

Ad Acquacalda, posta tra Campra (centro di sport invernale) ed il passo del Lucomagno è stata creata una zona protetta, denominata "Centro Ecologico Uomo Natura". La zona è deliziosa per i pic-nic in estate (vi sono aree riservate all'uopo, come pure un campeggio), ed il ristorante e albergo fanno ampio uso di tecnologie ecologiche per non pesare sull'ambiente, dalla produzione solare di elettricità e acqua calda, alla fossa biologica senza scarichi. Questo ristorante è il centro di diverse attività che si svolgono durante tutto l'anno, con una frequenza maggiore in estate. Puoi trovare la festa del solstizio, corsi per riconoscere i fiori in estate, e cose più "mondane", come ad esempio "Come costruire un aquilone". Da qui partono decine di itinerari pedestri, che portano verso il Lucomagno, la capanna Bovarina, la Dötra, la zona del Piora passando dai passi del Sole o delle Colombe. Se ami un contatto "comodo" con la natura, questo piccolo paradiso è caldamente consigliato.

Ho scelto un percorso in questa valle, dato che in questo periodo è tutta un prato in fiore: spettacolo bellissimo, pieno di profumi, colori e vita.

09:45 Dopo diversi tentennamenti, eccoci pronti per partire. Ho parcheggiato sulla vecchia strada cantonale, in modo da non disturbare il traffico sulla principale. Il cielo è uggioso, ma Locarno-Monti ha previsto ampie schiarite nel corso della mattinata, e soleggiato al pomeriggio. Guardandoci in giro non sembrerebbe... I piedi entrano negli scarponi, no..., i piedi entrano in simbiosi con gli scarponi in modo perfetto, e son subito desti.



Percorriamo il primo tratto sulla strada forestale asfaltata, e già davanti a noi si presentano i campi fioriti. Ma si sentono ancora i rumori della "civiltà", in particolare della strada del passo da cui siamo partiti.


Trovo di tutto: dalle margherite di prato alle viole tricolor (nella foto), dai soffioni ai denti di leone, per non dimenticare qualche giglio, ranuncolo e orchidea: la situazione promette bene.


Dopo due tornanti però, ecco il cartello giallo con l'indicazione del sentiero. Ci sganciamo dalla strada, ed entriamo nel bosco. Il sentiero sembra più il letto di un torrentello, e in effetti vi è acqua in abbondanza, ma anche splendidi fiori. Il cielo sopra di noi è sempre coperto, con qualche gocciolina che cade ogni tanto, facendoci temere il peggio, non ostante le previsioni... Decidiamo di essere arditi, e continuiamo.


10:15 Siamo usciti dal bosco, e ci troviamo su di una terrazza naturale, con un piccolo insediamento abitativo: Oncedo. Attorno a noi un coro di prati, e il limitare del bosco di conifere. Profumo, profumo acido, di prati magri. Farfalle che svolazzano tutt'attorno, specialmente le vanesse.


Poi una, che non avevo mai incontrato: bianca, con le estremità delle ali gialle. Scatto come una pantera, selezione su macro, via l'auto-focus, e cerco di riprenderla, ma purtroppo non collabora molto (è li, al centro della foto).


Il sentiero rientra nel bosco, e la pendenza si fa impegnativa. Lascio andare avanti le signore (cosa facile), per ascoltare il canto del bosco. Accanto a me, sul sentiero, il rigagnolo è apparso, deciso adesso, e mi accompagna lungo la salita. Incontro la prima genziana (ne vedrò molte oggi), ben aperta, con la rugiada del mattino ancora in bocca.


10:45 Il sentiero ha girato la costa della montagna, portandoci paralleli alla valle, e finalmente il cielo dà segno di volersi aprire. Bene: la vista delle montagne da queste parti è spettacolare. Non ho dovuto tirare fuori il K-Way, anche se varie volte sono stato tentato...


11:05 Il sentiero adesso è diventato pianeggiante, cambio marcia, e passo dalle ridotte all'over-drive, superando le signore e portandomi in testa. Giriamo una piccola valletta, e sopra di noi vediamo, mezza affogata nella nebbiolina, Dottero, primo checkpoint della giornata.


Fino a qui eravamo già saliti (ma lungo la forestale) nel febbraio del 2008, gentilmente accompagnati da Claudio e Simona, che ci avevano fatto da tutori per la nostra prima uscita con le ciaspole. Giornata splendida, compagnia deliziosa (c'erano anche Tiziana e Paolo). Mega abbuffata in capanna Dötra, e poi la discesa, divertentissima, per il sentiero che oggi abbiamo salito. Purtroppo non ho foto della giornata, che tra sole e neve avrebbe meritato di essere immortatala.

11:20 Eccoci davanti alla capanna Dötra. Veloce discussione sulle varianti: mangiare qui, continuare fino ad Acquacalda e fare pic-nic là: le gambe reggono bene, così decidiamo di continuare il nostro percorso.


Prendiamo il sentiero, e dopo circa un centinaio di metri ecco la biforcazione: verso destra si sale alla Gana Negra, che porta poi direttamente al passo del Lucomagno oppure alla capanna Bovarina (avevo visto le indicazioni alla Bovarina nella passeggiata del 28.09.2009), mentre continuando dritto si va verso il passo denominato Croce Portera, per scendere poi ad Acquacalda. Chiaramente continuiamo dritti.


Il cielo è ancora grigiastro, ma sembrerebbe che a Locarno-Monti avessero ragione...


Il sentiero adesso corre in mezzo ad un falso piano, verde da entrambe le parti. Vediamo anche le prime mucche (gli alpi non sono ancora stati caricati), mentre di gente ne incontriamo pochissima: una decina di persone in tutta la giornata. Sono contento di essere venuto adesso: in estate mi sa che questa zona è più frequentata delle spiagge di Rimini.


11:30 Siamo quasi alla fine della parte in piano, e stiamo per affrontare l'ultima salita che ci porterà al passo. E' tutto un frinire di grilli, canti di merli, e verde a distesa d'occhio. Davanti a me vedo la valletta che porterà in alto.


11:40 Abbiamo lasciato il pascolo di Dottero, e stiamo salendo verso Croce Portera. Piccolo rio lungo il cammino, con due travi per attraversarlo. Una rotta, l'altra incrinata. Terrà il peso? Laura Two si offre per il test, essendo la più leggera. Tutto bene, si può passare.


11:50 Ultimo sforzo per arrivare in cima.


Dietro di noi, paesaggio montano con nebbietta rada, davanti si inizia a vedere il cielo azzurro.



12:15 Eccoci a Croce Portera. Da qui si dirama un ulteriore sentiero verso la Gana Negra. Abbiamo passato una pozza d'acqua, e piccola sosta per ricaricare le batterie. Il vento non scherza, e bisogna coprirsi.


Aaaaaaah: davanti a me, una cima che riconosco al volo: il pizzo Colombe!!! Sulla sua sinistra c'è il passo del Sole, alla sua destra il passo delle Colombe, con splendido laghetto alpino. Siamo saliti ad entrambi il 12.10.2008. Ecco, sono cose che mi fanno sentire a casa. Dietro di me il passo Cantonill ed il pizzo Rossetto, davanti il pizzo Colombe, e oltre la zona del Piora, che ormai ho percorso quasi completamente. A destra il passo del Lucomagno, la valle Termine ed il passo dell'Uomo. In basso Acquacalda, da dove eravamo saliti al passo del Sole nel 2004. E' come il mio salotto: riconosco tutto, c'è un filo, o meglio una rete, che unisce tutti questi punti. Non sono sperso, so da dove vengo, e dove sto andando.


Ecco laggiù il ristorante di Acquacalda...


...e la zona agricola del centro di Acquacalda.


12:30 Inizia la discesa (meglio non pensare che questo pomeriggio sarà una salita). Il sentiero è passato da T1 a T2, ben curato, corre a ridosso della parete quasi verticale. Entra ed esce continuamente dal bosco, regalando sprazzi di vista tutt'attorno. Lungo il percorso incrocio una farfalla bianco-grigia, con venature verdi, che fa la scontrosa e non si lascia fotografare. In compenso degli alberi, cresciuti direttamente sulla roccia, si ergono solitari nei pochi punti dove vi è prato. Sono bellissimi, non si capisce dove finisca la roccia e dove inizi l'albero.


Mi dispiace non avere in azione il grandangolo, non riesco a farli entrare per intero (ho provveduto al pomeriggio, trovi le foto nell'album). Eccone un altro.


Il sentiero ci porta sotto una parete stratificata, con un bel foro nel mezzo. Laura One ci informa che nella grotta, una ventina d'anni fa, vi era un nido di aquile, che vi sono rimaste per circa cinque anni. Poi, non si sa se a causa di bracconieri, o altro, hanno traslocato.


Il sentiero corre dritto, e con leggera pendenza, parallelo alla strada del passo, guidandoci verso la nostra meta. Splendido da percorrere, cambia sempre, e sempre uguale. Ogni passo è una gioia.


La farfalla ha deciso che è stata poco garbata nei miei confronti: mi continua a girare attorno, seguendomi nel mio cammino, come un gatto che vuole farsi accarezzare, ma che ritiene che tu lo abbia offeso, per esempio andandotene da casa per qualche giorno. Poi però, a furia di buone paroline, di moine, cede, e si posa in bella vista. Quatto quatto mi avvicino, e non scappa.


Forse cercava la scenografia giusta: i botton d'oro le si addicono particolarmente. Li vicino, un bel mazzetto di "non ti scordar di me".


13:00 Eccoci ad Acquacalda.


Puntiamo diritti verso il ristorante, per verificare se ci permettano di fare pic-nic sulla terrazza, ben esposta al sole. Il gerente, cordialissimo, mi prende (ci prende) per la gola: c'è la minestra d'orzo ed il minestrone. Ad un invito così non so resistere. Ci facciamo servire chi il minestrone, chi la minestra d'orzo (indovina cosa ho ordinato). Poi, bella fetta di pane scuro a pezzetti dentro, rimestare bene. La minestra è ottima, ben cotta, il brodo denso per il glutine uscito, sapore equilibrato, bella spruzzata di formaggio grattugiato. Sono in paradiso: terrazza a Q1750, sole, compagnia di tre signore (beh, su questo si può discutere), un percorso splendido alle spalle e nuovamente davanti, minestra perfetta. Cosa si può desiderare di più dalla vita?

13:30 Finito di mangiare (no, direi di estasiare il palato), caffé sorbito, le signore decidono di spostarsi su di una terrazza con sedie a sdraio per l'attività "lucertola": mi avevano già fregato così al passo delle Colombe. In effetti aspetto, e aspetto, e aspetto. Niente da fare, si vede che avranno la digestione lenta... Giro attorno al ristorante e fotografo ogni cartello giallo che incontro, un albero con carattere, una piccola cappelletta, il fiume Brenno, e torno a bere un secondo caffé. Santa pazienza...






Mi decido per il cambiamento d'obiettivo, e metto il grandangolo.

14:45 Ci sono riuscito: le ho fatte smuovere. Pronti alla partenza, riempimento delle bottiglie prima di rientrare. La fontana, che non ha niente di speciale, merita la foto. Mi ha salvato la vita nel 2004, quando, partito per il passo del Sole con solo un litro d'acqua, ero arrivato qui dopo sette ore di marcia disidratato. Non mi ricordo bene, ma può darsi che abbia anche tuffato la testa nel catino... Da allora le voglio bene.


Via lungo il sentiero del mattino. Non ti ripropongo tutta la tiritera. Solo un foto della parte verticale (vicina al foro del mattino), e del passaggio del sentiero.



15:30 Eccoci nuovamente al passo Croce Portera. Davanti a noi questa volta il cielo azzurro: abbiamo fatto proprio bene ad osare.


Chiaramente ci vuole un'ulteriore sosta. Solo che il vento è veramente forte e freddo. Così ci piazziamo in una piccola dolina, per ripararci.


Da vero macho me ne vado in giro, e alla pozza d'acqua adesso vedo nubi di girini che si aggirano nell'acqua.


E, rarità, una genziana bianca.


Ripercorriamo tutto il sentiero a ritroso, ma senza senzazione di "deja-vu": il panorama è cambiato, adesso finalmente vediamo l'Adula, e le varie montagne che la attorniano.


E naturalmente il pizzo Rossetto, con il passo Cantonill.


16:30 Eccoci nuovamente in Dötra. Uso il grandangolo per immortalare l'oratorio di San Domenico, datato dell'inizio del 1'500.


Si decide per un rientro a tappe forzate, senza caffà e torta qui. Durante la discesa ci si apre il panorama sulla media valle di Blenio, con Olivone, Torre, Dangio, Ponto Valentino, e tutta la cintura di montagne che la racchiude. Il panorama è bellissimo. Potrebbero ambientarci un film di Heidi.


Le mie gambette, a furia di andare, cominciano a tenere meglio in discesa. Sarà che la stessa non è troppo impegnativa, o che le signore hanno deciso di prolungare la gita, fatto sta che arrivo all'incrocio con la strada per primo, cosa praticamente mai capitata.

17:25 E finalmente arrivano anche le signore.


17:40 Siamo nuovamente all'auto. Ultimo saluto al monte Sosto.


Partenza per Bellinzona, e rientro alla quotidianità, con la testa ed il cuore che sono rimasti lassù.

Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell'escursione (non che ci sia qualcosa di speciale).

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Published by UpTheHill - in Blenio - trekking
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commenti

Graziano 03/01/2011 23:11


Complimenti per il Vostro sito web, molto interesante :-)


Parole chiave

Geolocalizzazione: Svizzera, Ticino, Sopraceneri, Sottoceneri, Leventina, Bedretto, Blenio, Riviera, Mesolcina, Calanca, Maggia, Verzasca, Onsernone, Muggio, Bellinzonese, Locarnese, Luganese, Mendrisiotto 

 

Interessi: trekking, escursioni, passeggiate, foto, natura, rifugi, capanne, flora, fauna, laghi

 

Percorsi: forestale, sentiero, transumanza, valico, passo, bocchetta, ganna