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  • : Passeggiate sulle montagne del Ticino
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  • : Diari di viaggio delle passeggiate prevalentemente sulle montagne del Ticino, con foto e testo. Articoli tematici e links utili per la pianificazione di una escursione. Trekking ed escursionismo per tutti.
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1 luglio 2009 3 01 /07 /luglio /2009 13:56

Percorso effettuato: Dalpe (Q1192) - Polpiano (Q1365) - Pian Piumogna (Q1399) - Sgnoi (Q1650) - alpe Croslina (Q1982) - capanna Campo Tencia (Q2140) - laghetto Morghirolo (Q2287) e ritorno per la stessa via.

Difficoltà del sentiero: T1 fino a Pian Piumogna, poi T2. Alcuni pezzi T3 (uso delle mani) per arrivare al laghetto Morghirolo, senza passaggi esposti.

Dislivello: 1'150 metri.

Lunghezza del percorso: 15 Km.

Sforzo equivalente: 27 Km.

Durata (incluse le pause): 9 ore.

Riferimenti: Lago Morghirolo (serie dei "Laghetti alpini della Svizzera Italiana").

Capanna: capanna CAS Campo Tencia.

A dire il vero non era questo che avevo pianificato per oggi: avrei voluto percorrere il piano della Greina, ma, grazie ad una veloce telefonata all'Ente Turistico di Blenio, sono stato informato che sulla piana la neve è ancora alta, e quasi non si vedono i cartelli gialli. Settimana scorsa eravamo stati alla capanna Tremorgio e Leit, così Rita ed io abbiamo deciso di visitare l'altro versante della montagna: il pizzo Campolungo, il pizzo Campo Tencia (la montagna più alta completamente in territorio ticinese), il pizzo Forno ed il pizzo Lambro. Abbiamo messo in preventivo, se la neve ce lo avesse permesso, di fare la traversata fino al Tremorgio passando dal passo Leit, dall'omonimo laghetto e dalla capanna, ma purtroppo la neve era ancora ben consistente.

La capanna Campo Tencia, di proprietà del Club Alpino Svizzero (CAS), sezione Ticino, è la capanna più antica sul nostro territorio. Innaugurata nel 1912, serviva come base di partenza per l'ascensione al pizzo Campo Tencia. Durante gli anni è stata ristrutturata, e si presenta come una bella costruzione su di una terrazza che domina la prima parte della vallata lungo la quale scende la Piumogna. Il pizzo Campo Tencia digrada verso sud fino al pizzo Barone, altra meta ambita per gli scalatori. Da qui, Fusio (in cima alla val Lavizzara) dista circa 5 Km, Sonogno (in cima alla valle Verzasca) 10 Km: si può ben dire che si trova nel centro montano del Ticino.

Dal laghetto Morghirolo, situato in una splendida conca naturale, e contornato dai "giganti" ticinesi, nasce la Piumogna, che tra cascate e affluenti, scende fino a Faido, terminando il suo percorso con una splendida cascata di diverse decine di metri, per gettarsi poi nel fiume Ticino.

08:45 Oggi siamo solo Rita ed io, come due sposini. Sinceramente ogni tanto mi fa piacere godermi l'escursione unicamente con mia moglie: diventa un ottimo momento per riaffiatarsi, dopo i lunghi anni di figli ed impegni, adesso che ci possiamo gustare nuovamente un po' di libertà. Il paesaggio è splendido, la giornata incantevole per l'aria pulita, anche se farà molto caldo. Nel sacco "solo" due litri, tanto posso fare il pieno alla capanna. La giornata è iniziata bene: salendo verso Dalpe abbiamo visto una lepre in un campo: le orecchie belle dritte, se ne stava li a mangiare come se fosse un pascià.


La prima parte del percorso, su T1, prevalentemente nel bosco, fila via liscia, permettendo di riscaldare i muscoli senza sforzarli. Passiamo Boscobello (Q1345), zona di pic-nic, e, colpo di fortuna, riesco a fotografare due farfalle sullo stesso fiore.


09:15 Eccoci a Cimafroda, dove si trova un parcheggio e termina la forestale aperta al traffico.


La strada continua senza grosse pendenze, portandoci verso Pian Piumogna. Inizio di escursione splendido, le mie gambe ringraziano: mi è sempre pesante partire subito con la salita, ed i muscoli freddi.


Il paesaggio è alpestre, dominano le conifere (più in basso invece le betulle), e il profumo di resina è ovunque.

09:30 Siamo a Pian Piumogna, alpeggio chiuso sul fondo da dal Pioton e dal Mottascia. Siamo a livello di Rio Bò: quattro case ed un piccolo corso d'acqua. Su una delle cascine vedo un'informazione importantissima: Radar. Mi informo su che velocità è tarato... alcuni giovani del luogo mi tranquillizzano, è stato prelevato in autostrada, per cui il limite è di 120 Km/ora.


L'alpe non è ancora stato caricato, e di mucche in giro non ce ne sono. In compenso si inizia ad aprire la vista verso la catena di montagne che divide la Leventina dalla Blenio.


Salendo la flora inizia a diradarsi, e rientriamo nel bosco, cosa apprezzata dato che adesso il sole picchia bene. Lungo la via l'occhio sempre desto, coglie un fiore che non avevo ancora visto.


E davanti a noi si mostra il pizzo Forno.


10:15 Il sentiero fila via liscio sotto i piedi, pendenza umana. Abbiamo fatto una prima pausa di ricarica su di un bellissimo prato, e mentre saliamo incontriamo una signora con bimba che si offre volentieri per farci una foto di gruppo di due persone... Guardala bene, non compaio così spesso nei miei rapporti :-)


10:35 Siamo a Sgnòi, altra piccola alpe. Diverse persone in giro, organizzate per il pic-nic, e in fondo al pianoro uno degli affluenti della Piumogna, che tanto per non perdere la faccia arriva in basso con una cascata.



Il sentiero adesso entra nel bosco sulla sinistra salendo, e la pendenza cambia. La vegetazione sta cambiando, diventando decisamente montana, e tutt'attorno è pieno di piante di mirtilli, belle, sane, da visitare verso fine agosto. Ed ecco il primo rododendro selvatico, chiamato anche "rosa delle alpi" di quest'anno.


E chiaramente le genziane...


11:00 La salita si è fatta impegnativa, e decisamente non riesco a tenere il ritmo di settimana scorsa. Alti scalini che mettono a dura prova i miei quadricipiti rallentano il passo. Poi, dispiacere, un atto di inciviltà: qualcuno ha spezzato dei rametti di rosa delle alpi, e li ha lasciati li. Atto stupido: almeno portateli a casa, se proprio li hai strappati.


Lungo tutto il percorso abbiamo sempre avuto l'accompagnamento sonoro e polifonico della Piumogna, ma dato che il sentiero corre in alto, e la vegetazione è fitta, non siamo mai riusciti a vederla. Adessso, finalmente, si rivela da un costone dove ci siamo fermati per la seconda pausa (hai visto che regolari? Pausa di 10 minuti ogni ora di cammino).


E cominciamo anche a vedere le prime tracce di neve. Quest'anno non se ne vuole più andare via, mi sa che la troveremo ancora in agosto. Davanti a noi si innalza il pizzo Forno, dal quale una cascata (ancora) alimenta il corso d'acqua.


11:20 Il paesaggio comincia a cambiare, ed il sentiero da morbido per la terra inizia a farsi roccioso. Qua e là degli affioramenti quarzei, spesso incastonati in rocce meno nobili. Non si tratta di quarzo pregiato, quello trasparente e cristallizzato: qui le grandi forze della natura non hanno schiacciato con tutta la loro possanza per trasformare questo minerale in ambita preda di diversi collezionisti. Ma ha pur sempre il suo fascino...


11:25 In effetti siamo arrivati ai 1980 metri dell'alpe Croslina. Il paesaggio adesso è decisamente alpino, con poca erba rada, ed il profumo acido dei prati magri. La roccia domina ovunque, e iniziamo a vedere l'anfiteatro in fondo al quale si trova la capanna (la puoi vedere in alto, al centro).


Lungo il percorso, oltre alle solite marche a striscie bianco-rosso-bianco, trovo dei segnali circolari bianche e rossi: probabilmente significano "sentiero per giapponesi":


E anche le "piramidi" dei sentieri: manufatti in pietra, visibili con la torcia anche di notte a grande distanza, che guidano l'escursionista anche quando il sole è calato, e trovare le marche dipinte diventa un'impresa non da poco. Grazie a voi che le avete costruite, e le tenete in piedi: probabilmente non ne avrò mai bisogno, ma se dovesse capitarmi, sapere di poter essere guidato su sentieri sconosciuti anche al buio è un grande sollievo.


11:50 Abbiamo percorso tutta la parte pianeggiante dell'alpe. Attorno cime splendide ci accompagnano nel nostro cammino di avvicinamento alla capanna. Da per tutto, salti d'acqua che scendono fino all'alpe, per congiungersi alle acque che arrivano dal laghetto Morghirolo, alimentando così la Piumogna. Nel silenzio, anche il rumore di frane causate da lastroni di neve che si staccano con rombanti boati.


Attraversiamo il piccolo ponte, e passiamo sull'altra costa, per affrontare l'ultimo pezzo in salita verso la capanna.


E, ullallà, una bella lingua di neve ostruisce il sentiero. La prima parte, non particolarmente in pendenza, non è troppo faticosa, anche se il piede tende a scivolare indietro, diminuendo il rendimento energetico dello sforzo per camminare.


Poi, poco dopo la metà, il discorso cambia. Buchi e forte pendenza rendono la salita veramente impegnativa, e mi stronca le gambe. Un bel paio di ramponcini avrebbe proprio fatto al caso nostro.


12:10 Abbiamo passato la lingua di neve (beh, di camaleonte, tanto era lunga), e arriviamo su di un pianoro intermedio, percorso da diversi corsi d'acqua. Sguardo verso il basso, per rendersi conto da dove siamo passati. Davanti a noi la capanna che ci invita ad affrettarci.



Lo sforzo è stato grande, ma il paesaggio merita ampiamente: di ampio respiro, con le cime frastagliate, il cielo di un blu limpido.


12:30 Eccoci in capanna.


Pranzo leggero con minestrone e tazzone di the per ricaricare sali e liquidi. L'ambiente è cordiale e caldo (in tutti i sensi), con bella vista sulle montagne tutt'attorno. Nella sezione aggiunta in legno (la vedi sulla destra dell'edificio) hanno installato la cucina, lasciando così tutto lo spazio per il grande salone al primo piano. All'esterno, lavori in corso per posizionare (o riposizionare) diversi tavoli e panche in granito: sarà una vera delizia quando saranno completate. C'è pure una bella fontana. E questo è lo spettacolo di cui si gode dalla terrazza.


13:10 Ricaricati, partiamo verso il laghetto Morghirolo. Il primo pezzo di sentiero è in comune con quello che porta verso il passo Leit, sotto il pizzo Campolungo. Ripresa dall'alto della capanna.


13:15 Il paesaggio cambia nuovamente in modo molto marcato, il sentiero comincia a sparire tra le rocce.


Arriviamo al bivio tra lahgetto e passo Leit: una voglia di girare a destra, fare il passo, poi continuare verso il passo Campolungo (di fronte a noi, oltre la montagna, a circa 2 Km di distanza) e scendere a Fusio... Ma prima o poi lo faccio.


Sulla nostra sinistra il Campo Tencia.


A destra, invece, il pizzo Lambro.


13:30 Da qui il sentiero si fa più impegnativo: occorre avere passo sicuro, e scarponi adatti. Ma è una gioia camminare a questa quota, con il pizzo Campolungo davanti a noi.


Poi, incontro con un punto dove roccia, ghiaccio, neve e acqua si mescolano assieme: una piccola pozza, dove l'acqua non ha ancora deciso quale stato vuole mantenere.


13:45 Nuova lingua di neve (ne abbiamo incontrate diverse altre), e salita con l'uso delle mani. Almeno i guanti potevo portarli.


Anche qui il quarzo affiora dalla montagna.


13:50 Eccoci al laghetto.


Ed ecco la sorgente della Piumogna.


Pausa per il secondo pranzo, questa volta ci sbaffiamo i panini. Attorno solo qualche raro fischio di marmotta, roccia, acqua e cielo. Il paesaggio è grezzo, come se Dio, dopo aver gettato qui i suoi mattoncini Lego, avesse detto "ripasserò più tardi".


14:20 Ultimo sguardo al laghetto e al pizzo Campolungo, prima di riprendere (mestamente) la via del ritorno.



14:50 Siamo nuovamente alla capanna, per un'ulteriore tazza di the e fetta di torta. Riusciamo a mangiare poco e spesso, in modo da non appesantirci, pur mantenendo il rifornimento energetico necessario. Lungo la via, ulteriore affioramento di quarzo.


15:10 E via di nuovo. Adesso il nostro sguardo si posa sulle cime leventinesi e bleniesi, e mi sembra di riconoscere l'Adula. Intanto però, occhi ben posati verso il basso per ripercorrere la lunga lingua di neve.


15:40 Siamo nuovamente sul pianoro dell'alpe Croslina. Dall'altra parte del corso d'acqua, un masso, con un piccolo fiore incastonato in un punto improbabile. Merita di essere immortalato.


15:50 Siamo al termine dell'alpe, prima di iniziare la discesa che ci porterà nuovamente a Sgnòi.


Anche a questa altezza le conifere hanno buttato le nuove gemme.


17:10 Discesa senza storia, arriviamo a Pian Piumogna. Lungo il percorso gocce saltuarie di pioggia. Non abbiamo neanche estratto il K-Way: i veri escursionisti non si bagnano...


18:00 Siamo arrivati all'auto, caricato tutto, e via. Scendendo da Dalpe (avrei dovuto farlo alla mattina) mi fermo per fotografare l'affioramento roccioso del passo Vanit, che avevamo visto settimana scorsa dall'altra parte. Purtroppo, con il sole quasi dritto sull'obiettivo della macchina fotografica, il risultato non è di quelli mozzafiato :-(


Se vuoi vedere tutte le foto dell'escursione:

Primo album (dalla partenza alla lingua di neve)

Secondo album (dalla lingua di neve al laghetto e ritorno)

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Published by UpTheHill - in Leventina - trekking
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commenti

Greg 07/01/2009 16:30

Bei paesaggi come sempre!
Interessanti gli affioramenti di quarzo!
Questa volta la tua galleria ci offre una foto rara...la tua!
Greg

UpTheHill 07/01/2009 16:53


In effetti è stata la prova del fuoco per l'apparecchio fotografico: volevo vedere se l'obettivo teneva... Prova superata :-)


Parole chiave

Geolocalizzazione: Svizzera, Ticino, Sopraceneri, Sottoceneri, Leventina, Bedretto, Blenio, Riviera, Mesolcina, Calanca, Maggia, Verzasca, Onsernone, Muggio, Bellinzonese, Locarnese, Luganese, Mendrisiotto 

 

Interessi: trekking, escursioni, passeggiate, foto, natura, rifugi, capanne, flora, fauna, laghi

 

Percorsi: forestale, sentiero, transumanza, valico, passo, bocchetta, ganna