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20 luglio 2009 1 20 /07 /luglio /2009 20:40

"Un autunno di giornate splendide, di brevissime piogge che lasciano il cielo più terso di prima e accendono di arcobaleno il collo e la testa dei germani reali e dei codoni che si alzano all'improvviso dai canneti verso spazi che sembrano eterni. I silenzi sono dolcissimi. I rumori sono quelli di un cefalo che qua e là guizza a mezz'aria e ricade nell'acqua, del fruscio delle foglie appena mosse dal vento, del richiamo degli uccelli migratori che arrivano dopo un lungo viaggio dai Paesi dell'Est e scendono con larghe volute sulla laguna di Caorle rimasta antica nei suoi umori e nel sapore della vita." (Ernest Hemingway, "Di là dal fiume e tra gli alberi ", 1948)

Siamo a Caorle per una settimana di vacanza al mare, prima di rituffarci sulle montagne... Non possiamo mancare l'occasione di andare a visitare a piedi la laguna di Caorle, posta tra la stessa e Bibione, tanto amata da Hemingway, che le dedicò alcune bellissime pagine nel suo libro "Di là dal fiume e tra gli alberi", pubblicato in America nel 1950, e in Italia nel 1965 a cura della Arnoldo Mondadori Editore.

La laguna dista circa 2 chilometri dal centro di Caorle. L'hotel in cui siamo alloggiati (ottimo, te lo consiglio, il Cleofe) mette a disposizione delle biciclette. Rita ed io decidiamo di alzarci presto, e arrivare fino all'inizio del sentiero con la bici, per immergerci poi nella natura della laguna, con la speranza di incontrare una cicogna, che qui soggiornano.

08:15 Partenza con la bici. Percorriamo il lungomare di Levante fino ad uscire da Caorle, e in un attimo ci troviamo nella splendida campagna veneta. Percorriamo la pista ciclabile, in lontananza i casolari tipici.


Sulla destra il bordo della laguna. La vegetazione è folta, con canneti. Lungo la via incontriamo i primi "casoni", strutture abitative utilizzate un tempo dai pescatori. Sono composte da un unico locale, camino al centro senza canna fumaria, in cui la famiglia del pescatore risiedeva per due-tre mesi all'anno, durante i periodi più redditizi per la pesca (soprattutto anguille e branzini).

 


Ogni pochi anni bisogna rifare tutto il tetto, composto di canne essicate, appoggiate su di un graticcio legnoso. E se vien la grandine, bisogna intervenire subito. Ernest usciva sulla laguna a caccia con questi uomini, pescatori, semplici e senza pretese, che forse forse gli hanno ispirato un poco il personaggio di "Il vecchio e il mare".

08:45 Arriviamo alla fine della pista ciclabile, deponiamo i mezzi di locomozione, e ci avventuriamo sul sentiero. L'entrata è marcata quasi come le porte dell'inferno dantesco, con cartelli che mettono subito in chiaro come stanno le cose.


Ci addentriamo lungo il percorso che congiunge tutti i vari casoni della zona. Ovunque indizi che gli stessi sono utilizzati di frequente, e che qualcuno se ne occupa attivamente. Troviamo allevamenti di cigni e di papere, galli, galline e conigli.


Tutto perfetto, sembra un giardino inglese. Ma dov'è l'anima? Il vecchio si unisce al nuovo, persino in un cancello arrugginito, ma con il chiavistello nuovissimo.


09:30 Arriviamo in fondo al sentiero, gli ultimi due o tre casoni. Qui vi sono alcune persone, quasi scocciate della nostra presenza. Probabilmente sono pescatori veri, che vivono ancora di questa attività, catturando "mazanete" (piccoli di granchio il cui carapace non è ancora indurito, e che si possono mangiare per intero, assieme alla polenta), pesce popolo (specie di piccole sardine, vengono fritte dopo essere state infarinate) e anguille. Attorno i segni della pesca recente, e barche ben tenute.


E segni di altri tempi: la stadera, vecchio tipo di bilancia, portatile, e origine di tante discussioni (da cui "il piatto piange", per indicare che la quantità posta sul piatto era troppo piccola), e di pesi truccati a favore del venditore.


La laguna è splendida, l'acqua per niente stagnante, non ci sono quasi insetti in circolazione. Vediamo altri casoni posti su di un isolotto, raggiungibile unicamente con una barca: avrei dovuto noleggiare un natante, non venire a piedi...


Iniziamo la marcia di rientro, con un po' di amaro in bocca. Lungo l'argine vedo tre sedie, vuote, e immagino i tre amici, la domenica pomeriggio, fumare la pipa e guardare la laguna, che qui pare quasi un fiume, e raccontarsi i loro ricordi, sempre gli stessi, tra "un'ombretta" e una "scniappa"...


10:00 Un signore, sulla sessantina, ci ferma mentre passiamo dal suo casone. Ci invita a vederne l'interno, e sembra ben disposto. Accetto volentieri l'invito, non osavo chiedere. L'interno è frugale ed essenziale, con il centro del casone dominato dal focolare, per cucinare e scaldare durante i periodi freddi. Poco arredamento, il pavimento rifatto in cemento (una volta era in terra battuta).



Il signore, gentilissimo, ci spiega tutto, ma sembra una tiritera trita e ritrita. In effetti, ci dà un opuscolo con la pubblicità di un giro in motonave nella laguna, tra i "paesaggi di Hemingway", con fermata alla trattoria (pranzo non incluso) organizzata appositamente. Gentilmente rispondo che vedremo... Poi, ultima ferita, la frase pubblicitaria: "Eh si, proprio posti meravigliosi questi, del grande pittore Hemingway". Taccio, e faccio la faccia di bronzo, per non lasciar trapelare niente. Penso che Ernest stia facendo la trottola nella tomba.

Usciamo, e ci incamminiamo verso il parcheggio delle biciclette. Un cigno, con una zampa rotta, mi osserva e penso che siamo messi male entrambi. Ripercorriamo all'indietro la strada dell'andata, sotto il sole che ormai batte forte.


"Quattro barche risalivano il canale principale verso la grande laguna a nord... Spuntò l'alba prima che giungessero alla botte di doghe di quercia immersa nel fondo della laguna... Il cacciatore... scese nella botte e il barcaiolo gli porse i due fucili... Ora c'era più luce, e il cacciatore riuscì a vedere il contorno basso della punta di là della laguna... più oltre c'era ancora palude ed infine il mare aperto... Osservò il cielo rischiararsi oltre il lungo margine della palude e vide in lontananza le montagne coperte di neve. Il colonnello udì uno sparo alle spalle dove sapeva che non c'erano appostamenti e voltò il capo a guardare di là dalla laguna gelata la lontana spiaggia coperta di falasco." (Ernest Hemingway, "Di là dal fiume e tra gli alberi ", 1948)

Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto, comprese quelle scattate a Caorle nel pomeriggio.

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Published by UpTheHill - in Fuori tema
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commenti

Greg 07/22/2009 13:33

Ho avuto due paure leggendo il tuo articolo:
-la prima è quella che l'autunno fosse già arrivato... ma poi ho capito!
-la seconda è che credovo di trovare delle foto di Cuba, ma la paura non era quella, ma è nel mio commento, se Hemingway non fosse stato a Cuba e facevo la solita figuraccia-confusione "geografico-temporale"!
Comunque bel articolo!
Greg

UpTheHill 07/22/2009 21:31


Ciao Grégoire,

dai, non prendertela per la geografia... Penso che io credevo che le salamandre nascessero sotto i cavoli :-), per scoprire poi che invece nascono sotto i baobab...

Ti confermo ad ogni modo che Ernest è stato a Cuba (e vi è morto), e che li ha scritto il suo ultimo libro "Il vecchio e il mare".

Come al solito, grazie per i complimenti, fanno sempre piacere

UpTheHill
www.montagnaticino.com


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Geolocalizzazione: Svizzera, Ticino, Sopraceneri, Sottoceneri, Leventina, Bedretto, Blenio, Riviera, Mesolcina, Calanca, Maggia, Verzasca, Onsernone, Muggio, Bellinzonese, Locarnese, Luganese, Mendrisiotto 

 

Interessi: trekking, escursioni, passeggiate, foto, natura, rifugi, capanne, flora, fauna, laghi

 

Percorsi: forestale, sentiero, transumanza, valico, passo, bocchetta, ganna