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29 settembre 2011 4 29 /09 /settembre /2011 15:56



Percorso effettuato: Rossa (Q1069) - Alp de Calvaresc Sot (Q1828) - capanna Boffalora (Q2078) - Alp de Calvaresc Desora (Q2158) - lago Calvaresc (Q2214) - Alp de Calvaresc Desora - Alp de Calvaresc Sot - Rossa.

Difficoltà: T2 da Rossa alla capanna e dall'alp de Calvaresc Desora al lago, T3 dalla capanna all'alp de Calvaresc Desora e la discesa da Desora a Sot.

Dislivello: 1'360 metri.

Lunghezza del percorso: 15 chilometri.

Sforzo equivalente: circa 29 chilometri.

Durata (incluse le pause): 10 ore

Quando la Banca del Gottardo ha donato la serie "Laghetti alpini della Svizzera Italiana" al Canton Ticino, la serie non era completa, mancavano ancora diversi laghi. Nessuno si è più preoccupato di terminarla, così il lago Calvaresc, che dista poco dal Trescolmen visitato due settimane fa, non ha un suo opuscolo. Beh, non ci facciamo mica fermare per questo. Percorso impegnativo quello per raggiungerlo, con un bel po' di dislivello. Decidiamo di tentare l'omicidio, e invitiamo anche Silvia, che è praticamente ferma da diversi anni. Silvia, ignara di cosa la attenda, accetta a cuor leggero.

Il sentiero dovrebbe essere meno problematico di quello del Trescolmen, dato che la capanna Boffalora è abbastanza frequentata, ed è un punto di passaggio importante della Via Alta della Calanca.

08:50 Abbiamo risalito tutta la Calanca fino a Rossa, punto di partenza per la nostra escursione di oggi. Caffé sistemato, torniamo all'auto, calziamo gli scarponi, sacco in spalla, macchina fotografica a tracolla, e siamo pronti per partire.

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Attraversiamo l'abitato, salendo verso la chiesa, poi si poggia verso destra, ed iniziando a salire per portarsi sopra la grande parete verticale che fronteggia Augio. Il sentiero qui è tranquillo, poca pendenza, adatto a scaldare i muscoli. Segni lungo la via che Messere Autunno sta calando il suo manto impazzito di colori, come quello di Saruman alla fine del libro.

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Dopo una serata sulla fotografia organizzato dal CAS Bellinzona e Valli, ho modificato alcune impostazioni della mia reflex, e ho l'impressione che i colori siano più saturi adesso. Se qualcuno me lo potesse confermare...

09:15 Raggiungiamo una corte abbandonata, posta praticamente di fronte ad Augio. I resti dei muretti a secco e i rustici sono dei piccoli capolavori; probabilmente questo punto veniva utilizzato per preparare la transumanza primaverile, e raccogliere il bestiame da portare al pascolo sugli alpi.

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Da qui però il sentiero cambia pendenza. Gira verso sinistra, e si imbudella nella valle che porta agli alpi del Calvaresc. E anche qui, segni di incuria del sentiero. Vegetazione che si sta riprendendo il percorso, fondo smangiato dalle acque. Mentre saliamo ci raggiunge un cane da caccia, probabilmente ci ha scambiati per cacciatori, continua a correre avanti e indietro passando tra le nostre gambe, e rischiando di farci ruzzolare.

09:40 Messere Autunno è mio grande amico, lo attendo con impazienza, mi dona le escursioni più belle dell'anno. Così il mio occhio in questo periodo è sempre volto a capire quanto disti ancora, se ha già iniziato la sua opera. E si, il giallo ha iniziato ad apparire, i rossi ed i bruni sono riservati per la fine della tavolozza.

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09:55 Il sentiero ci ha portati verso l'alto quasi senza spostarci orizzontalmente. Come in tante valli, il percorso non passa in basso, vicino al fiume, ma in alto, dove le pareti sono meno scoscese. Tutte valli scavate dal fiume, queste, strette, a V, che lasciano poco spazio utile in basso.

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10:15 Nuovo cambio del sentiero. Passiamo da un bosco rado di latifoglie, ad uno di conifere. Ma il fondo è troppo sassoso per gustare veramente il cuscino di aghi che tanto adoro.

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Il bosco si mangia la pietra...

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10:30 Arriviamo ad un piccolissimo insediamento, composto da un unico rustico. Ottimo segno, siamo circa a metà salita per il primo alpe. Si era deciso di fare sosta per il cornetto integrale, nessuno trova niente da ridire.

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10:45 Lunga è la via, non ci si può fermare troppo a lungo. Dopo lo slargo, rientriamo nel bosco.

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E' già da un po' che i rumori della civiltà sono scomparsi. Abbiamo incrociato tre gruppi di persone che scendevano, presumo dalla Boffalora, tutti tedesco-parlanti (ma i ticinesi, dove sono?). Da qui il cammino viene allietato dal canto dell'acqua, che prima restava troppo in basso per essere udita. Un suono forte, di salti e scrosciare, ma non tanto da sovrastare i pochi uccellini canterini ancora attivi nel bosco.

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Salendo ogni tanto quasi si perde il sentiero. Percorsi alternativi, non marcati, ma da intuire cercando le marche molto più avanti. Fortunatamente il bosco non è così fitto da impedirci di vedere tutt'attorno. Saliamo in silenzio, la pendenza è abbastanza impegnativa, ogni tanto ci sono gradoni su roccia da conquistare.

11:40 Alp de Calvaresc Sot raggiunta. Di fronte ad una delle baite, un signore vestito da cacciatore, assieme a diverse pecore. Non capiamo se sia un pastore pronto a rimpolpare la dispensa con un po' di carne di selvatico, o un cacciatore li per caso, che non ha niente a che fare con le pecore. In ogni caso è molto poco interessato ai nostri discorsi, così tagliamo corto e lo lasciamo tranquillo.

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Prendendo il sentiero per la capanna posso vedere davanti a me parte dell'anfiteatro che forma l'alpe. A circa due terzi dell'altezza passeremo da destra a sinistra per andare al lago, mentre la discesa avverrà sulla destra della cascata.

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11:50 Il mio pancino è già tutto contento. E' da molto che non facciamo sosta a mezzogiorno in una capanna (non mi ricordo neanche più da quando), e l'idea di trovare una bella minestra calda mi allieta ulteriormente. Nel frattempo però c'è da soffrire ancora, ci sono circa 200 metri di dislivello fino alla capanna. Le signore, ad ogni modo, sembrano in gran forma.

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I larici sono ancora verdi... No, anche qui Autunno ha iniziato la sua opera.

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12:30 Raggiungiamo il pianoro sul quale si trovava la vecchia capanna, spazzata da una valanga a metà degli anni '80. Dei ruderi in sasso ci fanno pensare che forse si tratta delle sue fondamenta. E in alto, il versante che percorreremo questo pomeriggio per andare la lago. Roccia in tutte le sue forme, gradazioni e variazioni.

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Poi passaggio su di un ponte improvvisato.

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Non ostante la pendenza, il morale sale ad ogni passo. Splendido paesaggio, capanna prossima, gran parte del dislivello in salita fatto, minestra mia attendimi.

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12:45 Ed eccola!!!

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Rita e Silvia si sono già piazzate comode. Mentre ci guardiamo attorno, esce la capannara, signora gentilissima e disponibile, ci propone il menu del giorno. Ordiniamo tre minestre e il thé. Dritto di fronte a noi vediamo l'alpe superiore, che raggiungeremo percorrendo tutto l'anfiteatro in senso antiorario. Più o meno sembra alla nostra stessa altezza. E sopra l'alpe, dietro la collinetta, il lago.

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Ci sistemiamo all'interno. Struttura piccola, cucina e refettorio al pianterreno, scala tipo letto a castello che porta al sottotetto dove si trovano i posti per dormire (chiamarli letti sarebbe pretenzioso). Deliziosa, intima, confortevole e calda. Terminata la minestra decido di strafare, ci metto anche il dolce: sto diventando un epicureo.

13:45 Un'ora di pausa, mamma mia, mi sto rammollendo! Smuovo le signore, la digestione è partita, la fetta di torta era di troppo :-( Gambe molli. E sassi duri.

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Sentiero decisamente non agevole, diverse piccole ganne da passare, spesso in salita. Il sentiero non resta alla stessa quota, continua a salire e scendere. Al solito non ho guardato bene il profilo altimetrico... Bello però, con la corona di montagne sulla nostra destra, e il grande catino a sinistra che porta all'alpe Sot. Ogni tanto sguardo indietro, per rendersi conto di quanto ci siamo allontanati dalla capanna, e avanti, le cascine Desora si avvicinano sempre più.

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Messer Autunno qui è molto più presente...

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14:20 Il sentiero sembra spianare, forse abbiamo terminato il sali-scendi. e ho l'impressione che stiamo arrivando all'ultima curva che ci porterà all'alpe.

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Silvia ed io procediamo più o meno alla stessa velocità, Rita stambecca a velocità supersonica, dandoci continuamente centinaia di metri di distacco. Poi si ferma, e ci attende. E' a casa sua... Ultima curva superata, l'alpe è dritta davanti a noi.

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14:55 Arrivati all'alpe, ci orientiamo con i cartelli gialli. Su a destra per il lago.

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Sbagliamo leggermente percorso, per fortuna che Rita si accorge che mancano le marche. Sale lungo il versante, in effetti il sentiero è poco più in alto, ben visibile. La raggiungiamo, e affrontiamo l'ultimo centinaio di metri della giornata.

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15:25 Ed eccolo. Lungo il percorso per arrivarci. E' vero che avremmo potuto salire direttamente dall'alp Sot, ma vuoi mettere la minestra? Lago quieto, guardandolo da un piccolo poggio ha la forma di un cuore, mentre se sali a sinistra, alla bocchetta che porta verso l'alpe Largé ed il Trescolmen sembra più uno stivale.

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Due piccolissimi fratellini gli fanno da contorno.

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Mentre facciamo merenda arrivano due giovani, simpaticissimi, dalla bocchetta visibile sulla destra del lago. Diretti alla Boffalora, li informiamo che la cena prevede pizzoccheri. Non sembrano dispiaciuti. Ancora un po' di scatti prima di scendere...

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...e la macchina si spegne. Avevo controllato la batteria, marcava il pieno. E' vero che dopo il Trescolmente non l'avevo ricaricata, ma quando era nuova teneva due gite senza problemi. L'età avanza anche per la batteria. Ripongo la macchina nel sacco, a questo punto...

15:55 Iniziamo la discesa verso l'alp Desora, dove arriviamo in 10 minuti. Piccola sosta, poi alle 16:10 ci mettiamo in moto verso l'alp Sot. E abbiamo la sorpresina giornaliera. Sentiero impegnativo, discesa velocissima, pietra bagnata e scivolosa, via non più tenuta, uso delle mani, e fortunamente in basso ci sono le catene. Discesa spezzagambe, che già non le avevamo strappazzate abbastanza sulle ganne. Passaggi su scalini di roccia strettissimi, bisogna fare diverse conversioni (per fortuna non abbiamo gli sci ai piedi).

16:55 Alp de Calvaresc Sot. Il pastore / cacciatore non c'è più, le pecore si. Incontriamo una comitiva di italiani che ha fatto lo stesso percorso, ma con il giro al contrario, passando prima dal lago e poi dalla capanna. Noi ci fermiamo per un piccolo spuntino (la minestra e la torta sono state digerite abbondantemente), e per fare il pieno d'acqua.

17:05 Partenza per la discesa. Ho calcolato due ore per i circa 800 metri che ci attendono. Si cammina in silenzio, le gambe sono stancotte, la luce sta calando. Non sono più le lunghe giornate d'estate. Abbiamo anche avuto fortuna, non faceva troppo caldo. Giù per il bosco, poi lo slargo, pausa per una barretta di cereali, e giù ancora. Lunga lunga lunga, non vedo l'ora di arrivare alla corte di sotto, da dove la pendenza si calma.

19:00 Rossa. Il sole già tramontato, il tentativo di omicidio fallito, Silvia ha retto benissimo. Porto i sacchi all'auto, intanto le signore si sistemano per il caffé. Il proprietario ormai ci conosce, è la quarta volta che ci fermiamo da lui in due settimane. Ci guarda un po' stranito, probabilmente siamo gli ultimi a rientrare dalla giornata. Un bel "batti 5" meritato per tutti. Resta solo la domanda "quanto saremo ingambiti domani?".

Ecco il profilo altimetrico del tratto Rossa - Boffalora - alp Desora - lago Calvaresc.

Profilo1
E questo invece è la discesa Calvaresc - alp Desora e Sot - Rossa.

Profilo2
Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell'escursione (non che ci sia qualcosa di speciale).

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Published by UpTheHill - in Mesolcina - trekking
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Geolocalizzazione: Svizzera, Ticino, Sopraceneri, Sottoceneri, Leventina, Bedretto, Blenio, Riviera, Mesolcina, Calanca, Maggia, Verzasca, Onsernone, Muggio, Bellinzonese, Locarnese, Luganese, Mendrisiotto 

 

Interessi: trekking, escursioni, passeggiate, foto, natura, rifugi, capanne, flora, fauna, laghi

 

Percorsi: forestale, sentiero, transumanza, valico, passo, bocchetta, ganna