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24 novembre 2009 2 24 /11 /novembre /2009 18:42



Percorso effettuato: Bivio di Corippo (Q496) - Lavertezzo (Q545) - La Motta (Q615) - Brione (Q740) - Gerra (Q803) - Lorentino (Q813) - Frasco (Q885) - Sonogno (Q940)

Difficoltà del sentiero: T1

Dislivello: 740 metri. Osservazione: il dislivello netto sarebbe di soli 400 metri, ma c'è il dosso tra il ponte sul fiume e Brione Verzasca che sale per 300 metri e ridiscende nuovamente.

Lunghezza del percorso: 17 Km

Sforzo equivalente: 24 Km

Durata (incluse le pause): 6 ore

Riferimenti: il museo della valle Verzasca di Sonogno.

Come si fa a non percorrerla in qualsiasi stagione dell'anno? Troppo bella, di carattere, aspra e semi-selvaggia, la valle Verzasca. Il suo fiume smeraldo è un incanto per gli occhi, e non ci si stanca mai di rimirarne le acque. Novembre ci sta regalando delle giornate stupende, con temperature attorno ai 16° in pianura, una cosa eccezionale. Così, un po' per pigrizia, per non cercare altri percorsi, un po' per amore, decidiamo di percorrere per l'ennesima volta questo sentiero, che mi sembra di conoscere a memoria, e invece mi mostra qualche sorpresa ogni volta.

09:15 Abbiamo parcheggiato al bivio di Corippo, e attraversiamo il ponte che conduce all'altra sponda. Sotto di noi, come benvenuto, la Verzasca si mostra in gran lustro.


Le acque sono scure, non è ancora sorto il sole, che però bacia già Corippo.


Dopo il ponte si sale leggermente verso destra lungo la strada asfaltata, e dopo poche centinaia di metri trovi il cartello con l'indicazione del sentiero, che scende quasi a pelo d'acqua, e si tuffa nel bosco. Gli alberi ormai hanno perso quasi tutte le foglie, ma per fortuna sul sentiero ce ne sono poche, e il camminare è agevole. Le acque sono di una trasparenza incredibile, e lasciano intravvedere il fondo senza quasi distorcelo.


Tra dolci sali-scendi (questi non mi fanno morire come quelli per salire da Chironico al Laghetto) si percorre la valle, particolarmente incassata in questo tratto, in direzione di Lavertezzo. Ogni poche centinaia di metri, un piccolo insediamento, tutti ben tenuti, spesso ricostruiti su fondamenta preesistenti, con la parte nuova che ha saputo mantenere il sapore dell'antico.


09:45 Stiamo andando come fulmini, siamo già in vista di Lavertezzo.


Circonvalliamo l'abitato restando sull'altra sponda, con vista sullo smeraldo. Attenzione: non ho ritoccato i colori di nessuna foto, compresa quella sottostante.


E la natura dà gli ultimi frutti, prima della pausa invernale.


Abbiamo passato anche diverse zone umide, mi attendevo di vedere delle salamandre, invece neanche l'ombra. O sono io che sono ancora troppo addormentato, oppure fa troppo freddo.

10:00 Arriviamo al ponte a chiave di volta (metodo romano). Sotto di noi la pozza di Lavertezzo, con due sub che stanno facendo esercizio, o stanno esplorando il fondo (li puoi vedere nell'album).



Breve pausa per godersi il panorama. Salgo sul ponte, e mi rendo conto che non soffro di vertigini. Alleluja!!! Posso sporgermi e guardare giù senza sentire strizza allo stomaco, non ostante il parapetto sia soltanto un giocattolino di qualche decina di centimetri. Vuoi vedere che a furia di farne, di osare, sono scomparse?

10:10 Bello, ma bisogna continuare. Alle 16:30 parte l'ultimo postale, se perdiamo quello... Il sentiero rientra nel bosco, arioso, senza foglie.


Lungo tutta la valle, dalle pareti laterali, cascate d'acqua che accompagnano il fiume con la loro melodia di sottofondo.


E lungo la riva, massi strani, che si distinguono come una pecora nera in un gregge di bianche...


E sempre lo smeraldo...


10:35 Arriviamo alla prima delle capanne da pic-nic poste lungo il sentiero (in tutto sono tre), e dato che il ritmo fino a qui è stato buono, si decide per una piccola sosta per il thé caldo ed il cornetto con cioccolata. All'interno, sulla panchina, una lucertola che non si muove. Non capiamo se per lei l'inverno definitivo sia già arrivato, o se sia unicamente intorpidita per il freddo. La lasciamo tranquilla, anche se non abbiamo molte speranze.


10:50 Quarto d'ora canonico terminato, si riparte. Ai bordi del sentiero, ultimi rimasugli di funghi, per i quali la domanda se erano commestibili o meno non si pone più.


Nel frattempo, in alto è arrivato il sole, che ammanta un larice di una aureola surreale.


11:00 Il sentiero arriva ad una zona caratterizzata da una grande cascata in alto, che si rompe in decine di piccoli rivi verso il basso, tra rocce franate. Diversi ponticelli permettono di attraversare la zona, da un masso all'altro, offrendo continue variazioni alla vista di questo spettacolo splendido.


La vegetazione diminuisce, e ci permette finalmente di ammirare anche le cime che chiudono la valle, quasi a picco sopra di noi.


E i colori dei larici posti più in alto.


Ultimo balzo verso il ponte dopo Motta, che ci conduce attraverso un piccolo insediamento. Qui qualcuno intaglia il legno, ma ci dice chiaramente che si attende che ce ne andiamo...


E in un angolo d'acqua, tutta la malinconia della stagione che sta volgendo all'inverno.


11:55 Ponte. Questo è il tratto più pericolo, soprattutto in estate, quando c'è molto traffico turistico. Bisogna attraversarlo, per scendere a sinistra appena prima della galleria. Niente marciapiede.


Mentre lo attraverso, test: guardo giù, niente sommovimenti... Ne aprofitto per fotografare tutti e quattro. Cosa dici? Sono solo ombre? Beh, ripassati "La Caverna" di Platone :-)


Foto a picco: non ci credo, posso farla.


Imbocchiamo il sentierino sulla sinistra alla fine del ponte, che ci fa scendere nuovamente a filo d'acqua, per risalire poi e scavalcare la gola del fiume che scende da Brione. Lungo il greto, un alieno mi osserva.


Da qui c'é la salita più impegnativa del percorso. Niente di trascendentale, sono circa 200 metri, per ridiscendere nuovamente. Ma c'è anche una bella scalinata, con gli scalini molto spaziati. Spaziati in su, non in lungo. La foto è stata scattata ad altezza occhi, non sdraiato per terra...


12:30 Terminata la salita, durante la discesa si vede sulla nostra sinistra Brione, che taglieremo fuori.


La valle ora si è allargata, e il letto del fiume pure, rendendolo meno impetuoso e torrentizio. Ma il colore smeraldo resta, anche se forse meno intenso.


12:40 Seconda capanna da pic-nic, ma tiriamo dritti Poi, piccolo insediamento.


E finalmente, dopo tanti anni, vedo nuovamente una rosa canina, dalle cui bacche si ricava il thé rosso.


In un angolo, la vista della pietra dell'uomo e della pietra della montagna, unite in queste valli da secoli di storia.


13:10 Siamo in vista di Gerra, ho riservato al ristorante per quattro per il pranzo, dovremmo arrivare verso le 13:30, se tutto va bene.


La bandiera della Verzasca è verde e gialla?


Il fiume continua a deliziarci con le sue rapide, le pozze, le cascate. Sinfonia di colore e suoni.


Terza capanna da pic-nic. Per fermarsi a mangiare, questa, secondo me, è la più carina.


Con vista sui cucuzzoli, sul fiume, e su Gerra.


Continuando verso Lorentino, passiamo quattro case, e due gatti (probabilmente fratelli) di un bel rosso. Il tempo di accovacciarmi, e uno dei due è già sulle mie gambe, mentre l'altro si struscia. Avranno fame? O sono io che faccio questo effetto ai gatti?


La voglia di fermarmi un'oretta a sistemarli per bene, con mega grattata di pancia, orecchie, mento, mandibole, schiena, c'è tutta, ma la pancia comincia a battere. La mia.

13:30 Eccoci a Lorentino, puntuali come un treno svizzero di trent'anni fa (adesso, lasciamo perdere). Sapendo che l'agriturismo dove mangiamo normalmente è chiuso, ho riservato al ristorante di Gerra, che dovrebbe trovarsi appena dall'altra parte del ponte di Lorentino.


Attraversiamo il ponte, ma nessuna traccia del ristorante. Ohibò. Cammino un po' avanti e indietro, ero sicuro che dovesse essere qui... Non abbiamo neanche preso il pane e l'affettato, partendo dall'idea che avremmo mangiato al caldo. Incontro un signore, gli chiedo dove si trova il ristorante, e mi dice che dobbiamo tornare indietro per circa 1 Km lungo la cantonale. Discussione a quattro, decidiamo di lasciar stare, si perderebbe troppo tempo. Andiamo fino a Lorentino, e verifichiamo se effettivamente l'agritursimo è chiuso...


L'agriturismo E' chiuso. Ci salviamo con due banane, un po' di frutta secca, ed il thé caldo. Mamma mia, ho fatto male i compiti a casa, chissà le maledizioni mentali che mi staranno scoccando i miei compagni di gita.

14:00 Si riparte, non manca molto a Sonogno, faremo pranzo là. La giornata si sta mantenendo sullo splendido, e già da un bel pezzo ho tolto la felpa per non sudare. Il cielo è terso, le montagne si stagliano decise sullo sfondo da cartolina.


E sempre lo smeraldo del fiume...


Poco prima di Frasco passiamo nuovamente sull'altra sponda. Il cartello spingerebbe a percorrere la strada cantonale, ma Rita ed io conosciamo il trucco: sulla destra del ponte si scende una piccola scalinata, e ci si ritrova nuovamente sul sentiero. A causa dei lavori di costruzione del nuovo ponte, il cartello non c'è, ma noi andiamo ad occhi chiusi. Poi via verso Frasco.

14:35 Siamo all'altezza del ponte sospeso dal quale abbiamo iniziato la ciaspolata in gennaio, e di fronte a noi l'abitato.


Il sentiero piano, e la pancia vuota ci fanno aumentare il ritmo. Ma come si dice, anche l'occhio vuole la sua parte.


15:05 Siamo di fronte a Sonogno, dobbiamo continuare fino al ponte che ci permetterà di attraversare all'altezza della pista di ghiaccio naturale.


Mi godo l'imbocco della valletta che porta al passo di Redorta, con alla destra la Corona di Redorta, e sulla sinistra il Pizzo Zucchero. Prima o poi il passo me lo digerirò, anche se sono 1400 metri di salita. Dall'altra parte, in 10 Km, si arriva a Prato Sornico, in Vallemaggia.


15:15 Eccoci in paese. Puntiamo dritto verso il ristorante.


Delizia: minestrone caldo con verdure bio, e panino. Pancia piena e calda, dietro una giornata ed una gita splendida, il caffé che sta per arrivare, ed un gattone rosso sulle ginocchia che non chiede di meglio che di essere accarezzato. Cosa si può volere di più dalla vita? Con l'animo in pace, e anche un po' ritardato dall'inizio della digestione, eccezionalmente per una volta mi lascio fotografare da Rita.


16:30 Il postale è pronto per riportarci al punto di partenza. Ultimo sguardo, tanto Sonogno resta una delle mete privilegiate per le nostre escursioni.


Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell'escursione (non che ci sia qualcosa di speciale).






























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Published by UpTheHill - in Verzasca - trekking
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commenti

Jules 04/20/2011 15:46


Un tarlo vecchio di un anno e mezzo... mi sa proprio che la traversatona in Valle Maggia da Sonogno quest'anno ci può stare! :)


UpTheHill 04/20/2011 16:42



Ciao Jules,


l'importante è partire prestissimo, io impiegherò circa 5 ore solo per arrivare al passo di Redorta.


UpTheHill
www.montagnaticino.com



Samantha 12/26/2009 20:59


Ci abito, è sempre bella la valle Verzasca... anche con la neve.


Greg 11/26/2009 18:33


La Verzasca... che meraviglia!! Mi hai dato lo stimolo di esplorarla (dalla primavera in avanti...). Valle selvaggia e dura che offre paesaggi splendidi, come ce li mostri.
E quell'acqua turchese... senza parole...
Greg


UpTheHill 11/26/2009 19:28


Se hai voglia di compagnia, fammi un fischio :-)


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Geolocalizzazione: Svizzera, Ticino, Sopraceneri, Sottoceneri, Leventina, Bedretto, Blenio, Riviera, Mesolcina, Calanca, Maggia, Verzasca, Onsernone, Muggio, Bellinzonese, Locarnese, Luganese, Mendrisiotto 

 

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Percorsi: forestale, sentiero, transumanza, valico, passo, bocchetta, ganna