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8 febbraio 2010 1 08 /02 /febbraio /2010 18:12



Percorso effettuato: Arzo (Q518) - Poncione d'Arzo (Q1015)  - cresta fino al punto "P49" - Arzo.

Difficoltà: sentiero T1 - T2.

Dislivello: 500 metri.

Lunghezza del percorso: 10 Km.

Sforzo equivalente: 15 Km.

Durata (incluse le pause): 3.5 ore.

La zona di Arzo, Tremona, Meride, Besazio e Rancate è stata centro importante per le aziende tessili dal secondo dopo guerra fino a circa la fine degli anni '80. Vi si trovavano diverse ditte di lavorazione dei tessuti, e sartorie che confezionavano abiti. Ogni giorno, dal valico di Arzo, entravano centinaia di donne frontaliere che andavano a lavorare in queste fabbriche, per rientrare poi ai loro domicili alla sera.

Arzo è anche conosciuta per i marmi macchiati, particolarmente pregiati.

Non è andata come volevo... Tutto sbagliato... In primo luogo, avevo pianificato di salire finalmente alla capanna Bovarina (è da un anno che ce l'ho in programma). Tutto a posto, meteo per domenica splendida, livello di pericolo valanghe 2 su 5, che per il posto va benissimo. Poi, venerdi si mette a nevicare: solo 24 ore, ma intanto mi fa alzare il livello a 3 su 5. Inoltre, previsto favonio per domenica, il che significa che la neve fresca tenderà a sganciarsi facilmente. Niente, lascio stare. Così cerco nella mia memoria, e mi sovvengo del Poncione d'Arzo, che avrei voluto raggiungere durante l'escursione al monte San Giorgio, ma che non eravamo riusciti a fare.

Rita domenica ha un corso, così mi organizzo per andare da solo. Controllo la cartina, sono 5 Km andare, 5 Km tornare, e 500 metri di dislivello. Un po' poco. Decido di allungare dal Poncione e scendere fino a Crocifisso, da dove si può raggiungere Serpiano, il San Giorgio, e Meride. Il programma prevede la discesa su Meride, poi si continua fino a Tremona, Besazio, per rientrare ad Arzo. In tutto 14 Km e 600 metri di dislivello. Ma come al solito, quando vado io ci sono le sorprese (come dice mooooolto giustamente Danila), e per finire ho fatto molto meno di quanto volessi. Ma andiamo con ordine.

Domenica mattina me la prendo stracomoda, tanto un giro così lo faccio in meno di 6 ore, e ormai c'è luce fino alle 18:00. Per sicurezza metto la frontale nel sacco, non si sa mai. Per il resto, sacco leggero con giusto il pranzo (che penso di fare in vetta), acqua e thé caldo, due mandarini. Dato che le temperature sono annunciate alte, mi vesto poco, ma prendo un po' di scorta per i "...ma perché non ci ho pensato?".

10:15 Arrivo ad Arzo, e ho difficoltà a trovare un parcheggio. Dopo un po' di girare, riesco a piazzare l'auto, infilo gli scarponi, Percorro il paese, cercando un caffé aperto, e fortunatamente ne trovo uno. Mi imbosco immediatamente, e mi faccio l'iniezione di caffeina per svegliarmi. Ho calcolato di impiegarci poco più di un'oretta e mezza per arrivare in cima, per cui verso mezzogiorno mi dovrei poter godere i panini con vista sulla pianura Padana, e le montagne a Nord.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0904
10:30 Incredibile, sono pronto per partire. Mi avvio verso "La Perfetta", e arrivato ad una cappelletta che soffre di gigantismo, trovo l'indicazione per il sentiero di salita.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0905
Il sentiero si presenta come una mulattiera, con appena appena un velo di neve. Mi incammino tra la vegetazione che mi toglie tutta la vista sul paese. Il sentiero è talmente lineare che è impossibile sbagliare. Poi, finalmente, una botta di vita: un ostacolo da superare... Beh, è stata praticamente la cosa più difficile che ho fatto durante tutta l'escursione.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0908
Vista, nisba. Non ostante non ci siano foglie, gli alberi sono talmente fitti da impedire la vista in qualsiasi direzione.

10:50 Ohh, un po' di cielo. E' di un azzurro splendido, il vento ha pulito l'aria.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0909
E la sopra, la mia probabile meta.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0916
Verso Sud, invece, la situazione è pessima. Vedo le ondate di smog infrangersi contro le prealpi, in modo marcato. Niente visibilità. In condizioni normali si potrebbe vedere la madonnina del duomo di Milano. Ma come fai, tu che abiti a Milano, a vivere dentro questa cappa mortale?

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0917
11:05 Arrivo ad un punto con un cartello non standard, con l'indicazione "P49". Che sia Licio Gelli con la sua "P7" al quadrato? Io ci scherzo, ma il cartello mi farà uno scherzo, questo pomeriggio.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0918
11:10 Fin qui la traccia sul sentiero era battuta. La neve è diventata un po' più consistente, ma seguo le orme dei miei predecessori, e tutto funziona bene. Arrivo però ad un punto in cui i cartelli gialli mi farebbero girare a sinistra. Noooo, torno ad Arzo se vado a sinistra. Però non ci sono indicazioni, ed il campo davanti a me non mostra tracce visibili di passaggio. Mi avventuro ugualmente.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0921
In effetti poco più avanti vedo la marca, e il messaggio "sentiero di montagna". Mah, questi qui non sono mai stati in valle Leventina o Blenio. Oltre il campo ritrovo i segni pedestri di altri scalatori, e tengo la via seguendo principalmente i loro passi, più che altro per non riempirmi gli scarponi di neve, che qui è alta almeno 10 centimetri. Non ho portato le ghette da neve (in Ticino le chiamiamo <gamasce>), e cerco di evitare di camminare fuori pista.

11:35 Il sentiero in questo tratto è decisamente più pendente. Giungo ad una cresta che guarda verso l'Italia, e vedo il segnale di confine, e la recinzione a rete metallica (chiamata in Ticino <ramina>).

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0925
La ramina è tutta sberciata e piena di buchi. Ripenso a quando (fino all'inizo degli anni '80) gli italiani emigrati in Svizzera venivano chiamati "maia-ramina" (mangia ramina). Coloro che facevano i buchi nella rete, mangiandola, per venire in Svizzera e aprofittare del benessere e del lavoro. Mio papà arrivò nel 1946, il papà di Rita nel 1963. Il flusso di italiani dopo la II guerra mondiale è stato importante, soprattutto dalle regioni più povere, come il Veneto, il Friuli, ed in generale il Sud Italia. Persone che si ritrovavano in un ambiente ostile, con una meteo schifosa, una lingua dura e incomprensibile, giornate di lavoro durissimo, di 12-14 ore, compreso il sabato. E che venivano chiamati "maia-ramina"... Questi italiani che hanno dato lustro alla loro Nazione, mostrando coraggio, caparbietà, intelligenza, voglia di lavorare, e che si sono fatti strada. Max Frisch (grazie Mauro per avermi fatto sapere chi è il padre di questa affermazione) ha descritto il fenomeno con un'unica frase, azzeccatissima: "Volevamo braccia, e sono arrivati uomini". Grande!

Intanto continuo, incontro un signore col cane che sta scendendo. Quattro chiacchere, mi informo sulla discesa per Crocifisso, mi informa che è problematica per la neve ed il fondo bagnato e fangoso. Continuo la salita, e veloci vedo tre camosci, che scendono alla mia destra, passando dietro un costone. Lo risalgo rapidamente, ma purtroppo sono già scomparsi tra la vegetazione. Incontro un altro gitante, che sta scendendo anche lui. Per il resto, silenzio.

12:01 Sono in cima. Come controaltare del cartello svizzero, adesso vedo quello italiano.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0928
Zona di contrabbandieri, si saliva dalla Svizzera con il caffé ed il riso, e si scendeva verso Saltrio o Porto Ceresio. Così, vedo i resti di una garitta. Penso con compassione agli uomini che vi dovevano fare la guardia, di notte, col freddo...

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0930
C'è vento freddo, non va bene fermarsi qui per il pranzo. Oltretutto la neve è alta, non c'è un posto per sedersi comodi. Decido di iniziare la discesa verso Crocifisso, e fermarmi in un luogo più opportuno per il mio banchetto domenicale. Il cartello giallo è chiarissimo, e lo seguo.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0929
Meride bello in grande! Il sentiero percorre inizialmente la cresta, e finalmente riesco ad avere un po' di panorama.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0931
Il mio senso dell'orientamento mi dice che sto andando nella direzione sbagliata... Torno indietro, cerco il sentiero verso sinistra, niente. Altri cartelli non ce ne sono. Passando però, il mio occhio cade su di un sasso, e nella cavità sotto lo stesso, gioia e delizia, vedo le prime primule di quest'anno. A Q1000, in febbraio, con la neve tutt'attorno... Regalo bellissimo.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0935
Mi rassegno, vorrà dire che il sentiero per Crocifisso è quello che il mio senso dice essere sbagliato... Dopo un centinaio di metri in cresta, il sentiero inizia a scendere, praticamente nella neve fresca. Sguardo a destra, e vedo il monte Rosa.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0940
12:15 Il sentiero corre pochi metri sotto la cresta. Senza gamasce la neve inizia ad entrare negli scarponi. Maledetto il sacco leggero... Vedo sulla cresta un punto senza vegetazione, e decido di salirci. Ah, ne è valsa la pena.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0942
Nell foto ci sono il San Salvatore, Melide, il lago di Lugano, Lugano, il monte Bar, la sua capanna, il pizzo di Claro, il convento del Bigorio, Bigorio, ecc. ecc. Riesco a fotografare anche il monte Lema, il Garzirola, e tanti altri (vedi l'album). Perô, qualcosa non funziona... la cresta mi sta portando nella direzione sbagliata...

12:30 Trovo un pilone dell'alta tensione, libero da vegetazione attorno, e con i supporti in cemento adatti alla seduta e senza neve. Mi fermo per il pranzo. Ho controllato, sono dalla parte sbagliata. Ma ormai sono sceso troppo, e tutto nella neve fresca. Decido di lasciar stare, godermi il pranzo, e farmi guardare maliziosamente dal Poncione.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0969
13:00 Ripartenza. Ormai, guardando dal basso, capisco cosa è successo: ho attraversato il versante verso Est, invece di scendere verso Nord. Ma tant'è....

13:20 Ritrovo un cartello che conosco: adesso ho capito. Sono salito da sinistra, scendo da destra, e la "P" sta per "pirla"... Devo fidarmi di più del mio senso dell'orientamento, devo fidarmi di più del mio senso dell'orientamento, devo fidarmi di più del mio senso dell'orientamento. A casa mi propongo di scriverlo almeno 100 volte.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0970
13:30 Scendendo ho la bella vista sul monte Generoso.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0972
13:45 Quasi in basso. Devio dal sentiero per avvicinarmi alla tenuta de "La Perfetta". Una miriade di cartelli criminalizzanti mi accoglie, con divieti di tutte le specie, tipi e natura. Li leggo attentamente, poi me ne frego altamente, ed entro, dato che ho visto una terrazza dalla quale probabilmente c'è un po' di vista verso Arzo. E in effetti...

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0974
13:55 Fine della corsa. Sono nuovamente ad Arzo. Mi imbosco nello stesso caffé di stamane, per risollevarmi il morale. Tornando verso l'auto, bel contrasto di colori.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0983
E no, non è andata come avrei voluto.

Clicka qui per vedere tutte le foto dell'escursione (non che ci sia qualcosa di speciale).

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commenti

Antonietta 02/10/2010 14:40


Ciao, in effetti dove hai visto il cartello in cima, avresti dovuto continuare verso NNO. Il sentiero però è bruttino in inverno con la neve, e ripido. Probabilmente è meglio che tu sia sceso
nuovamente verso Arzo.

Buona montagna.


Greg 02/09/2010 09:01


Beh dai!!! Hai comunque fatto un bel giro!!
Pensa com'erano confusi i "maia ramina" hai tempi...bucavano una ramina per poi ritrovarsi di nuovo in Italia senza sapere come;-)

Comunque la zona é molto interessante, zona di fossili e Serpiano ha un nome che mi ispira parecchio...
Ciao
Greg


UpTheHill 02/09/2010 18:30


Ciao Grégoire,

si, il giro è stato carino, da tenere presente anche per l'estate. La zona è ben alberata, per cui dovrebbe essere ombrosa.

E per i fossili, mi sembra ci sia anche un museo, collegato con la fondazione del San Giorgio. Per quanto riguarda Serpiano, beh, wellness e piscina calda



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Geolocalizzazione: Svizzera, Ticino, Sopraceneri, Sottoceneri, Leventina, Bedretto, Blenio, Riviera, Mesolcina, Calanca, Maggia, Verzasca, Onsernone, Muggio, Bellinzonese, Locarnese, Luganese, Mendrisiotto 

 

Interessi: trekking, escursioni, passeggiate, foto, natura, rifugi, capanne, flora, fauna, laghi

 

Percorsi: forestale, sentiero, transumanza, valico, passo, bocchetta, ganna