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19 aprile 2010 1 19 /04 /aprile /2010 16:06
  

 

Percorso effettuato: Arzo (Q500) - Poncione d'Arzo (Q1015) - Albero di Sella (Q897) - Crocifisso (Q670) - Meride (Q588).

 

Difficoltà:T2 (da metà salita da Arzo fino al Poncione d'Arzo e i primi duecento metri di discesa), T1 il resto (alcuni tratti su asfalto).

 

Dislivello: 680 metri.

 

Lunghezza del percorso: 10 chilometri.

 

Sforzo equivalente: 17 chilometri.

 

Durata (incluse le pause): 6 ore.

 

Riferimenti: "La sentinella delle Prealpi: il Poncione d'Arzo, 07.02.2010"

 

Mi era rimasto sul gozzo il fatto di non essere riuscito a fare il giro completo come avrei voluto il 07.02.2010. Così propongo a Rita di rifarlo assieme, questa volta completando l'anello. Rita accetta volentieri, e ci organizziamo per il sabato, dato che la meteo ha previsto brutto tempo per domenica. A dire il vero le previsioni non davano tempo stabile neanche per il sabato, ma chi non risica...

 

10:20 Siamo al parcheggio della Perfetta di Arzo, pronti per la partenza. Prima ci siamo fatti il caffé e la fetta di torta (crostata di albicocche, squisita), dato che un po' di zuccheri per partire servono. Non ho preso la cartina, penso di conoscere il percorso, almeno fino in cima.  

 

2010.04.17-Poncione-di-Arzo 3097

 

Non ti tedio ripetendo la descrizione della salita dell'altra volta. Il sentiero è agevole, la prima parte fino ad un grande prato un T1 tranquillo, poi un attimo più impegnativo, più che altro per la pendenza che aumenta. Senza neve, però, lo percorriamo molto più agevolmente. Anche il paesaggio sta cambiando: gli alberi stanno buttando le prime foglie, e ai lati del sentiero fiori, e anche qualche rara farfalla.

 

2010.04.17-Poncione-di-Arzo 3126

 

E una delle tante lucertole che fa capolino da sotto un sasso.

 

2010.04.17-Poncione-di-Arzo 3109

 

11:00 Arriviamo al "mio" P49, e racconto a Rita la presa in giro che mi ha fatto... Le mostro il percorso (erroneo) di ritorno che ho fatto, tagliando lungo la cresta invece di scendere verso Nord.

 

2010.04.17-Poncione-di-Arzo 3118

 

Poco oltre il sentiero cambia pendenza, e corre lungo la cresta che fa da confine tra la Svizzera e l'Italia. Se l'altra volta avevo fortunosamente trovato una sola primula, oggi di fiori ce ne sono in abbondanza.

 

2010.04.17-Poncione-di-Arzo 3136

 

12:00 Precisi come un cronometro svizzero arriviamo alla cresta finale. Percorriamo il camminamento, e mi accorgo che continua: con la neve mi sembrava terminasse nel vuoto. E arriviamo ad un cartello giallo, che l'altra volta non avevo visto.

 

2010.04.17-Poncione-di-Arzo 3139

 

Ohimé, l'altra volta non sono arrivato neanche in cima :-( Da qui quattro scalini portano alla cimetta vera e propria, mentre il camminamento continua verso la zona fortificata italiana, che arriva fino al Monte Orsa. Manuela ci ha consigliato di fare questa piccola deviazione, roba da 10 minuti, per visitare i fortini presenti lungo la linea di confine. Impaziente di vedere la cima, salgo gli scalini, e arriviamo al cucuzzolo vero e proprio, dove alcune famiglie stanno facendo pic-nic. Da qui, finalmente, vista.

 

2010.04.17-Poncione-di-Arzo 3142

 

Proprio davanti a noi, la penisola del monte Arbòstora, dove siamo stati settimana scorsa, i rami di Lugano e Porto Ceresio del lago di Lugano, e la solita nebbiolina sottocenerina che impedisce la visuale a lunga distanza. Scatto diverse altre foto, intercambiando tra zoom e grandangolo, Poi, seguendo il segnale, prendiamo il sentiero di discesa, piuttosto erto nella prima parte: non sarei riuscito a percorrerlo con la neve!!

 

12:10 Scendiamo un bel pezzetto, e mi fermo per scattare una delle ultime foto panoramiche. La vegetazione, abbastanza fitta, ci toglierà nuovamente la vista fra poco.

 

2010.04.17-Poncione-di-Arzo 3147

 

Appena scattata la foto, Rita mi chiede "E le fortificazioni?". Arteriosclerosi galoppante, sono proprio un baluba. Dimenticate completamente. Guardo con occhi smarriti da cane randagio che implora una carezza Rita, per significare "no, dai, non farmi ritornare che sai che io soffro maledettamente le salite". Rita capisce, e ci mettiamo d'accordo che sarà per la prossima volta. Poco dopo il sentiero si allarga, e arriviamo ad Albero di Sella.

 

2010.04.17-Poncione-di-Arzo 3152

 

12:15 Due bei cartelli indicano "Monte Pravello" (l'altro nome del Poncione d'Arzo) e "Cima di Grumello". Il Pravello no di sicuro, siamo arrivati da li. Ma il Grumello? Nella cartina non c'era mica. Ci guardiamo attorno, altri sentieri non ne vediamo, cartelli neanche, marche tanto meno. Sarà questo allora il nostro sentiero... Iniziamo a scendere, la forestale percorre dei tornanti, ma sta scendendo dalla parte sbagliata. Questa volta non mi faccio fregare, e dico a Rita "torniamo". Risaliamo fino ai cartelli, le spiego che Crocifisso è esattamente dall'altra parte. Guarda di qua, guarda di là, infine notiamo, a circa 40 metri, un sentiero senza indicazioni, e senza raccordo con questo (si trova alla nostra destra scendendo).

 

12:30 Raggiungiamo il sentiero, e troviamo ben nascosto, anzi mangiato dall'albero, un indicazione labile.

 

2010.04.17-Poncione-di-Arzo 3155

 

Fra qualche anno, non lo si vedrà più, sarà stato ingoiato e digerito. A destra si torna verso il Poncione, per cui dico a Rita che proviamo verso sinistra. In effetti il sentiero resta alto sulla sella, ma continua nella direzione giusta, poi compie una bella svolta a sinistra, dalla parte sbagliata. C'è un poggio, ci saliamo per verificare cosa riusciamo a vedere. Di sentieri, neanche l'ombra. Torniamo alla curva, e vado avanti per verificare se magari, magari, il sentiero curva a destra e scende...

 

12:50 E' lui. Trovo i cartelli gialli, con le indicazioni che ci servono. Dò una voce a Rita, che in breve mi raggiunge.

 

2010.04.17-Poncione-di-Arzo 3158

 

Ci incamminiamo lungo la forestale che scende percorrendo un largo giro attorno al poggio sul quale eravamo stati, andando nella direzione giusta. In breve arriviamo in basso, e inizia una sfilza di cartelli gialli, a 50 metri l'uno dall'altro. Ma bravi, e su in cima neanche uno!

 

13:10 Grazie all'ottima fetta di torta abbiamo tenuto botta fin'ora. Siamo a Crocifisso, da qui non si può più sbagliare. Piccola sosta pic-nic, fuori i panini, il prosciutto crudo e la cioccolata. Durante la pausa valutiamo se allungare il percorso fino a Serpiano, dal quale si gode di una vista splendida verso l'arco alpino e Lugano. Decidiamo di lasciare stare: tra andata, ritorno, e caffé sarebbere circa 1.5 ore, ma il cielo inizia a farsi grigio.

 

2010.04.17-Poncione-di-Arzo 3170

 

13:30 Non siamo abituati a soste lunghe (uno dei problemi che sorge quando trekkiamo con altri compagni che hanno ritmi di sosta diversi dai nostri). Torniamo indietro per circa 150 metri lungo il sentiero dal quale siamo arrivati, fino al cartello giallo con l'indicazione per Meride, e imbocchiamo il sentiero. Dopo due minuti, in una radura, si presenta un bel punto pic-nic. E noi che abbiamo mangiato con il sedere appoggiato ad un sasso freddo...

 

2010.04.17-Poncione-di-Arzo 3172

 

Il sentiero prosegue in leggera discesa (da qui a Meride c'è poco dislivello), e poco dopo si apre su di una piccola conca completamente verde, dominata dalla ciminiera di una vecchia fornace.

 

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Sul prato, diversi gruppi di scout (riconoscibili dai colori dei foulard) stanno facendo esercizio. Un gruppo di ciliegi selvatici in fiore ci saluta a sinistra...

 

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...mentre a destra passiamo il casolare, converito in "bed and breakfast", con il camino in bella vista.

 

 

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E via lungo la strada (non asfaltata) in direzione di una piccola fattoria. Conosco molte persone alle quali piace "salire": su per centinaia di metri per conquistare una cima, per arrivare in alto. A Rita e me piace molto percorrere il territorio, conoscerlo, assaporarlo, vedere i segni dei tempi e delle culture. Va bene anche arrivare in cima, ma non è una necessità. Nelle zone extra-urbane (e qui in Ticino sono dietro l'angolo) trovi angoli di storia centeneria che si sono mantenuti vivi fino ai giorni nostri. E' da meno di 60 anni che il Ticino ha abbandonato la sua vocazione agricola per passare a quella del secondario e del terziario, e ci sono voci di allora che cantano ancora sul nostro territorio. Basta saperle cercare, e avere la pazienza di ascoltarle.

 

Alla fattoria, due bei vitellini: tento di conquistarli per una grattata d'orecchi, ma fanno i diffidenti. In compenso i due cani ricevono la loro razione giornaliera.

 

2010.04.17-Poncione-di-Arzo 3178

 

13:50 Arriviamo a Fontana, con un bel lavatoio. Un micio si avvicina, gli mando il segnale gattesco "qui grattata da esperto", il gatto si stramazza a terra, e attende che lo specialista lo sistemi, cosa che viene fatta prontamente.

 

2010.04.17-Poncione-di-Arzo 3186

 

Il gatto si è piazzato proprio accanto ad un piccolo ponte. L'itinerario prevede che si continui dritto per Meride, ma accanto al ponte vediamo un segnale bianco-rosso, e dall'altra parte il sentiero che sale. Magari magari è possibile tornare ad Arzo senza passare da Meride e Tremona, semplicemente scavalcando la cresta che vediamo davanti a noi... Ci incamminiamo, ma dopo circa mezzo chilometro ho l'impressione che il sentiero vada nella direzione sbagliata, tornando verso il Poncione, invece di girare verso Arzo. Breve valutazione, decidiamo per la via sicura, e torniamo indietro. Lungo la via un piccolo riale, nel quale si può vedere l'effetto del calcare di questa zona.

 

2010.04.17-Poncione-di-Arzo 3188

 

Nel Sopraceneri abbiamo un'acqua molto dolce, praticamente senza calcare. Non è necessario aggiungere additivi all'acqua di lavaggio, l'inox non resta macchiato, il bollitore non si calcifica. Qui invece, la situazione non deve essere allegra. E un sasso ci mostra le micro-stratificazioni della sua formazione.

 

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14:15 Siamo tornati sulla via principale, che purtroppo è asfaltata, e continuiamo in direzione di Meride, costeggiando il fiume.

 

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14:20 All'imbocco di Meride, un oratorio ottagonale dedicato a San Giorgio. La forma ricorda molto quella del battistero di Riva San Vitale, datato (mi sembra) dell'800 (non 1800) dopo Cristo. Breve sosta per la visita.

 

2010.04.17-Poncione-di-Arzo 3192

 

14:25 Siamo a Meride, dove eravamo passati l'anno scorso durante al discesa del monte San Giorgio. In alto il campanile con il cimitero, dove termina il sentiero di discesa.

 

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Abbiamo un buon ricordo dell'osteria dove ci eravamo fermati, con piccolo pergolato esterno, e decidiamo di fermarci per il caffé. Effettivamente è aperta, e niente è cambiato dall'anno scorso. Piccola pausa relax, tra i tralci di vite sul pergolato, e antichi arnesi ridotti ormai a cimelio, come questa stadera.

 

2010.04.17-Poncione-di-Arzo 3198

 

I nostri vecchi conoscevano la fisica meglio di noi. Te la ricordi la leva? Fulcro, potenza, resistenza. Tre tipi di leva, Archimede che diceva "Datemi un punto d'appoggio, ed una leva sufficientemente lunga, e vi solleverò il mondo"? Beh, loro magari queste cose non le sapevano, ma la stadera funzionava bene, quando i pesi non erano truccati :-)

 

14:45 Sistemato il conto, usciamo. Il cielo adesso è completamente grigio, ed iniziano le folate d'aria fredda da fronte freddo. Avremo al massimo un'oretta prima che inizi a piovere. Percorriamo tutto il paese in direzione della cappelletta dove si trova il bivio per Riva San Vitale da una parte, e Tremona a destra.

 

2010.04.17-Poncione-di-Arzo 3202

 

Svoltiamo a destra, mentre le prime goccie iniziano a farsi sentire. In breve si intensificano... A destra, sulla strada principale, vediamo il cartello giallo dell'orario del postale. Dobbiamo prendere l'acqua per forza? No, non siamo degli stakanovisti (da Stakanov, minatore russo che negli anni '30 lavorò più di 18 ore filate, e che il partito comunista russo prese come esempio per i tutti i lavoratori della grande Madre Patria). Ci dirigiamo al cartello, veloce lettura, tra sette minuti passa il mezzo per Arzo.

 

Mentre attendiamo il postale, salutiamo Meride.

 

2010.04.17-Poncione-di-Arzo 3208

 

15:20 Il giro avrebbe dovuto continuare fino a Tremona e poi Arzo, ma saliamo sul postale che ci riporterà ben più velocemente al punto di partenza. Giretto veramente delizioso, adatto anche alle famiglie in diverse varianti.

 

Ed ecco il profilo altimetrico del nostro percorso.

 

Profilo

 

Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell'escursione (non che ci sia qualcosa di speciale). 

 

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commenti

luca 04/28/2010 09:44



stupenda questa passeggiata!



UpTheHill 04/28/2010 20:43



Ciao Luca,


grazie per i complimenti :-)


UpTheHill



Greg 04/20/2010 08:42



Ciao Nino!!


Ce l'avete fatta a fare il giro!!!


La zona é molto interessante dal punto di vista geologico. In effetti per noi "granitici", tutto quel calcare ci spiazza un po', ma crea delle formazioni rocciose stratificate veramente
interessati, in cui possiamo solo minimamente renderci conto di quanta acqua é passata in quelle zone.


Poi c'è da dire che in quel territorio ci vivevano parecchi rettili impressionanti e molto localizzati ...Ceresiosauro, Saltriosauro, ... (spero di non aver distorto troppi i nomi dei
dinosauri...)


Greg



UpTheHill 04/20/2010 20:24



Ciao Grégoire,


decisamente non mi metto a competere con te per quanto riguarda i sauri ed i rettili... L'unica cosa che ho pensato, quando ho fotografato la lucertola, è che i suoi ante-ante-antenati dominavano
la zona, ed adesso è li che si nasconde quando passa uno qualsiasi come me. Speriamo che l'umanità, con il suo disprezzo per l'ambiente, non subisca la stessa sorte nei confronti di altre specie.


Buona settimana.


UpTheHill


www.montagnaticino.com



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Geolocalizzazione: Svizzera, Ticino, Sopraceneri, Sottoceneri, Leventina, Bedretto, Blenio, Riviera, Mesolcina, Calanca, Maggia, Verzasca, Onsernone, Muggio, Bellinzonese, Locarnese, Luganese, Mendrisiotto 

 

Interessi: trekking, escursioni, passeggiate, foto, natura, rifugi, capanne, flora, fauna, laghi

 

Percorsi: forestale, sentiero, transumanza, valico, passo, bocchetta, ganna