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  • : Diari di viaggio delle passeggiate prevalentemente sulle montagne del Ticino, con foto e testo. Articoli tematici e links utili per la pianificazione di una escursione. Trekking ed escursionismo per tutti.
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Attenzione: quello che trovi scritto sotto vale per me, in quanto l'ho sperimentato personalmente. Può darsi (quasi sicuramente) che tu debba trovare il tuo "ritmo alimentare".

Uno dei problemi con i quali ci si trova confrontati durante una passeggiata in montagna, soprattutto se dura diverse ore, è la regolazione idrica, energetica e salina. In tutti i casi si può parlare di "bilancio":

1) Bilancio idrico
2) Bilancio energetico
3) Bilancio salino

La regola è molto semplice: tanto esce, tanto deve entrare. L'applicazione un pò meno...

1) Bilancio idrico: nelle uscite dobbiamo calcolare la sudorazione, la respirazione e l'urina. Nelle entrate, l'acqua, il the e le altre bevande che ci portiamo appresso. Anche i cibi (essendo fatti per la maggior parte di acqua) fanno parte delle entrate. Se si beve troppo, si urina spesso, e si consuma in fretta la scorta idrica (che pesa). Se si beve troppo poco, ci si può trovare con un bel mal di testa, oppure senso di spossatezza. Un altro sintomo è che non si urina. La regola che utilizzo (e vale per me), è di bere circa 1/2 litro di acqua ogni ora di cammino. Di conseguenza, in generale parto con circa 4 litri d'acqua nel sacco. Conosco però persone che fanno tutta la passeggiata senza bere una goccia... Evitare le bevande zuccherate (vedi nel bilancio energetico), come aranciate, gassose, ecc. In inverno mi porto appresso un litro di the caldo non zuccherato nella thermos (e di conseguenza diminuisco l'acqua), e una piccola thermos da 0.5 litri nella tasca laterale (bere l'acqua minerale a 0° mi blocca lo stomaco). Se so che posso riempire le bottiglie durante il tragitto, sono tutto contento, perché due chili in meno alla partenza non sono poca cosa...

2) Bilancio energetico: anche qui si tratta di fare il pieno del serbatoio, man mano che si procede. Di regola utilizzo unicamente cibi che rilasciano gli zuccheri lentamente, come le barrette di cereali, il pane integrale, la frutta secca. L'uso di zuccheri assimilati direttamente (come cioccolata, bevande zuccherate, the e caffe zuccherati) provoca un brutto scherzo:

a) lo zucchero sale rapidamente nel sangue,

b) viene immessa una grande quantità di insulina nel sangue per ripareggiare la percentuale di zucchero,
c) la quantità di insulina è troppa, lo zucchero scende sotto il livello ottimale,
d) è necessario riassumere zuccheri,
e) si ricomincia da capo... (scientificamente questo meccanismo si chiama "isteresi") 

Porto un po' di cioccolata per il caso in cui ho atteso troppo a "fare il pieno", ma ne mangio solo due o tre quadratini. Inoltre ha il "difetto" di contenere molti grassi (per questo è così buona), grassi che non sono facilmente digeribili.

3) Bilancio salino: con la sudorazione perdiamo sali, che non sempre vengono ripareggiati dall'apporto di acqua minerale. Personalmente non ne ho bisogno, ma se hai questo problema, un buon sistema è di portare una bottiglietta di quei prodotti utilizzati dagli sportivi con una concentrazione più alta di sali rispetto all'acqua minerale. L'altro sistema consiste (se possibile) nel mangiare un piatto di minestra in capanna, oppure una bustina di minestra istantanea (ricordati di portare la thermos con l'acqua calda).

Per il pranzo al sacco prendo due panini con carne secca e/o formaggio. Evito di imburrarli, dato che dopo tre o quattro ore il burro assume un brutto colore e sapore. Una volta, facevo pranzo nelle capanne: un bel piatto di brasato e polenta (che adoro)... Il risultato era che al momento di ripartire, le gambe erano di sasso, la pancia diceva "dormi, dormi...", ed il resto della passeggiata diventava PESANTE. Se sei di quelli che possono mandare giù tutto senza problemi, ti invidio!!! Adesso invece, oltre al panino, se posso mangio un piatto di minestra: in questo modo risolvo il bilancio salino, e al limite posso caricare un litro in meno di acqua alla partenza.

I fattori ambientali (temperatura, altitudine, insolazione) e i fattori fisici (sforzo, metabolismo personale) variano da passeggiata a passeggiata, e di conseguenza variano le quantità ed i tempi per le "ricariche". Dopo un po' ci si fa "l'occhio", e prima di partire sai già quanto consumerai più o meno.

E in inverno?

In inverno il dispendio energetico, a parità di passeggiata, è maggiore. Questo è dovuto alla temperatura più bassa (anche se siamo ben coperti), e alla maggior difficoltà di muoversi sulla neve, anche se si hanno ciaspole o pelli di foca. Di conseguenza, durante una passeggiata invernale bisogna aumentare l'apporto energetico rispetto al periodo estivo. Inoltre, se non ci si può appoggiare ad una capanna o rifugio, diventa quasi indispensabile portare con se una minestra calda. Rita è diventata bravissima a preparare un passato di verdura con la pentola a pressione in meno di un quarto d'ora. Mentre facciamo colazione il passato si cuoce, e lo "inthermosiamo" non appena pronto, bello caldo e fumante.

Freddo e alcool

Uno dei miti che circola in montagna (probabilmente per giustificare qualche bicchiere in più, cosa che a diversi uomini di montagna non dispiace affatto, vedi Mauro Corona) è che l'acool scalda. In realtà, in una situazione di freddo l'acool è tra i prodotti peggiori che si possono utilizzare per combattere il freddo (a meno di non usarlo per accendere il fuoco, ma chiaramente il vino non è molto combustibile).

Il motivo è presto spiegato: il nostro corpo, in presenza di freddo eccessivo, protegge gli organi vitali riducendo progressivamente la circolazione periferica (diminuisce così la superifice di dissipazione termica), iniziando dalle estremità (mani e piedi), per arrivare, nelle situazioni più disperate, a mantenere la circolazione unicamente al cuore, polmoni e cervello (in medicina viene denominata "piccola circolazione"), e tagliando fuori tutti gli altri organi. 

L'acool ha l'effetto di dilatare i vasi sanguigni, per cui, per un breve periodo, il sangue torna ad affluire verso le estremità, diminuendo il calore corporeo complessivo. Passato il presunto effetto benefico, della durata di pochi minuti, ci si ritrova più freddi di prima, dato che il sangue nella periferia si sarà raffreddato ulteriormente.

Di conseguenza, mai dare alcool ad una persona in ipotermia. Se si dispone del sacco termico, avvolgere la persona nello stesso, strofinarla per "generare" calore, e lasciare che ritorni alla temperatura normale con il proprio ritmo. Chiaramente se la situazione è drammatica, con rischio di congelamento degli arti (se la situazione è degenerata occorrerà amputare la parte), è meglio chiamare immediamente la Rega e far trasportare la persona in ospedale.

Valutazione a posteriori

Se arrivo a casa con il sacco vuoto (niente più acqua e/o alimenti), so di aver calcolato male, e potenzialmente di aver corso un rischio. Di conseguenza carico sempre più del necessario, e al limite ho qualcosa da offrire agli altri compagni, se ne hanno bisogno.

Come faccio a sapere che questo funziona bene per me? Molto semplice, arrivo a casa e non ho il "buco nello stomaco". Un piatto di pasta e sono di nuovo in forma e pronto per ripartire.

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Geolocalizzazione: Svizzera, Ticino, Sopraceneri, Sottoceneri, Leventina, Bedretto, Blenio, Riviera, Mesolcina, Calanca, Maggia, Verzasca, Onsernone, Muggio, Bellinzonese, Locarnese, Luganese, Mendrisiotto 

 

Interessi: trekking, escursioni, passeggiate, foto, natura, rifugi, capanne, flora, fauna, laghi

 

Percorsi: forestale, sentiero, transumanza, valico, passo, bocchetta, ganna