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Le note che seguono sono state raccolte durante la giornata di formazione organizzata dal CAS Bellinzona e Valli del 21.12.2008. Non ho preso appunti, e ho riportato tutto a memoria, con possibili errori. La lettura di questo testo NON sostituisce la partecipazione ad un corso effettivo, dato che l'intervento dopo una valanga richiede sicurezza nei propri mezzi, sensibilità nell'uso della sonda, capacità di valutare i pericoli, tutte doti che si possono sviluppare unicamente ESERCITANDO e facendo le cose, non leggendo.

Anche se si è pianificata una gita sulla neve in tutta sicurezza, può capitare (sarebbe meglio di no) di dover aiutare qualcuno che ha deciso che è immune alle valanghe, e che purtroppo ha scoperto che questo non è il caso.

Gli strumenti necessari sono quattro: la pala, la sonda e l'ARVA e la testa.

Pala

La pala è indispensabile per estrarre rapidamente il corpo dalla neve, una volta che se ne è identificata la posizione. Le mani e le ciaspole (racchette da neve) non permettono di operare abbastanza in fretta (ricordardi che i primi 15 minuti sono vitali).

Una buona pala deve avere il cucchiaio capiente, in materiale resistente (alluminio o plastica dura). Il manico deve terminare con una L, per permettere una presa senza rotazione della pala in mano. Può essere telescopico (facilita il trasporto), ma in ogni caso deve essere resistente per permettere di sollevare più neve possibile ad ogni movimento.

Sonda

La sonda viene utilizzata dopo aver circoscritto l'area tramite l'ARVA, oppure se le persone sepolte NON dispongono di ARVA. Nel primo caso la zona da sondare è di meno di un metro per un metro, nel secondo caso invece tutto il campo della valanga è oggetto di ricerca.

La sonda deve essere lunga almeno 2.4 metri (meglio se di più), e possibilmente riportare una scala graduata in centimetri, con l'indicazione ogni 10 centimetri. I tubi che la compongono devono avere circa 1 cm di diametro o più. I modelli migliori sono quelli con una corda all'interno: si lancia la sonda per terra tenendo il capo con il nodo, si tiene il primo elemento, si tira la corda, e tutti gli elementi si incastrano tra di loro. Si fissa il nodo superiore, e la sonda è pronta.

La punta non deve essere troppo aguzza, per evitare di ferire la persona sepolta. E' anche vero che se la neve è molto dura, una punta acuminata entra più facilmente...

ARVA

L'ARVA è un dispositivo elettronico di localizzazione, conosciuto spesso anche con il nome di BarryVox. Una volta accesso, inizia a trasmettere un impulso radio che può essere captato in un raggio massimo di circa 40 metri. Tramite un tasto è possibile commutare l'ARVA su "ricezione": a questo momento il computer interno inizierà a dare informazioni sulla direzione e distanza degli altri ARVA presenti nell'area.

Cosa tenere in considerazione per acquistare ed utilizzare un ARVA:

1) Esistono modelli analogici e digitali. I modelli digitali sono migliori.
2) La fabbrica spesso mette a disposizione degli aggiornamenti del software interno. Verificare almeno una volta all'anno se questo è il caso per il proprio modello, e spedire l'ARVA in fabbrica per l'aggiornamento, oppure trovare un rivenditore nella propria zona abilitato ad eseguire l'aggiornamento.
3) Acquistare unicamente ARVA che utilizzano batterie alcaline (non quelle ricaricabili). Le batterie ricaricabili al freddo perdono la tenuta (ne sa qualcosa chi ha la macchina fotografica digitale, e a metà ciaspolata non è più in grado di scattare foto), e dopo poco tempo l'ARVA si spegne, diventando inutile.
4) L'ARVA va posizionato sotto i vestiti, possibilmente quasi a contatto con il corpo. Questo poiché: a) se è posto sui vestiti o in una tasca può essere strappato dalla valanga e b) i modelli più recenti mandano un secondo segnale che indica se chi lo indossa è ancora vivo, o probabilmente no (viene stabilito tramite un rilevatore di movimento che "sente" l'alzarsi/abbassarsi della respirazione). Quando diverse persone sono sepolte, si darà la precedenza a coloro il cui segnale indica che respirano ancora.
5) Alla partenza della gita la persona designata come capo-gita dovrà eseguire il test di gruppo, per verificare che l'ARVA di OGNI partecipante sia acceso e stia trasmettendo.

Testa

Il tempo utile per soccorrere una persona rimasta sepolta sotto una valanga è di circa 15 minuti. Dopo questo tempo la probabilità di sopravvivenza diminuisce in modo marcato, e dopo mezz'ora è solo del 27%.

La testa a questo punto diventa essenziale, perché anche i secondi possono contare.

1) Mantenere la calma: non facile, magari hai ancora le orecchie rintronate dal rumore... Ma è indispensabile: urlare, piangere, correre in giro non servono a niente.
2) Designare un capo-operazioni: niente democrazia, uno comanda, gli altri ubbidiscono. Le discussioni vanno rimandate a dopo, quando tutti (anche i sepolti) sono davanti ad una birra nel ristorante più vicino. Scegliere la persona più competente presente sul campo.
3) Stabilire il piano d'azione sulla base della dimensione della valanga, del numero di persone sicuramente o presumibilmente sepolte e dei mezzi disponibili.
4) Allertare la REGA, dando se possibile le coordinate di un GPS. Parlare in modo tranquillo, dando informazioni utili (quante persone sono sepolte, da quanto tempo, quante persone ci sono in grado di localizzare / estrarre i sepolti, dimensioni aprossimative della valanga, condizioni meteo sul posto), fornire il proprio numero di cellulare, indicare se si dispone di radio ricetrasmittenti e su che frequenza.
5) Commutare TUTTI gli ARVA su ricezione: se uno dei sopravvissuti lo lascia su trasmissione, il suo segnale disturberà in continuazione la ricerca.
6) Tenere i cellulari LONTANO dal campo di ricerca: le loro emissioni interferiscono con il funzionamento dell'ARVA.

Sequenza di azione

Quando leggi quanto segue hai già frequentato almeno un corso pratico, e ogni anno ti sei tenuto aggiornato e hai verificato le tue competenze sul campo, per cui è solo un ripasso, vero...?

1) Valutare i pericoli: ci sono ancora lastroni che potrebbero scendere? Come comportarsi per evitare ulteriori incidenti?
2) Contarsi: quanti siamo, quanti sono i sepolti?
3) Ispezionare visualmente il campo della valanga: ci sono segni (sci, vestiti, guanti) che potrebbero indicare dove si trovano le persone sepolte?
4) Commutare gli ARVA su ricezione, portare i cellulari fuori dal campo della valanga.
5) Informare la REGA (vedi sopra).
6) Stabilire il piano di ricerca. Iniziare dai punti dove si vedono i segni (se ci sono), poi passare all'ispezione del campo completo se non si sono trovati tutti i dispersi. Scegliere il tipo di ricerca da effettuare (dipende dal numero di persone che possono cercare), decidendo per una serpentina (forma a dente di sega), per un tracciato va / vieni o altro. Ricordarsi che per passare in rassegna tutto il campo nella serpentina e nel va / vieni la diagonale non deve essere maggiore di 30 metri.
7) Esaminare le informazioni dell'ARVA mentre si procede: distanza e direzione da cui proviene il segnale, seguire la traccia.
8) Localizzare: con la tecnica a croce trovare il punto più prossimo in superficie alla posizione della persona sepolta. Marcare il punto sull'ARVA in modo che venga escluso, e si possa continuare dal punto 7) per la prossima vittima.
9) Sondare la neve fino a trovare la posizione ESATTA del corpo, lasciare la sonda in posizione. Il sondaggio va effettuato su di un percorso a chiocciola con una distanza tra le spirali di 30 cm al massimo.
10) Scavare e liberare almeno la faccia per permettere la respirazione.
11) Soccorrere i sopravvissuti senza estrarli completamente dalla neve fino all'arrivo di un medico. Valutare le condizioni fisiologiche (respirazione, circolazione, stato di coscienza, ferite) e se possibile comunicarle alla REGA. Non spostare i salvati, soprattutto se si teme un danno alla colonna vertebrale. Evitare assolutamente di dare alcoolici, nel limite del possibile tenere al caldo la persona.
12) Ripetere i punti da 7) a 11) per ogni persona sepolta.
13) All'arrivo della colonna di soccorso / Rega passare la coordinazione ai professionisti e mettersi a disposizione per aiutare.

Tecnica di sondaggio

Spiacente, bisogna provare per imparare, le parole non servono. Ti posso dire che si osserva la profondità a cui arriva la sonda, la resistenza offerta dalla punta quando incontra qualcosa di più duro della neve, ma bisogna "sviluppare" la sensibilità all'interpretazione di questi segnali, e ci si arriva unicamente facendolo.

Tecnica di scavo

Anche qui bisogna provare in prima persona. Di norma si scava in tre, entrando da sotto, non scavando verticalmente dalla posizione della sonda (la sonda l'hai lasciata nel punto in cui hai "percepito" la presenza del corpo, vero?)

Ci si mette a zig-zag, 80 cm uno dall'altro. Il primo scava e butta indietro la neve, il secondo libera il campo e butta la neve al terzo. Ogni pochi minuti si ruotano le posizioni per non affaticarsi troppo. Appena identificato il corpo, si passa ad uno scavo manuale per non rischiare di ferire il sepolto (altrimenti è veramente sfigato), e si dà la precedenza al viso. Questo offre quattro vantaggi: a) prova ad immaginare di essere sepolto sotto qualche centinaio di kili di neve, e non poterti muovere: è una bella liberazione psicologica rivedere la luce, b) si permette una respirazione normale, c) se la persona è coscienze si può comunicare con lei e tranquillizarla, ottenere informazioni su come si sente, ecc., d) se è necessario intervenire con la respirazione bocca-naso tutto è pronto.

Lo scavo è faticoso. Non fare i gradassi e darsi il cambio regolarmente.

Conclusioni

E' una gran brutta cosa. E' meglio evitarla e andare sul sicuro. Purtroppo c'è sempre e ogni anno qualche stupido che pensa che le leggi della fisica non si applicano a lui o lei.

Quanto scritto sopra va applicato "cum granum salis": ogni volta la situazione è diversa. La sicurezza nelle proprie competenze permettono di pianificare la strategia migliore caso per caso, e diminuire cosi il numero di morti per valanga.

Non sono mai stato testimone di una valanga (e spero di non esserlo mai), ma penso che per i sopravvissuti (salvatori e salvati) possa essere utile un debriefing psicologico dopo l'incidente, così come viene fatto spesso nei servizi d'urgenza e di ambulanza per i soccorritori professionisti. Ritengo che sia un'esperienza sconvolgente per la velocità e l'impatto con cui si manifesta, e che lasci tracce profonde in ogni persona coinvolta.

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Geolocalizzazione: Svizzera, Ticino, Sopraceneri, Sottoceneri, Leventina, Bedretto, Blenio, Riviera, Mesolcina, Calanca, Maggia, Verzasca, Onsernone, Muggio, Bellinzonese, Locarnese, Luganese, Mendrisiotto 

 

Interessi: trekking, escursioni, passeggiate, foto, natura, rifugi, capanne, flora, fauna, laghi

 

Percorsi: forestale, sentiero, transumanza, valico, passo, bocchetta, ganna