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"La guerra inizia dai piedi", diceva il compagno greco di Primo Levi, come egli stesso ci racconta nel libro "La tregua". Ho fatto mia questa perla di saggezza, e dedico particolare cura alla qualità degli scarponi e delle calze. Gli scarponi devono essere comodi, avere una suola che tenga in tutte le condizioni, possibilmente impermeabili, e che permettano al piede di respirare. Ne ho due paia (della stessa marca):

- Scarponi da montagna: alti fino sopra la caviglia, abbastanza rigidi
- Scarponi da trekking: più bassi e leggeri per le passeggiate sui sentieri più facili

Abbinati alle calze da trekking (che non sono proprio a buon mercato, ma che valgono tutto il loro prezzo), torno a casa da 25 Km di camminata con i piedi pronti a ripartire.

A militare (mooOoolti anni fa) ci dicevano di non togliere gli scarponi durante le soste: il piede si sarebbe gonfiato, e sarebbe stato estremamente problematico (se non doloroso) rimetterli per ripartire. Con gli scarponi che si trovano in commercio oggi, questo problema non esiste più.

Ce ne sono per tutti i gusti: dai sandali aperti con suola a grip adatti al trekking estivo su autostrade pedonali forestali, fino agli scarponi da alta montagna. Scegliere lo scarpone giusto per il tipo di tragitto che si desidera percorrere è importante: il peso e la tenuta sono due fattori da prendere in considerazione. Se il pericolo di slogarsi è basso (sentiero in piano, strada forestale) si possono prendere quelli senza protezione per la caviglia, altrimenti è meglio averli alti.

Se si desidera andare con i ramponi da ghiaccio, controllare che la suola e la punta siano predisposti per il fissaggio degli stessi (sai che ridere se arrivi al ghiacciaio dell'Adula, e ti ritrovi bloccato?). Rispettivamente se si utilizzeranno con le racchette da neve, ricordarsi che devono avere una certà rigidità.

Idealmente lo scarpone non deve lasciar entrare l'acqua (ogni tanto c'è un ruscello o torrente da guadare), e deve permettere al sudore di uscire. Ce ne sono in Gore-Tex che rispondono a questi requisiti. Inoltre deve essere facile da pulire (il fango esiste), e deve asciugarsi in fretta.

Se il plantare dello scarpone è troppo duro anche con le calze, valutare l'acquisto di una suoletta anatomica traspirante. In questo caso però, bisogna aumentare di circa 1/2 misura lo scarpone. Meglio ancora, provarlo con calze e suoletta già inserita. La suoletta deve avere la stessa lunghezza, larghezza e forma dell'interno dello scarpone, in modo da non avere gioco, altrimenti il piede "balla" all'interno, e si formano vesciche.

Il grip della suola deve essere perfetto. Quando si scendono pendenze del 100% (che corrisponde ad un angolo di 45°) su di un masso, si deve avere la certezza che il piede non scivolerà. Anche la prima parte della punta dello scarpone deve avere una resistenza molto alta allo scivolamento: quando si salgono pendii impegnativi, e si riesce a lavorare solo con la punta dello scarpone, si deve essere sicuri che lo stesso non perderà la presa. La suola non deve essere troppo morbida: ci sono scarpe da passeggiata che danno un effetto "molleggiante" al piede, creando l'impressione di fare meno fatica. Il problema è che si perde la sensibilità del terreno, e nei passaggi tecnici il feed-back del piede sulla conformazione, tenuta, stabilità e difficoltà del terreno viene alterato. Normalmente si usura prima la suola dello scarpone. Se non è possibile risuolarlo in sicurezza, acquistarne un nuovo paio, e mettere il paio vecchio sopra il caminetto, per ricordarci dei bei momenti passati assieme, e onorarlo nella sua meritata pensione.

La punta non deve essere stretta, altrimenti le dita dei piedi vengono compresse, causando inizialmente fastidio, poi dolore, per arrivare fino alle vesciche. Idealmente gli scarponi dovrebbero avere la punta a becco di papera (come si usava nel 1700 in Germania), e in effetti ho visto un signore salire il passo del Sole con un paio conformati così: devono essere comodissimi! So che le signore tireranno su il naso, perché l'estetica...

Un ulteriore punto da controllare è l'effetto dello scarpone sui malleoli (malleolo interno e tallone di Achille): il dolore al malleolo è segnale di uno scarpone scelto frettolosamente. Nel caso di scarponi bassi, la sagoma non deve toccare i malleoli, altrimenti camminando si ottiene un effetto di sfregamento continuo molto fastidioso. Nel caso di scarponi alti, controllare che la parte che copre la caviglia e che sale abbia un'imbottitura all'altezza dei malleoli (meglio anche sopra e sotto) senza far perdere di rigidità allo scarpone. Se così non fosse, camminando il malleolo sfrega continuamente contro lo scarpone ad ogni passo, e dopo poco il camminare diventa un suplizio.

Il piede, all'interno, deve avere qualche millimetro di gioco, per permettergli di dilatarsi durante la passeggiata, senza però ballare nello scarpone (si formano vesciche), né essere compresso.

Come sapere se lo scarpone è giusto? E' facilissimo: quando lo provi (con le calze da trekking ed eventualmente la suoletta), se i piedi ti dicono "andiamo, andiamo", sono quelli giusti.

Suolette e piedi spaiati

Una triste verità è che pochissimi di noi hanno i piedi esattamente della stessa dimensione. Spesso la differenza tra l'uno e l'altro (soprattutto in estate) può tranquillamente arrivare al mezzo numero. Purtroppo però i calzaturifici pensano che siamo fatti con lo stampino, perfettamente simmetrici tra sinistra e destra... Può capitare di conseguenza che provando un paio di scarponi, si senta che uno dei due calza perfettamente, mentre l'altro stringe, oppure è troppo largo. La soluzione migliore sarebbe di ottenere uno scarpone di una misura, e uno di un'altra, ma in generale i negozianti fanno orecchie da mercante a queste richieste.

L'unica soluzione vivibile in questo caso consiste nel prendere il paio di misura maggiore, e regolare quello troppo grande tramite una suoletta. Sostanzialmente possiamo dividere le suolette in tre categorie: quelle termiche, quelle "riempienti" e quelle areanti. Le prime isolano meglio il piede dalla suola, evitando che entri il freddo. Le seconde hanno lo scopo di diminuire lo spazio libero all'interno dello scarpone, le terze facilitano la traspirazione. E' ovvio che per casi come questo quelle più idonee siano le seconde, e chiaramente se ne utilizzerà solo una, quella per lo scarpone "più largo".

Una buona suoletta ha la forma di "vaschetta", rialzata lungo i bordi, in modo da non muoversi all'interno dello scarpone. La cosa migliore è di prenderle della stessa marca dello scarpone, dato che il fabbricante produce le suolette con la forma interna esatta del proprio assortimento.

Provare diverse suolette, fintanto che si è trovata quella che fa si che la percezione di calzaggio di entrambi gli scarponi sia uguale, e confortevole (ignora tranquillamente la faccia sbuffante della persona che ti serve: lui o lei non dovrà percorrere tutti i chilometri che ti farai tu).

A seconda della stagione in cui si utilizzano gli scarponi, potrà essere necessario avere suolette di due tipi, in modo da facilitare la traspirazione in estate, e isolare in inverno. Entrambe però, una volta compresse dal peso del corpo, dovranno avere lo stesso spessore per riempire correttamente, assieme al piede, lo scarpone.

Calze da trekking

Le calze da trekking esistono in diversi modelli. Quelle che scelgo per me hanno le seguenti caratteristiche:

1) Devono essere lavorate differentemente per il piede sinistro e per il piede destro. Si riconoscono poiché in punta hanno una "L", rispettivamente una "R" per indicare per quale piede sono state fabbricate.

 

2) Devono avere una leggera imbottitura (o rinforzo) all'altezza dei malleoili, in modo da proteggere questa parte che sporge, ed evitare dolori da strofinamento.

 

3) La punta deve essere rinforzata, il calgagno pure, in modo da risultare più "morbide" in questi due punti.

 

4) Devono essere di materiale ben sopportato dalla pelle. Quando le si indossano i piedi dicono "Grazie!".

 

5) Devono permettere la traspirazione del piede, e non farlo marcire nel suo sudore.

 

6) Non devono avere gioco, in modo da non muoversi avanti e indietro sul piede, e causare così fastidiose vesciche.

7) Possono essere basse per il periodo estivo, o alte per il periodo invernale (personalmente preferisco quelle alte anche in estate).

8) L'elastico di tenuta deve impedire alla calza di scivolare verso il basso, ma nello stesso tempo non deve bloccare la circolazione sanguigna. Se dopo 3 minuti che le indossi hai il segno dell'elastico sulla pelle, non vanno bene.


9) Devono essere facili da lavare, ed asciugare in fretta (se le lavi alla sera in capanna, alla mattina desideri che siano pronte per essere indossate, immagino).

10) Lo spessore del tessuto deve essere tale da riempire totalmente lo scarpone, e permettere al piede di avere il famoso gioco di alcuni millimetri per potersi gonfiare senza problemi.

Come allacciare gli scarponi

Quanto segue è cortesia di Anna M. e Alberto M., che mi hanno fornito queste dritte. Provate personalmente, sono valide.

Per la salita: lasciare leggermente laschi i lacci sul collo del piede, fissare bene l'ultimo anello. In questo modo il piede può piegarsi meglio in salita, facendo lavorare meno il materiale dello scarpone.

Per la discesa: slacciare lo scarpone, battere bene il calcagno su di una superficie dura, fintanto che lo stesso appoggia con forza contro il fondo dello scarpone. Fissare i lacci stretti su tutta la lunghezza, in modo che il piede non possa più muoversi all'interno. In questo modo le punta delle dita non lavorano sullo scarpone in discesa, evitando spiacevoli sorprese alle unghie...

Dove acquistare

Il mio consiglio è di rivolgersi ad un negozio specializzato. Si spende qualcosa di più, ma generalmente si trova del personale preparato che sa consigliare. Acquistare unicamente prodotti di marca, e non preoccuparsi per il prezzo. Per gli scarponi, calze, camicia (o maglietta) ed i pantaloni (tutti gli indumenti a contatto diretto con la pelle), vale il detto della Rolls-Royce: "il piacere di averla resta anche quando ci si è dimenticati del prezzo che si è pagato".

Il personale del negozio ci dedica del tempo, si possono provare diverse combinazioni, mettono a disposizione le calze per le prove, e se si spiega cosa si vuole e i tipi di passeggiate che si intendono fare sanno consigliare lo scarpone giusto.

Che altro?

Oh si, già che hai speso una barca di soldi, mettici ancora qualche franchetto, e acquista subito almeno un paio di stringhe di riserva...

Un ultima cosa: piedi con unghie lunghe e scarponi non vanno d'accordo.

Devo ammettere che se le signore, entrando in un negozio di scarpe, acquisterebbero tutti i modelli presenti, lo stesso capita a me quando entro in un negozio sportivo, con gli scarponi (non che non mi piaciano le scarpe eleganti): li comprerei tutti, subito, e senza pensarci.

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Geolocalizzazione: Svizzera, Ticino, Sopraceneri, Sottoceneri, Leventina, Bedretto, Blenio, Riviera, Mesolcina, Calanca, Maggia, Verzasca, Onsernone, Muggio, Bellinzonese, Locarnese, Luganese, Mendrisiotto 

 

Interessi: trekking, escursioni, passeggiate, foto, natura, rifugi, capanne, flora, fauna, laghi

 

Percorsi: forestale, sentiero, transumanza, valico, passo, bocchetta, ganna