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13 settembre 2010 1 13 /09 /settembre /2010 11:44



Percorso effettuato: alpe Cruina (Q2040) - lago delle Pigne (Q2278) - capanna Piansecco (Q1920) - alpe Pesciora - cassina di Sterli (Q1987) - alpe di Cavanna (Q2015) - val di Pecian (Q2046) - imbocco "galleria Bianchi" (Q2010).

Difficoltà: forestale T1 dall'alpe Pesciora alla fermata del bus "galleria Bianchi", sentiero T2 dall'alpe Cruina all'alpe Pesciora, con tratto impegnativo poco prima dell'alpe Pesciora.

Dislivello: 1050 metri.

Lunghezza del percorso: 19 chilometri.

Sforzo equivalente: 30 chilometri.

Durata (incluse le pause): 7 ore.

Riferimenti: capanna Piansecco, capanna Corno Gries, serie dei "Laghetti alpini della Svizzera Italiana", la pietra ollare su Wikipedia.

Era da diverso tempo che avevo in agenda questa escursione, in solitaria o in compagnia, e l'escursione della settimana scorsa ai laghetti del Lucendro, con il bel cartello giallo "capanna Piansecco" ha ravvivato l'idea. Non consigliabile in piena estate dato che è quasi tutta esposta alla stecca del sole, settembre ed ottobre sono due mesi ideali per percorrerla. La strada alta della Bedretto unisce diversi alpeggi, oggi non più caricati, mantenendo un dislivello abbastanza contenuto e permettendo di evitare la discesa fino a fondo valle, per risalire nuovamente. Il programma prevede di lasciare l'auto ad Airolo, salire all'alpe Cruina con il postale, e percorrere la strada fino al punto denominato "galleria Bîanchi", dove si trova una fermata del postale. Se dovessimo farcela con i tempi, continuiamo fino al passo del San Gottardo.

E' anche l'occasione per tornare a visitare il laghetto delle Pigne, raggiunto per la prima volta nel 2003. In quell'estate torrida (c'erano 24° a Q2300) avevamo percorso un pezzo dell'itinerario, dall'alpe Cruina fino all'alpe Pesciora, per scendere poi a Ronco. Il nome "pigne" non deriva dai frutti delle conifere, bensì dalle stufe utilizzate nel passato in Ticino, fatte con pietra ollare, che ha la caratteristica di accumulare il calore, e disperderlo lentamente. Con questa pietra si facevano anche delle piccole "pigne" per cucinare, da cui il termine "pignatta". Il laghetto ha preso questo nome dato che in prossimità si trova una cava di questa pietra.

08:45 Sveglia da incubo alle 6:00, partenza alle 7:20 da casa per prendere il postale delle 8:10 ad Airolo, ed eccoci all'alpe Cruina, poco sotto il passo della Novena / Nufenen. Cosa non si fa per far felici i piedi... L'anno scorso eravamo partiti da qui per un altro splendido giro. Guardando nella valletta di sinistra, vediamo la capanna Corno Gries, ottima minestra.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 6895
Il postale ci ha lasciati bassi, dobbiamo risalire lungo la strada fino al tornante, per poter imboccare il sentiero. Per fortuna a quest'ora passano poche auto.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 6894
09:10 Siamo ben avviati. La strada alta della Bedretto non è spettacolare, ma offre dei panorami splendidi, sia verso il passo della Novena, che verso la Leventina. L'aria è abbastanza tersa, e ci permette di vedere a grande distanza.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 6900
La temperatura è settembrina, ho iniziato a modificare il vestiario, ed esumato la camicia da trekking un po' più pesante. Non basta, ci vuole anche la felpa. D'altra parte, per camminare preferisco temperature basse a quelle alte, è molto più facile proteggersi. Cime splendide sula nostra sinistra, frastagliate, grigio chiare, si alzano quasi verticali.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 6901
Accanto al sentiero, piccole pozze d'acqua da torbiera. E il profumo dei prati magri...

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 6902
09:30 Il sentiero dinnanzi a noi scende. Rita propone di fare un po' di fuori-pista, per evitare la discesa e la seguente risalita fino al laghetto delle Pigne. Conosciamo la direzione generale, di perdersi non c'è il rischio. Deciso, ci avventuriamo. Ci troviamo in breve in un mirtillame esteso. Su, e giù, pendenze di 60°. Rita se la gode, è fatta per queste cose. Io taccio, sbuffo, soffro e salgo.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 6916
Nel frattempo dietro di noi è comparso il ghiacciao del Gries, a cavallo tra il Vallese e la val Formazza.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 6918
Mentre dinnazi vedo l'ultima parte del sentiero che percorreremo per arrivare alla fermata del bus (in alto, sulla sinistra).

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 6920
10:25 Sbuffit, sbuffit, sbuffit. Siamo arrivati un buon 50 metri più in alto del laghetto... Rita mi guarda con gli occhi che implorano perdono. La tengo sulla corda per un po', ma va bene così: sono cose che accrescono la fiducia nella proprie capacità, e dimostrano che non sempre la strada più breve è quella in linea retta. Sul pianoro del laghetto il vento tira forte e freddo: poche foto, e via subito in direzione della capanna, anche perché abbiamo un orario fisso d'arrivo, e la strada è ancora lunga.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 6921
Ci avviamo lungo la pietraia che porta diretta alla capanna. Tratto non difficile, ma richiede attenzione, il terreno è costellato di roccette. Vediamo già la prossima meta dinnanzi a noi, abbiamo programmato una pausa.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 6924
10:55 Ci congiungiamo con il sentiero diretto che arriva dall'alpe Cruina. Da qui le cose ridiventano più semplici.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 6948
Mi gusto i disegni della roccia erosa, smangiata, spezzata e scheggiata. Denti più duri si ergono in disegni splendidi.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 6950
2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 6954
11:10 Eccoci alla capanna. Lungo l'ultimo tratto ho incontrato un conoscente, chiacchere in libertà fino alla capanna. Ci piazziamo, caffé per me, the per Rita, e mezzo cornetto integrale acquistato prima di partire.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 6960
11:40 Pronti per rimetterci in marcia. Partiamo, e sbagliamo miseramente il sentiero. Ci inerpichiamo sopra la capanna, i conti non tornano. Entrambi ci ricordiamo che si filava via lisci... Rientriamo alla capanna, facendo finta di niente, per fortuna nessuno pone domande. Incredibilmente riusciamo a trovare il sentiero per l'alpe Pesciora, e lo imbocchiamo.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 6962
Ahah, primo fungo della stagione.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 6963
Il sentiero è agevole, ma sappiamo che più avanti ci sarà un punto impegnativo da passare. Le montagne intanto iniziano a prendere delle venature rosa, che terranno fino quasi al Gottardo.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 6968
12:30 Da un poggio abbiamo lo sguardo su praticamente tutto il tratto di strada che ci manca ancora. Vista splendida, non ostante il cielo stia iniziando a fare il ballerino, con velature estese che coprono il sole.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 6975
Ed è apparso anche il pizzo Lucendo.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 6980
12:45 Dopo una bella salita, scolliniamo, e dinnanzi a noi si presenta il punto impegnativo. Si tratta di una frana, che ha creato una ganna. Il sentiero è stato ripristinato in modo egregio (grazie signori dell'Associazione Ticinese Sentieri Escursionistici!), però non è da percorrere di corsa.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 6986
2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 6988
13:00 Ganna passata, e siamo nuovamente scesi di un bel pezzo.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 7002
Il sentiero ridiventa normale, e ci porta ad attraversare diverse piccole cascate.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 6998
13:05 Avevamo deciso di fermarci per il pranzo all'alpe Pesciora, crca a metà percorso. Poche centinaia di metri prima di arrivarvi, ad una curva, sorpresa geniale: tavolo e sedie in sasso con vista splendida. Come si fa a resistere ad un invito del genere?

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 7005
Detto fatto, il desco è imbandito. Mentre mangiamo arriva un gruppo di persone dall'alpe Pesciora, che ci guarda con invidia. Offro loro di fare spazio, mi informano che hanno già sostato poco prima. Penso che l'invidia sia causata dal fatto che se avessero saputo di questo angolino, sarebbero arrivati fin qui anche loro. E in effetti la vista è inclusa nel prezzo.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 7015
13:35 Siamo orologi svizzeri, 30 minuti di pausa esatta. In un attimo arriviamo all'alpe Pesciora, con bella vista sul fondo valle.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 7019
E se i miei occhi valgono ancora qualcosa, quello dovrebbe essere l'Adula.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 7018
Adesso il sentiero ha cambiato regime: siamo passati da un comodo T2, ad una forestale T1 con larghezza da autostrada pedonale. Prendiamo entrambi un bel ritmo, il percorso in questa zona è praticamente pianeggiante. Il rosa qua e là continua ad apparire.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 7023
Questa parte del percorso è tutta sotto la stecca del sole, tiro fuori il cappellino per evitare il mal di testa. E' una strada da lavoratori, senza fronzoli, che ricompensa però con la vista che offre.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 7025
13:55 Cassina di Sterli. Abbiamo tenuto veramente un bel ritmo. Sosta alla fontana del sindaco (così è scirtto sulla targhetta) per riempire le bottiglie. E sguardo indietro per vedere da dove siamo arrivati.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 7035
14:10 Questo tratto è caldo, e ci sono ancora diverse farfalle che svolazzano. Poche sono disponibili per una foto, hanno tutte fretta, la vita è breve, non si può perdere tempo con sciocchezze del genere. Per fortuna qualcuna di loro mi viene incontro...

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 7041
La strada davanti a noi sembra ancora lunghetta. Sono preoccupato per i tempi. Se perdiamo il postale delle 16:24 dobbiamo attendere quello delle 17:40, che porta a Göschenen, poi dobbiamo prendere il treno per Airolo, e vi arriveremmo solo alle 19:00, invece delle 16:45.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 7042
E mi sento anche un po' in colpa... Questi erano sentieri e strade percorsi per lavoro, spesso a piedi nudi, il capo chino sotto il peso di gerle, fascine e forme di formaggio da portare a valle per la stagionatura, oppure guidando mucche da un alpe all'altro. Erano percorsi lungo i quali si pensava alla fame, sempre dietro l'angolo, alle fatiche di ogni giorno. E io sono qui oggi, con equipaggiamento di gran lusso in confronto a loro. che li percorro per il semplice piacere di godere di questo percorso...

14:25 Alpe di Cavanna, stiamo meglio di quanto pensassi. Rita taglia la salita alla sua maniera, lungo una scorciatoia, io percorro tutto lo sterrato, e questa volta vengo ricompensato io. Due asini e il loro (presumibile) puledrino. Sono animali tra i miei favoriti, per la loro intelligenza, sensibilità e furbizia. Li guardo, li fotografo, ma non sembrano troppo interessati.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 7052
Vabbé, anche la micia a cui appartengo non ha sempre voglia di coccole. Proseguo un cento metri, Rita si è fermata ad attendermi. Mi siedo con lei per una mezza banana, e, piacere piacere piacere, la femmina si è messa in cammino e viene verso di noi. Il maschio decide che non può essere da meno. Si piazzano vicino a noi, e il dispenser di coccole parte immediatamente. Adorabili asini: siamo sempre andati d'accordo!!!

14:50 "Quantaaa sabbia nei miei sandali...". Ci voltiamo, tanta. Siamo orami di fronte ad Ossasco, e dall'altra parte vediamo la valle che porta al passo del Cristallina e all'omonima capanna. In carnet per questo inverno c'è la salita con le ciaspole al sabato, pernottamento, e rientro alla domenica.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 7074
15:15 Tra sali (faticosI) e scendi (pochi) arriviamo ad un ulteriore alpe, senza cartelli, ma con un bel laghetto.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 7088
15:35 La forestale ha fatto un'ampia curva lungo il versante della montagna, iniziando a guidarci verso il passo del San Gottardo. Sotto di noi la Leventina si apre fino a Rodi-Fiesso, appena prima delle gole del Piottino. E guardando in alto, caro amico, appare il pizzo Colombe / Campanitt.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 7106
Segna il confine tra la regione del Piora e l'alta valle di Blenio, poco prima del passo del Lucomagno. Mio faro di tante escursioni, è la prima volta che ti vedo da così distante. E, come dicevo, la Leventina...

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 7108
Ormai siamo in dirittura d'arrivo. La cosa è confermata da raffiche di vento freddo, intenso, e fastidioso che scende dal passo. Infiliamo i K-Way per ripararci.

15:45 Siamo alla fermata del bus, dobbiamo attendere 40 minuti. Peccato, fossimo arrivati prima in un'oretta si sarebbe potuto salire fino al passo. Fa niente, l'importante è sopravvivere al vento. Ultima foto ricordo prima di mettere via la macchina fotografica.

2010.09.12-Strada-alta-Bedretto 7114
Arrivati ad Airolo andiamo alla stessa pasticceria di domenica scorsa, prima di rientrare a casa.

Ecco il profilo altimetrico dell'escursione.

Profilo
Ho calcolato un 50 metri di dislivello in più dato che siamo arrivati alti sopra il laghetto delle Pigne, spero mi vorrai perdonare...

Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell'escursione (non che ci sia qualcosa di speciale).

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Published by UpTheHill - in Bedretto - trekking
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25 agosto 2009 2 25 /08 /agosto /2009 20:39



Percorso effettuato: alpe Cruina (Q2035) - passo della Novena / Nufenenpass (Q2446) - Griessee (Q2386) - passo del Corno (Q2520) - capanna Corno Gries (Q2338) - alpe Cruina.

Difficoltà: sentiero T2 per la maggior parte, strada forestale T1 dal parcheggio alla diga del Griessee.

Dislivello: 750 metri.

Lunghezza del percorso: 11 chilometri.

Sforzo equivalente: 19 chilometri.

Durata (incluse le pause): 6.5 ore.

Riferimenti: serie "Laghetti alpini della Svizzera Italiana", lago di Corno (opuscolo 18).

Capanne: capanna CAS Corno Gries.

Comincio ad essere dipendente dagli spartiacque: anche questo fine settimana ne abbiamo scavalcato uno (e quasi due). Si tratta dello spartiacque che corre sul passo della Novena (in tedesco Nufenenpass). Dalla parte della valle Bedretto dà origine al fiume Ticino, mentre dalla parte vallesana inizia il Rodano, che corre fino al lago di Ginevra, ne esce, si spinge a Lione, dove abbraccia la Sarinne, e continua poi il suo corso fino a Marsiglia, per gettarsi nel Mediterraneo.

Il secondo spartiacque che ho quasi passato è quello tra il Vallese e la val Formazza. Sul versante italiano nasce il Toce, che scende a Domodossola per gettarsi nel lago Verbano, e congiungersi così al fiume Ticino.

Il percorso effettuato è un anello attorno alla scaglia di Corno e al pizzo Nufenen, descritto anche nella serie "Laghetti alpini della Svizzera Italiana": la differenza è che nella serie lo propongono in senso orario, mentre noi l'abbiamo effettuato in senso antiorario, più che altro per non arrivare troppo presto alla capanna Corno Gries, e poterci fermare così per pranzo.

Si tratta di un giro tranquillo, e sul versante vallesano offre una vista splendida sulle alpi, il laghetto Griessee (artificiale) e il ghiacciaio Gries. Sul versante ticinese, invece, il panorama non è eccezionale, pur avendo il suo fascino.

09:15 Siamo all'alpe Cruina, quasi in cima alla valle Bedretto. Meteo bella, farà caldo, e siamo strafelici di essere in quota per cercare un po' di refrigerio, dopo la gran calura e afa della settimana. Sacchi relativamente leggeri (soprattutto in confronto a settimana scorsa), non saremo mai troppo distanti da un punto di rifugio.


In questo punto la valle si divide in due salendo: a destra il ramo che porta al passo della Novena, a sinistra la valle Corno, che conduce all'omonimo passo. Nella foto vedi il ramo di destra.


L'unico dispiacere è dato dalla vicinanza della strada carrozzabile, che corre in alto: molto frequentata dai motociclisti, che si divertono a "smanettare", causando rumore quasi continuo di giri che aumentano, frenata, scalata del motore per fare il tornante, poi ripresa... Ci consoliamo ascoltando il baillame di una mandria di giovani manzette.


Il sentiero parte dolce fino in fondo all'alpe, poi cambia repentinamente pendenza. Niente di trascendentale, ma come al solito Rita mi bagna il naso.

09:55 Siamo risaliti già un bel pezzo, quando davanti a noi vedo una lingua di neve, con un segno che dice "fai molta attenzione": il corso d'acqua ha scavato sotto la lingua, e vi è il rischio di cadere in acqua. In queste condizioni la cosa non è troppo preoccupante, ma purtroppo conoscevo un signore che è deceduto, proprio in val Bedretto, in questo modo. Per fotografare qualcosa si è avventurato sulla lingua di neve, è precipitato nel fiume, e purtroppo lo hanno recuperato già cadavere. Buco = pericolo.


Qui il Ticino è praticamente un rigagnolo: si fatica ad immaginare che tra circa un centinaio di chilometri sarà già navigabile.


E lassù, a destra, le due cascatelle che scendono dai laghetti posti circa a Q2500 da cui ha origine tutto... La carta non mi riporta un sentiero per arrivarvi: c'è solo una riga nera tratteggiata, che normalmente indica un sentiero alpino di difficoltà superiore. Su li, c'è la sorgente del Ticino.


Intanto però arriviamo ad una lingua di neve da attraversare. Insomma, 23 agosto, siamo solo a Q2300, e c'è ancora neve... Speriamo che i ghiacciai ne abbiano beneficiato.


Da entrambe le parti siamo circondati da cime quasi verticali. In basso invece vediamo l'alpe Cruina, e al centro della foto l'accesso alla valletta che da Ossasco porta alla capanna Cristallina e al passo omonimo, poi da li al lago Naret oppure al lago di Robiei, in Vallemaggia. In linea d'aria, sono circa una quindicina di chilometri, penso che in cinque orette ci si arrivi. Con l'auto invece, devi percorrere circa 160 chilometri, e devi calcolare circa quattro ore.


11:50 Lemme lemme sono arrivato al passo della Novena, quello pedonale, non quello stradale.


Come al solito in salita ho impiegato un pezzo in più di quanto indicato dal cartello alla partenza, ma santa pazienza, ormai lo so. Rita ed io discutiamo se fare una pausa caffé al ristorante del passo, posto circa 70 metri più in alto alla nostra destra, e decidiamo di lasciar stare, tanto sarà pieno di motard e bus. Il segnale posto per terra ci facilita il compito di scegliere la direzione per continuare.


Siamo al confine, muoviamo un passo, e siamo in Vallese. Davanti a noi cambio repentino di paesaggio, con la catena montuosa che divide il Vallese dal canton Oberwald e Berna.


Ed ecco accanto a noi, con i suoi vagiti, uno dei rami che forma il Rodano.


11:15 Discesa agevole, siamo arrivati al piccolo posteggio posto lungo la strada della Novena da cui parte la forestale che conduce al lago Gries (Griessee). C'è anche una fermata del postale: questo significa che se si è stanchi dopo la visita al lago (che non dista molto né in termini di percorso né di dislivello) è possibile salire al passo con il mezzo pubblico, e scendere all'alpe Cruina senza dover percorrere la seconda parte della gita.


Percorriamo la strada che conduce al nostro laghetto, e dietro di noi vista splendida sulla valle della Nufenen, e sulla catena di confine con il canton Oberwald (Obvaldo in italiano).


11:35 Percorso senza storia né gloria. Eccoci davanti alla diga del laghetto artificiale.


Mentre nella salita alla Novena e nella discesa fino al parcheggio non abbiamo incontrato nessuno, questa strada è piuttosto frequentata da pedoni. La maggior parte di loro è arrivata con l'auto al parcheggio, e si vede che ha intenzione di farsi la gitarella domenicale fino al laghetto. Va bene anche così, ho iniziato in questo modo anch'io :-)

11:50 Dopo quattro chiacchere con un gruppo di italiani, foto ricordo a loro, foto ricordo a noi, attraversiamo la diga per cercare un luogo riparato dove mangiare, dato che il vento soffia piuttosto deciso. Troviamo effettivamente un angolino, e ci mangiamo il nostro panino.


12:20 Nuovamente in marcia. Riattraversiamo la diga, e prendiamo il sentiero che sale verso il passo del Corno. Salendo lo spettacolo è delizioso. Vediamo assieme il Griesse e il ghiacciaio del(la) Gries. Se confronti questa foto con quella della serie "Laghetti alpini della Svizzera Italiana", opuscolo 18, vedrai di quanto si è ritirato il ghiacciaio in una quindicina d'anni.


12:45 Arriviamo su di un piccolo pianoro con capanna di tipo militare.


La vista è più ampia, e a sinistra del lago vediamo la bocchetta che dà sulla val Formazza: li corre il confine di stato tra Svizzera e Italia.


Ultimo sguardo ai due giganti di cui non conosco il nome (sono veramente un ignorante).


13:00 Terminata la salita, siamo nuovamente al confine tra Vallese e Ticino. Qui la cosa è più chiara...


Siamo sul passo del Corno, e sotto di noi vediamo il lago Corno


Da qui il sentiero torna nuovamente piano, e ci conduce ad attraversare lo spartiacque. Dopo alcune centinaia di metri inizia la discesa lungo la val Corno, in direzione della capanna.


E si vede ben la scaglia di Corno.


13:45 Discesa senza problemi, arriviamo alla capanna Corno Gries. Mamma mia, è strapiena. Probabilmente, dato che è facilmente raggiungibile dall'alpe Cruina in un'oretta e mezzo senza troppi problemi, sembra essere meta di diverse persone che arrivano alla mattina, e stanno qui a godersi il sole tutto il giorno. Rita ed io ci prendiamo una minestra, troviamo un angolino libero, e scaldiamo lo stomaco.


14:15 Niente caffé, decidiamo di scendere per un po', e fermarci in un posto tranquillo per mangiare la frutta. Troviamo un angolino carino a poche centinaia di metri. Mentre Rita si gode i raggi del sole, io me ne vado in esplorazione con la macchina fotografica a cacciare d'obiettivo la fauna e la flora locale.


15:00 E' ora di rientrare. Ultima parte del sentiero senza niente di rilevante, a parte un piccolo alpe con una costruzione in sasso a secco veramente ben fatta.


15:30 Ci siamo ricongiunti con il fiume Ticino all'alpe Cruina. Poverino, così giovane e già l'hanno imbrigliato.


Rientrando ci fermiamo ad Airolo per il caffé ed il gelato, godendoci gli ultimi minuti di quasi frescura. L'aria condizionata in auto ha esalato l'ultimo respiro, e rientriamo ai 31° di Bellinzona senza neanche la consolazione di un getto d'aria fresca.

Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell'escursione.



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Geolocalizzazione: Svizzera, Ticino, Sopraceneri, Sottoceneri, Leventina, Bedretto, Blenio, Riviera, Mesolcina, Calanca, Maggia, Verzasca, Onsernone, Muggio, Bellinzonese, Locarnese, Luganese, Mendrisiotto 

 

Interessi: trekking, escursioni, passeggiate, foto, natura, rifugi, capanne, flora, fauna, laghi

 

Percorsi: forestale, sentiero, transumanza, valico, passo, bocchetta, ganna