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24 gennaio 2011 1 24 /01 /gennaio /2011 16:09



Percorso effettuato: Campo Blenio (Q1216) - Ronco di Gualdo (Q1573) - capanna Bovarina (Q1870) - alpe Pradasca (Q1420) - Ronco di Gualdo - Campo Blenio.

Difficoltà: WT2 / T2.

Dislivello: 940 metri.

Lunghezza del percorso: 13 chilometri.

Sforzo equivalente: 22.5 chilometri.

Durata (incluse le pause): 6 ore.

Riferimenti capanna Bovarina UTOE.

Mi sa che quest'anno la stagione ciaspolante sarà corta... Da Bellinzona la neve la si vede quasi solo con il binocolo, mentre l'anno scorso di questo periodo ce n'era una caterva. Telefonicamente Pier ed io discutiamo la situazione, si decide per la Bovarina, che essendo abbastanza in quota, dovrebbe permettere di salire con le racchette. Inoltre la capanna offre un locale invernale aperto, con stufa economica e una a gas a pagamento, per cui per il pranzo saremo al riparo.

09:50 Dopo la solita fermata caffé al ristorante Posta ad Olivone, dove la signora ci ha riconosciuti immediatamente, e salutati con un bel "Heilà giovanotti...", Arriviamo a Campo Blenio, e sistemiamo l'auto nello spiazzo delle piste da sci. La giornata, non ostante i -4°C, si preannuncia di quelle da incorniciare. Sguardo verso la nostra meta...

2011.01.23-Capanna-Bovarina 8538
...e verso l'alpe Camadra.

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Risaliamo fino all'attacco delle piste di sci, dove sono stati marcati dei percorsi per le ciaspole, ognuno debitamente numerato. Non so quale sia il nostro numero di percorso, ma non mi preoccupo, alla Bovarina ormai ci posso arrivare ad occhi chiusi.

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La neve è bella compatta, con crosta ghiacciata portante. Calzo le ciaspole per superare la pendenza che aggira le piste di sci, e conduce direttamente alla forestale per Ronco di Gualdo appena sopra il paese. Appena raggiunta la forestale, tolgo le racchette, tanto si cammina più in fretta senza. Appena superata la prima curva, come settimana scorsa, biscione umano di ciaspolatori davanti a noi.

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Inizia ad essere difficile trovare un percorso da meditazione...

10:30 Salendo siamo usciti dal cono d'ombra del Rossetto, e sotto di noi si può ammirare Campo Blenio che inizia a vedere l'alba.

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Saliamo senza problemi, la pendenza è adatta ai veicoli. Adagio adagio raggiungiamo il serpentone davanti a noi, senza mai superarlo.

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10:45 Passata Orsaira, inizio ad intravvedere la prima meta di oggi: una baita, dietro la quale, a poche centinaia di metri, si trova la capanna.

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11:00 Eccoi al ponte d'Orsaira. Subito dopo il sentiero inizia a salire nel bosco, tagliando diritto verso Ronco di Gualdo.

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I miei compagni se la sono fatta tutta con le ciaspole, io senza. Ciò non ostante (o forse proprio per questo) sono riuscito a mantenere il loro passo anche in salita.

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Sul ponte mi fermo a rimirare gli splendidi giochi d'acqua e ghiaccio. Mi sovvengo delle parole di Eru, ne "Il Silmarillion", quando spiega ai Valar che Morgoth, per quanto possa cercare di addugiare il creato, in realtà ne esalta ancor di più la bellezza.

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L'acqua mi affascina sempre, in tutte le sue forme. E l'acqua modella la roccia, e da essa ne viene modellata.

Subito dopo il ponte informo la combricola che salirò lungo la forestale. Penso che dato che la pendenza è minore, dovrei arrivare assieme a loro. Salendo nel bosco invece, temo di restare indietro come al solito.

11:25 In effetti siamo arrivati quasi assieme. E' consuetudine fare una breve sosta qui, a Ronco di Gualdo, e fotografare la parete della baita con appesa una imitazione di un corno delle alpi. Propongo la foto alla mia relfex, la quale disgustata mi sputa in un occhio. Così mi accontento delle montagne che contornano il Luzzone.

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11:45 Ripartiti, arriviamo in un attimo al ponticello che riscavalca il fiume Orsaira. Mi avvicino, e il mio stomaco subisce una strizza da vertigini. Il passaggio sulla neve è stretto, il parapetto lo posso dimenticare dato che è al livello dei miei piedi. Mi faccio coraggio, e passo come un funambolo, con le braccia aperte.

Subito dopo inizia la salita nuda e cruda per la Bovarina. Decido di tentare, e lasciare le ciaspole nella loro custodia (pesano sulle spalle, devo dire). La neve porta bene. Mi ricordo di due o tre passaggi impegnativi, deciderò al momento cosa fare.

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Intanto il serpentone lo abbiamo perso completamente: a Ronco di Gualdo hanno preso a sinistra, e sono saliti verso l'alpe Pradasca. Adesso siamo soli, e mi gusto il silenzio tutt'attorno, tanto più che ciaspole o non ciaspole, Pier, Danila e Rita stanno salendo con la loro solità velocità autostradale, mentre io arranco miseramente.

12:20 I punti impegnativi sono riuscito a superarli senza tirar fuori le racchette. Il piede non sprofonda, e passetto dopo passetto mi innalzo. Ad un certo punto (ormai manca poco), un raggio di luce illumina il percorso: qualcuno mi sta attendendo.

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12:30 Ecco il marcatore d'arrivo: la famosa baita, così distante alle 10:00, e così prossima ora.

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Sotto di me, l'alpe Pradasca, e mi sembra che il serpentone sia arrivato a destinazione.

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12:40 Ultimi metri di salita, curva a sinistra, leggera discesa, leggera salita, ed ecco apparire la Bovarina, in spolverio invernale.

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L'ultima volta che vi ero passato era il 31.07.2010, tornando dal "Sentiero degli Stambecchi"... Piazziamo le ciaspole ad asciugare, togliamo gli scarponi al pianterreno, dove ci sono ciabatte per tutti, e saliamo al referttorio al primo piano. I tavoli quasi tutti occupati, il locale caldo (qualcuno ha anche pernottato). Pausa pranzo, con panino, due mandarini, thé caldo.

13:30 Usciamo, e complici una brezza in discesa dall'alpe Bovarina e l'avvio della digestione, veniamo colti da un attacco di freddo. Su tutto per coprirsi, sembriamo dei pinguini. Poi ci incamminiamo lungo la canalina di salita, che quest'anno ha poca neve, e la maggior parte del pendio ha già scaricato.

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Un saluto alla Bovarina...

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...e via senza ciaspole. Qui la neve è meno portante, probabilmente a causa dell'esposizione al sole. Tuttavia tengo duro, e tengo il peso in spalla.

13:45 Arrivati al bivio, invece di continuare dritti verso l'alpe Bovarina, scolliniamo a sinistra, per accorciare la strada. In alto la zona del passo di Gana Negra, splendido in estate e in inverno.

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La neve è diventata decisamente soffice. Che faccio? Boh, provo il mio passo Shaolin, quello che non dovrebbe lasciare segno del passaggio. E' una roba mentale, penso, ma intanto funziona, e riesco a non sprofondare. Subito dopo la cresta, il sentiero scende ripido verso un gruppo di tre casette. Ho un bel numero di scarpe, magari funzionano come alternativa alle ciaspole?

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Funzionano!! Riesco a fare telemarking... Non tutti i mali vengono per nuocere. Subito dopo le casette riprendiamo il sentiero, tiene bene tanto è stato battuto. Il vento ci sferza ancora, facendo abbassare la temperatura percepita di un buon 10 gradi.

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Passaggio e paesaggio di quelli che ti restano nel cuore...

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Iniziamo la discesa, faccio il gradasso e mi porto in testa. Lavorando di tacco riesco a scendere ad una velocità impressionante, senza perdere l'equilibrio. Decisamente i miei scarponi sono meglio delle racchette da neve. Forse da Ghirone mi stanno osservando...

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14:25 Alpe Pradasca. I ciaspolatori del mattino non ci sono più, probabilmente sono già rientrati. Oltre i tetti delle stalle, il Sosto ci osserva.

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14:45 Il sentiero nel bosco orami è agevole, largo e comodo. A questo punto inizio a rimpiangere di essermi caricato le ciaspole: potevo tranquillamente farne a meno. Un tre chiletti in meno sulle spalle non mi avrebbero fatto piangere. L'ultimo pezzo di discesa verso Ronco di Gualdo è nuovamente un po' più impegnativo, ma orami ho imparato come si fa, e scendo facendo ballare il sedere come una ballerina di can-can.

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Rita ad ogni modo ci ha surclassati tutti, e sta aspettano, schiena al vento per ripararsi.

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Bel gioco d'acqua e ghiaccio della fontana.

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15:20 Siamo ben avviati verso Campo Blenio, il sole si avvicina all'orizzonte, e la luce si fa più soffusa, quella che preferisco per le foto.

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Il Sosto dritto davanti a noi.

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15:50 Nuovamente a Campo Blenio, il sole ormai tramontato (anche se abbiamo guadagnato un'oretta di luce dal solstizio d'inverno).

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Finalmente posso scaricare le ciaspole dalle spalle, mi sembra di essermi alzato di dieci centimetri. Mamma se pesano... Poi discesa ad Olivone, merenda, e ritonro a casa a orari potabili, le gote arrossate dal vento freddo e dal sole.

Questo è il profilo altimetrico da Campo Blenio a Ronco di Gualdo (e ritorno)....

Profilo1
E questo il profilo dell'anello Ronco - Bovarina - alpe Pradasca - Ronco.

Profilo2
Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell'escursione (non che ci sia qualcosa di speciale).

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Published by UpTheHill - in Blenio - ciaspole
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22 marzo 2010 1 22 /03 /marzo /2010 20:35



Percorso effettuato: Campo Blenio (Q1216) - Ponte Orsàira (Q1465) - Ronco di Gualdo (Q1573) - capanna Bovarina (Q1870) - alpe Bovarina (Q2008) - alpe Pradasco (Q1742) - Ronco di Gualdo - Campo Blenio.

Difficoltà: sentiero WT2. 

Dislivello: 860 metri.

Lunghezza del percorso: 13 chilometri.

Sforzo equivalente: 22 chilometri.

Durata (incluse le pause): 9 ore.

Riferimenti capanna Bovarina, UTOE

In Ticino, il giorno di San Giuseppe è festivo, quest'anno di venerdi. A questo aggiungi che la meteo era annunciata buona, mentre sarebbe peggiorata di molto durante il fine settimana. Poi aggiungi il fatto che è da un anno che vorrei salire alla capanna Bovarina, ma che l'anno scorso il pericolo valanghe era sempre troppo alto, mentre per venerdi era annunciato due su cinque, e puoi ben capire quale sia stata la meta di questa escursione.

Mando gli inviti per l'escursione, e Laura ed Enrico (con la sua cagnolina Billie) si annunciano dei nostri. Bisogna anche aprofittare del fatto che ormai siamo agli sgoccioli con le escursioni con le ciaspole, dato che la temperatura sta salendo rapidamente, e ne è caduta meno che l'anno scorso.

09:45 Siamo pronti alla partenza. Ce la siamo presi comoda, tanto ho calcolato tre ore per arrivare alla capanna, e due orette per la discesa. E c'è luce quasi fino alle 19:00. La meteo è veramente splendida, il sole non è ancora sorto, nascondendosi dietro il Sosto che domina Campo Blenio. Foto di gruppo alla partenza.

2010.03.19-Bovarina-con-le-ciaspole 1775
Saliamo decisi seguendo i bordi della pista di sci, ci sono anche i cartelli del tracciato dei sentieri per le ciaspole. Cielo terso e nitido, temperatura già gradevole per il periodo, tutto preannuncia una giornata con i fiocchi. Dall'altra parte della valle, le montagne che portano fino all'Adula.

2010.03.19-Bovarina-con-le-ciaspole 1787
Saliamo deecisi, per portarci fuori dalla pista e imboccare la forestale, coperta di neve, che passa da Orsera e porta fino a Ronco di Gualdo. La pendenza iniziale è decisa, e in breve dobbiamo allegerirci di diversi strati per non finire vaporizzati.

10:30 Ci siamo già innalzati bene, e sotto di noi possiamo godere della vista di Campo Blenio. Davanti a noi uno dei vari insediamenti presenti nella valleta che porta verso l'alpe Bovarina.

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Ma soprattutto, bianco e azzurro, entrabi immacolati.

2010.03.19-Bovarina-con-le-ciaspole 1821
La pista è segnata, ma meno profonda di quanto immaginassi, segno che non è così frequentata. Uno dei timori era che avremmo incontrato frotte di escursionisti come domenica scorsa al monte Bar. Per intanto, nessuno. Enrico, secondo il quale siamo partiti un po' tardi, scherza affermando che sono già tutti alla capanna ad attenderci. Meglio così, penso, almeno avranno scaldato l'ambiente.

11:00 Tranquilli tranquilli continuiamo il nostro percorso, per arrivare ad Orsera, bell'insediamento piazzato su di una terrazza naturale che domina la valletta. Tante casette e rustici ben tenute, e abbondante uso di legno.

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Fin qui siamo saliti senza ciaspole: la neve portava bene, e non si sprofondava. Ma qui la situazione cambia. Breve sosta per spachettare le racchette da neve e calzarle, poi via di nuovo, sempre seguendo il tracciato della forestale. Zona pianeggiante, di ampio respiro, si procede bene.

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E un sorbo, unica macchia rossa tra il bianco e l'azzurro.

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11:15 Arriviamo al ponte. Il fiume sembra essere stato addolcito con strati di panna montata da parte di un pasticciere che non ha lesinato con le quantità.

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Appena pasato il ponte tagliamo per il bosco, accorciando così la strada, ed aumentando la pendenza. Ahia. Enrico e Rita partono alla stambeccoide veloce, Laura ed io restiamo indietro. Li fotografo un'ultima volta, caso mai...

2010.03.19-Bovarina-con-le-ciaspole 1865
11:40 Il gruppo si è ricompattato a Ronco di Gualdo, e decidiamo di fare una pausa cornetto - cioccolata - thé. Silenzio ovunque, non abbiamo ancora incontrato anima viva. L'insediamento è delizioso, praticamente tutte le case sono in legno, e uniscono l'antico del corno delle alpi al moderno dell'antenna parabolica satellitare.

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11:55 Pausa terminata, ripartiamo prendendo la salita verso destra.

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Passiamo a monte del ponte in legno, talmente carico di neve da farci temere che possa crollare se gli aggiungiamo il nostro peso, e guadiamo nel punto più stretto.

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Da qui si inizia la salita dura e pura, 300 metri che portano alla capanna. Il percorso di salita è ben tracciato, non ci sono dubbi o problemi su quale strada seguire. Ma la pendenza... In alcuni punti neanche le ciaspole riescono quasi a tenere, e si tende a slittare all'indietro. Intanto, là dietro, appare l'Adula, con i suoi passa 3400 metri, e il Sosto in primo piano.

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12:50 Gà semm quasi. In alto il bosco si apre, vediamo il rustico posto poco sotto la capanna, e Rita che ci fa segno: siamo sulla strada giusta.

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Ultimo sforzo, e arriviamo anche noi due sul pianoro dove siamo attesi.

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Giriamo l'angolo, e davanti a noi appare la capanna. Mmmmh, neanche un filo di fumo. Dov'è andata tutta le gente di cui parlava Enrico?

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13:10 Siamo alla capanna. Depongo il sacco, mi guardo indietro, e rimango meravigliato dallo spettacolo delle cime. Parto lungo il breve canale che porta verso l'alpe Bovarina, cambio obiettivo, e metto il grandangolo.

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Nel frattempo Enrico e le ragazze hanno preso possesso della capanna, vuota. Inseriamo la corrente, Rita accende la stufa economica, e ci prepariamo per la pappa. Pausa lunga, due ore... Si discute quale via prendere per la discesa. Ci sono due varianti: la prima scendere per la stessa strada dalla quale siamo venuti, la seconda prevede di salire ancora fino all'alpe Bovarina, e da li prendere la forestale che porta appena sotto l'alpe Pradasca, per congiungersi nuovamente a Ronco di Gualdo. Mentre discutiamo arrivano due conoscenti di Enrico, che ci informano di essere saliti per questa seconda via, molto bella e panoramica. Olé, alea jacta est: si decide per la salita verso l'alpe Bovarina. Chiudiamo la capanna, disinseriamo la corrente, e ci prepariamo.

15:10 Già, salita. Ma bisogna passare il canale. Quando siamo arrivati in capanna presentava cosi:

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Adesso, invece, si presenta così:

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E' il momento più caldo della giornata, e sembrerebbe esserci un terzo punto in cui potrebbe staccarsi una slavina. Non sono grosse, ma abbastanza da farti cadere, e magari farti male. Partiamo decisi, 50 metri tra l'uno e l'altro, e saliamo veloci: sono circa 300 metri lineari da percorrere il più velocemente possibile, in salita, con l'aggiramento delle due slavine in fuori pista.

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Passiamo le slavine, e tra le due, in alto, si vede una bella fessura orizzontale di almeno 30 metri di lunghezza che promette poco di buono.

15:25 Tutti in salvo. Percorriamo ancora un centinaio di metri, e dietro di noi sentiamo il rombo della terza slavina... Scampato pericolo. Poi lo sguardo punta verso il basso, e rimango incantato dalla gentilezza della neve, che ha formato un letto tutt'attorno ad un germoglio, ma senza coprirlo.

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Alzando lo sguardo, invece, vedo il pianoro dell'alpe Bovarina, e la valle che porta verso la chiosa di montagne con il passo della Gana Negra che porta al passo del Lucomagno. Paesaggio bellissimo, è amore a prima vista.

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Rita ed io ci guardiamo negli occhi, e ognuno vi legge la stessa cosa, senza bisogno di proferire parola: "Di qui ci passiamo". Dietro di noi la diga del Luzzone, che dà accesso al piano della Greina, altra zona paradisiaca. Mi sto innamorando sempre più della valle di Blenio.

16:00 Percorriamo buona parte del pianoro dell'alpe, sempre in leggera salita, fino ad arrivare allo stallaggio dell'alpe. Enrico ci attende pazientemente con Billie...

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...mentre Rita e Laura se la prendono comoda.

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Breve sosta thé, poi iniziamo (purtroppo) la discesa.

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La luce inizia dolcemente a scemare, e qualche nuvola foriera del brutto tempo di sabato e domenica ha deciso di portarsi avanti con il lavoro, ed è arrivata fin qui.

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Questo versante è decisamente meno frequentato, e la traccia non è sempre evidente. Ma non è un problema, la neve tiene bene in quasi tutti i punti, e non vediamo segni passati o imminenti di slavine. Scendiamo con la vista quasi continua sulla diga del Luzzone.

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16:40 Abbiamo passato la capanna e la valletta (sull'altra sponda) e ci stiamo avvicinando all'alpe Pradasca. Qui si inizia il fuori pista, dato che di traccia non se ne vede. Ed è tutta una goduria, essere il primo a lasciare il segno.

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17:00 Siamo sotto l'alpe Pradasca, ed il sentiero si è congiunto con la forestale che scende a Ronco di Gualdo. La luce diminuisce ulteriormente, complici le cime sovrastanti, ma per intanto nessun problema. La discesa si fa meno intensa, a parte alcuni piccoli passaggi che richiedono un attimo di attenzione.

17:15 Sotto di noi compare Ronco di Gualdo.

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E un ultimo sguardo al pizzo Rossetto (dove eravamo stati il 28.09.2008) prima che scompaia nascosto dal versante.

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Da qui riprendiamo la stessa strada del mattino: discesa nel bosco fino a ponte...

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...poi lungo la forestale fino a Campo Blenio.

18:40 Eccoci giunti, ormai quasi al buio.

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Enrico è profondamente dispiaciuto di essere già arrivato: è una vita che si porta le frontali con se, avrebbe voluto fare una parte della discesa utilizzandole, ma siamo stati troppo veloci.

Impacchettiamo tutto quando, poi via per un meritato caffé, e i congedi. Enrico, che era stato nominato capogita, non ostante le sue ritrosie, viene ringraziato per la disponibilità, la gentilezza, e la calma con la quale ci ha accompagnati (ha un passo con il quale avrebbe potuto lasciarci nella polvere [di neve] tutti quanti), senza mai sbuffare per la nostra lentezza ed imbranatura...

Non riesco ad immaginare un regalo più bello per la festa del papà: una giornata splendida, di silenzio, sole, neve, roccia e cielo, e la bella compagnia di Rita, Laura ed Enrico.

Ecco il profilo altimetrico da Campo Blenio a Ronco di Gualdo (andata e ritorno).

Profilo1Mentre questo è il profilo altimetrico dell'anello da Ronco di Gualdo alla capanna Bovarina, alpe Bovarina, alpe Pradasca, Ronco di Gualdo.

Profilo2
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18 gennaio 2010 1 18 /01 /gennaio /2010 15:46



Percorso effettuato: Camperio, scuola vedica (Q1252) - Camperio. Piera (Q1310) - Marzanei (Q1674) - Dötra (Q1749) - Croce Portera (Q1917) - Dötra - Oncedo (Q1440) - Camperio, Piera - Camperio, scuola vedica.

Difficoltà del sentiero: WT1 fino alla Dötra, WT2 fino a Croce Portera e a scendere dalla Dötra passando per Oncedo.

Dislivello: Circa 650 metri.

Lunghezza del percorso: 14 Km.

Sforzo equivalente: 21 Km.

Durata (incluse le pause): .7.5 ore

Riferimenti: capanna Dötra, grotto Dötra, "Claudio Caccia (grotto Dötra) prepara il risotto", "Da Piera ad Acquacalda" del 11.06.2009 

Osservazioni: l'escursione fino alla Dötra, seguendo la strada forestale, può essere fatta sia senza che con le ciaspole. D'altra parte il percorso è particolarmente indicato per chi vuole impratichirsi con la camminata strana necessaria ad utilizzare le racchette da neve, dato che lo sforzo è limitato. Il tratto fino a Croce Portera è un po' più impegnativo, dato che l'ultimo pezzo non è battuto, ma dà il piacere di aprire la propria traccia. Tutta l'escursione può essere fatta anche dopo forti nevicate, dato che non vi è pericolo di valanghe.

Rita si è appena ripresa dai postumi di un colpo della stega alla schiena (ma i colpi degli stregoni non esistono?), così valutiamo un percorso agevole, che ci permetta di godere della giornata, e verificare se la schiena di Rita tiene il colpo. Non sono un gran fanatico del percorso in Dötra, normalmente troppo frequentato, ma in questo caso ci può stare: salita lungo la forestale con poca pendenza, pranzo al caldo, e possibilità di continuare fino a Croce Portera se tutto va bene.

Invio gli inviti, e Laura, Fiorenzo ed Enrico (con la sua Billie) si annunciano per la giornata ciaspolante. Ci ritroviamo come al solito al parcheggio Coop di Castione, poi via lungo la valle di Blenio, con fermata ad Olivone per un caffé.

09:40 Su consiglio di Enrico, invece di parcheggiare lungo la strada a Piera, abbiamo preso la deviazione a destra qualche centinaio di metri prima, e ci ritroviamo su di un largo spiazzo, comodissimo, e senza rischi per le portiere delle auto. Di fronte a noi uno stabile abbastanza grande, e un cartello indicante la finalità dello stesso.

2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0591

Laura e Fiorenzo hanno appena acquistato le loro ciaspole, così ci vuole un po' di tempo per la prima regolazione. Il vantaggio è che, una volta regolate, in 15 secondi le si infilano, e in 15 secondi le si tolgono...

10:00 Finalmente pronti, e foto di gruppo per la partenza.

2010.01.17-Dotra-Croce-Portera 0600

Billie è impaziente di partire... Deliziosa, coccolona, e con un bel carattere. Proprio un amore.

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Saliamo lungo la vecchia cantonale verso Piera, mentre Laura e Fiorenzo fanno il rodaggio alle loro ciaspole. Arrivati a Piera, ci accorgiamo che oggi ci sono pochissime auto parcheggiate. Sarà per la meteo, annunciata non proprio brillante, o per il fatto che il ristorante della capanna Dötra oggi è chiuso, ma c'è poca gente. E soprattutto, non passerà neanche una motoslitta durante tutta la salita! Per poco tempo vediamo il Sosto, perno montano della zona di Campo Blenio.

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10:10 Eccoci all'imbocco della forestale. Quest'anno l'innevamento è ottimo (due anni fa la neve era solo a chiazze), ed il fondo è talmente compatto che si potrebbe salire anche senza calzare le racchette.

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Come al solito la velocità del gruppo è molto disomogenea. Rita, Enrico e Fiorenzo partono a spron battuto, Laura ed io rimaniamo subito indietro.

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10:35 Si sale ciacolando, senza stress e senza fretta. Ho riservato al grotto Dötra (in montagna, se ti fermi a mangiare in capanna o grotto, ti consiglio di chiamare sempre prima, altrimenti potresti trovare tutto occupato, e nessun tavolo libero per te) per tutti e cinque, e stamane ho confermato la nostra presenza. In basso, sprazzi di Olivone.

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Usciamo dal bosco (ormai ci stiamo alzando bene di quota), e davanti a noi compare un vecchio amico: il pizzo Rossetto, da cui ci eravamo goduti il panorama 28.09.2008.

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Arriviamo ad un primo insediamento, aperto, neve da per tutto. La meteo aveva annunciato una giornata parzialmente coperta, invece il cielo, già dal mattino presto, aveva mostrato ampi squarci di blu, e la situazione migliora continuamente. Devo dire che in queste occasioni sono molto ben disposto verso il personale di MeteoSvizzera, e particolarmente propenso a perdonarli.

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10:50 Laura ed io siamo i freni del gruppo, così decidiamo di lasciar andare Rita, Enrico e Fiorenzo al loro passo. Appuntamento a Dötra, non si può sbagliare strada. In breve scompaiono lungo il sentiero. Rita è contentissima, la schiena non le duole, e riesce a tenere bene il suo passo.

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11:30 Arriviamo a Marzanei. Sono un po' preoccupato, Laura è più lenta di quanto mi aspettassi... Avremmo dovuto arrivare qui verso le 11:00, per essere a mezzogiorno a Dötra. La attendo nel nucleo.

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Ormai mancano solo un centinaio di metri di dislivello per arrivare. Proseguiamo lungo il sentiero (due bei cartelli indicatori rendono impossibile sbagliare strada) e in breve siamo sopra Marzanei.

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12:00 Stiamo andando lentamente... Come compenso splendida vista sul massiccio dell'Adula.

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12:20 Bellissimo sorbo lungo la via.

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12:30 Laura è sopravvissuta ad una crisi ipoglicemica. Decido di affiancarla per sostenerle il morale. Inoltre, la strada è arrivata al culmine, e da qui è prevalentemente piana e in dolce discesa fino a Dötra.

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12:40 Davanti a noi appare l'insediamento di Dötra. Ci pregustiamo già il piatto caldo.

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13:00 Arrivati. Rita & Co. sono stati talmente gentili da attenderci per il pranzo. Ci piazziamo al desco, e, Lucullo docet, ci strafoghiamo con i nostri piatti. Poi, penalità di partita, parte la digestione, e improvvisamente mi sento pesante come il masso di Sisifo. Neanche il caffé riesce a mettermi in sesto.

14:30 Rita, Enrico, Fiorenzo ed io decidiamo di combattere l'abbiocco, e di andare fino a Croce Portera. Ci mettiamo in cammino, in un paesaggio fiabesco.

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La prima parte del percorso avviene lungo l'alpe, praticamente in piano. In giugno qui era tutto uno scintillio di fiori. Decisamente una zona molto bella, anche se per Rita e me non riesce a sorpassare quella del Piora.

15:00 Siamo ai piedi della salita per arrivare a Croce Portera. Il cielo nel frattempo si è aperto completamente, regalandoci una passeggiata bellissima. Inserisco l'alzatacco, e su per il pendio.

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15:05 Salita breve, Rita ed Enrico mi guardano dall'alto...

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Poi si apre un secondo pianoro, più piccolo. La traccia comincia ad essere meno marcata, segno che la zona non è così frequentata.

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Attorno il silenzio, la neve, le cime ed il cielo.

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15:30 Appare lui, il pizzo Colombe: sono quasi arrivato. Appena oltre, il Piora...

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15:33 Ed ecco la croce. Rita ed Enrico hanno aperto la traccia, per cui mi ritrovo il percorso facilitato.

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Appena oltre, la zona di Acquacalda, con il Centro Uomo-Natura. Foto di rito per il raggiungimento dell'obiettivo, poi giriamo i tacchi, e partiamo per rientrare, dato che il sole qui è già tramontato. Il paesaggio delizia gli occhi.

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16:10 Il ritorno è decisamente più veloce, e in breve arriviamo nuovamente a Dötra.

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Ci fermiamo nuovamente al grotto per un caffé, e Claudio ci informa che Laura e Fiorenzo sono partiti da una mezz'oretta, e che scenderanno lungo la forestale. Rita, Enrico ed io, invece, abbiamo deciso di tagliare lungo il sentiero estivo, che passa da Oncedo, accorciando così il percorso.

16:30 Ci mettiamo in moto, dato che la luce sta calando velocemente. In realtà non è un problema, il sentiero lo si può seguire anche con le frontali, ma vogliamo raggiungere Laura e Fiorenzo per non farli attendere. Dall'altra parte della valle, l'Adula si gongola nella luce del tramonto.

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17:00 Discesa senza storia fino ad Oncedo, su neve più morbida di quella della forestale, che permette di fare delle belle scivolate con la tecnica Telemark. Oncedo è già al buio...

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...mentre l'Adula ha messo il Fard.

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17:20 Arriviamo al punto in cui il sentiero si ricongiunge con la forestale, e dopo due minuti arrivano anche Laura e Fiorenzo: tempismo perfetto. Assieme rientriamo al parcheggio, poi rientro a Castione.

Giornata splendida, di quelle che ti restano nel cuore, soprattutto il pezzo tra Dötra e Croce Portera.

Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell'escursione (non che ci sia qualcosa di speciale).


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Published by UpTheHill - in Blenio - ciaspole
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Geolocalizzazione: Svizzera, Ticino, Sopraceneri, Sottoceneri, Leventina, Bedretto, Blenio, Riviera, Mesolcina, Calanca, Maggia, Verzasca, Onsernone, Muggio, Bellinzonese, Locarnese, Luganese, Mendrisiotto 

 

Interessi: trekking, escursioni, passeggiate, foto, natura, rifugi, capanne, flora, fauna, laghi

 

Percorsi: forestale, sentiero, transumanza, valico, passo, bocchetta, ganna