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25 maggio 2009 1 25 /05 /maggio /2009 09:58



Percorso effettuato: Scuol (Q1200) - San Jon (Q1450) - Pian da Funtanas (Q1497) - gole del Clemgia - Vulpera (Q1300) - Scuol.

Difficoltà: sentiero T1.

Dislivello: circa 400 metri.

Lunghezza del percorso: 9 Km.

Sforzo equivalente: 13 Km.

Durata (incluse le pause): 4 ore.

Beh, prima o poi doveva succedere. Non è che il Ticino non ci basti più, ma diversi fattori concomitanti, tra cui il lungo ponte dell'Ascensione, e alcuni conoscenti, ci hanno portati in Bassa Engadina, a Scuol. Giovedi 21.05.2009 ci siamo incontrati con Anna, Stani e Zina (la loro cagnolona), per effettuare una splendida passeggiata da Ramosch a Griösch lungo la valle Sinestra, per risalire poi fino Vnà e ridiscendere a Ramosch. E ci credi? Nella fretta di partire ho dimenticato la macchina fotografica in auto. E peggio ancora, ho lasciato l'auto aperta. Al ritorno, c'era tutto!!! Durante questa escursione abbiamo visto un albergo costruito agli inizi del '900 dagli olandesi, come centro di cure termali. In effetti c'è una sorgente d'acqua, ma ha un piccolo difetto: l'acqua contiene cianuro... Probabilmente i mariti stipulavano una polizza sula vita alla moglie, poi la mandavano a fare le cure termali in questo albergo, e al momento debito incassavano il premio :-)

Lungo il percorso, anche due ponti sospesi su due cavi d'acciaio: duro test per le mie vertigini, in più ballavano. Così ho pensato "sono su di una barca, cammino come sulla tolda", e sono riuscito ad attraversarli senza tenermi al corrimano. Bellissima escursione T2 prevalentemente nel bosco (per fortuna, il sole picchiava mica male) fino a Griösch, poi T1 fino a Vnà e Ramosch. Sette orette e mezzo di camminata, pic-nic con il canto del fiume, e tanti splendidi fiori che non ho potuto fotografare. In più la piacevole compagnia di Anna, Stani e Zina a farci da guida e a decantare le meraviglie (meritate) della zona.

Alla sera con Rita visita di dettaglio di Scuol. Mercoledi eravamo troppo imbesuiti (è stata una giornata lunghissima, iniziata alle cinque del mattino, e terminata dopo circa 500 chilometri di viaggi vari) per girare il borgo. Scuol è una borgata deliziosa, capoluogo della Bassa Engadina, con centro termale e di benessere (senza cianuro), che in buona parte ha saputo mantenere le caratteristiche originarie. Vi è modernità, ma ben inserita nel contesto pianificatorio. Quasi ad ogni angolo vi sono fontane, tutte con due getti d'acqua. Uno dei due getti manda acqua potabile normale, il secondo invece fornisce acqua mineralizzata delle sorgenti termali. Dato che sono astemio, e bevo tantissima acqua, ho il palato addestrato, e ti posso garantire che il sapore di quest'acqua minerale è veramente eccellente. Prima di tornare a casa, ce ne siamo riempiti tre bottiglie.

Come da diversi altri villaggi di questa zona dell'Engadina (e anche dell'Engadina Alta, da Zernez a San Moritz) si può accedere al Parco nazionale svizzero dell'Engadina, al confine con l'Italia.

Siamo rimasti incantati dalle case engadinesi. In generale bianche, con finestre piccole, muri molto grossi, e spesso non in squadra, ognuna con un proprio motto scritto in engadinese. Ragionandoci sopra, siamo riusciti a capire la maggior parte di questi motti, come "Colui che condanna il suo prossimo può sbagliare, ma mai colui che lo perdona". Non ostante fosse già relativamente tardi, ho messo mano alla macchina fotografica, e ne ho immortalate diverse.


Questo è il museo della Bassa Engadina. Lo stabile è stato costruito attorno al 1090, e faceva capo al monastero benedettino di Scuol. Nel tempo è passato di mano varie volte, fino a che, attorno al 1950, è stato acquistato dalla fondazione e trasformato nel museo attuale. Al suo interno puoi trovare quadri e attrezzi utilizzati in passato dalla gente del luogo.


Trovi tutte le foto delle case in questo album.

Per venerdi Anna e Stani ci avevano consigliato di fare il percorso da Ardez verso Guarda, per ammirare i campi verdi e gialli di questo periodo. Guardando la cartina ci siamo resi conto che il percorso era tutto all'aperto, così ci siamo acquistati una cartina escursionistica della zona, e davanti al caffè abbiamo pianificato un percorso che ci tenesse nel bosco il più possibile. Per questa escursione Rita è stata nominata capo-gita, e ha preso l'incarico con orgoglio e responsabilità.


11:00 Siamo pronti per partire. Dalla piazzetta del museo ci portiamo al ponte che conduce agli impianti sportivi, che si trovano dall'altra parte dell'Inn. Il ponte, lungo un centinaio di metri, scavalca il fiume a più di 50 metri di altezza. Cammino in centro, e arrivo dall'altra parte con un inizio di iperventilazione.


Mi devi scusare, ma non ho fatto foto verso il basso. Ti assicuro ad ogni modo che la vista è impressionante. Arrivati agli impianti sportivi, breve controllo della cartina, e iniziamo la salita verso San Jon, a circa 250 metri sopra il punto di partenza.


Il mio sacco pesa mica male: ieri avevo con me solo due litri d'acqua, e li ho finiti tutti. Oggi parto con circa quattro litri, più il resto: tutto ottimo allenamento per i muscoletti. Lungo la salita, che fortunatamente si svolge quasi tutta nel bosco, alternandosi tra sentiero e strada carrozzabile, diversi fiori che abbiamo già incontrato anche in Ticino, come il poligalo falso-bosso.


La vegetazione è fitta, e come al solito il panorama è assente, tranne un piccolo scorcio quando siamo quasi in cima. Così abbiamo la vista su Ftan, villaggio posto in alto sulle pendici della montagna.


12:00 Eccoci a San Jon. Si tratta di un piccolo pianoro all'interno di una conca, che ospita una scuderia. Cavalli ovunque, e cavallerizzi che imparano a montare.


Nel frattempo, il vento ha coperto il cielo, ed iniziano a cadere goccioline sparse. Dato che c'è un punto di ristoro, ci fermiamo per un caffé e attendiamo che il cielo si liberi nuovamente. Nel frattempo osserviamo gli allievi alle prese con i qudrupedi.


12:20 Il caffé è sceso in pancia (con qualche difficoltà, da queste parti il suo gusto non mi soddisfa veramente), e il cielo è nuovamente sgombro. Così alziamo le chiappe dalla sedia, e via nuovamente. La strada T1 corre parallela alla valle, e vediamo alcuni dei campi verdi e gialli sulla sponda opposta.


12:50 Il sentiero adesso è entrato nel parco nazionale svizzero dell'Engadina, lungo la valle del Clemgia, che porta fino a S-Charl (si pronuncia S-ciarl, e non Sciarl). Dall'altra parte vediamo la località di Avrona. Il nostro piano prevede di passarvi questo pomeriggio, dopo essere risaliti lungo la valle, averla attraversata ed essere ridiscesi nuovamente.


La strada in questo tratto è carrozzabile, fuori bosco, sotto la stecca del sole. Per fortuna il dislivello è piccolo. Vediamo affioramenti rocciosi friabili ovunque: mi sa che da queste parti le frane sono all'ordine del giorno.


Sull'altro versante, in effetti, si può notare una colata di materiale importante.


Diverse farfalle, tra cui molte vanesse, ci svolazzano attorno.

13:15 Eccoci a Pian da Funtanas, il punto più alto che raggiungeremo oggi.


Il marcaggio dei sentieri nei Grigioni è fatto ancora meglio che in Ticino. Già da noi in Ticino è quasi impossibile perdersi (tranne che nell'escursione alla Garzonera), ma qui, ad ogni possibile punto di incertezza, si trova un bel cartello giallo. Ce ne eravamo accorti quando avevamo fatto la passeggiata da Falera (sopra Laax) a Fidaz, passando per Flims, due anni fa: sentiero che sembrava un'autostrada, cartelli gialli ogni 500 metri.

A questo punto prendiamo il sentiero che scende verso il letto del Clemgia, per arrivare al ponte che lo attraversa.


Sentiero, beh, sembra un'autostrada...

13:45 Eccoci sul fondo valle. Durante la discesa abbiamo incrociato una coppia, con labrador marrone, che avevamo incontrato anche ieri durante l'escursione con Anna e Stani. Così scambiamo un po' di ciacole. Il signore, grazie alle sue conoscenze di latino, e alle varie vacanze in Toscana, parla un ottimo italiano, facilitando la conversazione.


Decidiamo che è ora di fare il nostro pic-nic. Abbiamo acquistato in panetteria dell'ottimo pane scuro, e in un negozio la carne secca, la frutta e le banane. L'acqua è quella delle fontante di Scuol. Pic-nic perfetto, con accompagnamento sonoro di torrente ingrossato dall'acqua di neve: in effetti il colore del corso è un bel bianco, e c'è anche una corrente d'aria fresca (quasi fredda) che scende.


14:10 Gustato il nostro pranzo da escursione ci rimettiamo in cammino, per arrivare al ponte che scavalca il Clemgia, e risalire ad Avrona. Lungo il percorso però, il cielo si oscura nuovamente, e ogni tanto sentiamo una goccia d'acqua colpirci. In un attimo arrivamo al ponte.


La capogita valuta la situazione meteo: sembra ben peggio che quando siamo arrivati a San Jon. Così decide di accorciare il percorso, e scendere lungo il fiume, invece di risalire ad Avrona. Mai decisione fu più foriera di meraviglia, piacere e stupore. Invece di attraversare il fiume, continuiamo lungo la stessa sponda, scendendo una scaletta.


In un attimo ci troviamo in un regno incantato. Il sentiero corre appena sopra il fondo valle, ora su di una sponda, ora sull'altra, scavalcando rocce o passandovi sotto, seguendo le curve e le anse del torrente. Spesso a sbalzo con ponticelli, ci accompagna lungo queste gole incassate, con pareti che si ergono sopra di noi per più di 40 metri. Uno spettacolo splendido e incredibile. Il percorso è sicuro anche per i gitanti della domenica e per le famiglie con bambini, e ci godiamo ogni singolo passo di questa avventura, gustando il paesaggio che cambia continuamente, man mano che procediamo. La macchina fotografica diventa incandescente a furia di scattare... Basta parole, seguimi!


















14:55 Eccoci alla chiusa del Clemgia. Lungo il percorso il cielo si è scaricato per cinque minuti, così abbiamo tirato fuori il nostro K-Way. In breve si è riaperto, ma ti garantisco che non abbiamo reclamato per il cambiamento di percorso. Il sentiero a questo punto continua lungo il torrente: andiamo.




15:05 Arriviamo ad un bivio. Continuando dritto, in poco tempo si rientra a Scuol. A sinistra, invece, si risale verso Vulpera. La capogita decide di salire, tanto il tempo è nuovamente bello.


Il sentiero rientra nel bosco (apprezzato, fa nuovamente caldo), e ci conduce dolcemente verso l'alto.


15:15 Eccoci a Vulpera. Un cartello rende subito chiaro che qui, chi comanda, sono le galline.


15:30 Siamo nuovamente al ponte di Scuol. Lo riattraverso, e questa volta riesco a non panicare. Strane le mie vertigini: in montagna, su di un dirupo a sbalzo, con un sentiero di trenta centimetri, non ho problemi, e con un manufatto sicuro come questo, si.


L'anima è rimasta lassù, nelle gole. Occorre fermarsi, e darle tempo di raggiungermi nuovamente.

La macchina fotografica si sta comportando in modo eccellente: 550 foto in tre giorni, e la batteria è ancora al massimo. Dato che ho preso una schedina di memoria che può tenere 8'000 foto a questa risoluzione, una qualche volta devo provare a metterla sotto torchio, e vedere fino a dove riesce ad arrivare.

Questa volta trovi tre album fotografici:

Le case di Scuol

Da Scuol all'inizio delle gole del Clemgia

Le gole del Clemgia fino a Scuol

Sai una cosa? Ci torneremo.

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Published by UpTheHill - in Grigioni - trekking
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