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18 gennaio 2011 2 18 /01 /gennaio /2011 20:30



Percorso effettuato: San Bernardino villaggio (Q1650) - passo del San Bernardino (Q2060) e ritorno.

Difficoltà: WT1.

Dislivello: 570 metri.

Lunghezza del percorso: 8.5 chilometri.

Sforzo equivalente: 13.5 chilometri.

Durata (incluse le pause): 4.5 ore.

Riferimenti sito dell'Ente Turistico di San Bernardino.

Piû di un mese di fermo, tra butto tempo, impegni natalizi, vacanze, ecc. ecc. Temo per la nostra condizione fisica. Quando finalmente annunciano bello stabile per domenica, non me la sento di fare grandi imprese, temo di scoppiare per strada. Così propongo a Rita, Danila e Pierfranco di fare la solita racchettata tranquilla da San Bernardino villaggio fino al passo omonimo e ritorno. La proposta viene accetta.

Questa località per noi è piena di ricordi, dai corsi di sci dei bambini, alle belle passeggiate estive in cerca di refrigerio, dalla prima nuotata di Zara (la nostra cagnona ormai scomparsa) nel lago artificiale, alle salite all'alpe Doss ad acquistare formaggi e yougurth. Ci torniamo sempre volentieri, ci sentiamo quasi a casa.

09:00 Parcheggiato, la giornata si presenta da cartolina immediatamente. Il cielo terso, le montagne che si stagliano decise chiudendo l'orizzonte. Caffé veloce prima di partire.

2011.01.16-Ciaspolata-a-San-Bernardino 8452
09:45 Ci siamo spostati sul piazzale dell'Albarella, da dove parte il sentiero estivo che porta al passo, e che viene battuto in inverno per i ciaspolatori. Neve quest'anno non ce n'è molta, gli altri anni c'erano muraglioni di almeno un metro e mezzo da parte. Penso che la stagione sarà corta.

2011.01.16-Ciaspolata-a-San-Bernardino 8457
Il primo tratto sale abbastanza tranquillo lungo un sentiero largo come un'autostrada. Mi piazzo immediatamente al mio posto, in fondo alla coda.

2011.01.16-Ciaspolata-a-San-Bernardino 8458
Temperatura gradevolissima, non mi sono coperto troppo, eppure devo togliere quasi subito la felpa. Intanto il paesaggio inizia ad allargarsi dinnanzi a noi.

2011.01.16-Ciaspolata-a-San-Bernardino 8460
10:10 Arrivati al cartello didattico prendiamo a destra, per non salire lungo il tracciato della strada del passo. Quasi subito si vede la prima salita forte (ce ne sono due in tutto), ma soprattutto una fila di formiche umane, tutte intente a percorrere la stessa traccia.

2011.01.16-Ciaspolata-a-San-Bernardino 8464
Oh oh, non mi attendevo così tanta gente... Sarà per colpa dei miei articoli / diari? Decisamente oggi non soffriremo di solitudine. Non è un problema, c'è spazio per tutti. Intanto sento però che la salita mi pesa più del solito. Saranno i bagordi, saranno i combattimenti da tavola natalizi, o la lunga pausa, ma quel poco che avevo incamerato in estate sembra essersi dileguato come neve al sole. Non ostante tutto, recupero sul serpentone che mi sta davanti: devono essere principianti.

2011.01.16-Ciaspolata-a-San-Bernardino 8471
10:25 Adagio adagio ho iniziato a superare pezzi di serpente. Viaggio per un po' appaiato con qualcuno, mi fermo, riparto, e all'improvviso mi ritrovo davanti. Provo un po' di fuoripista, ma la crosta non è portante, e si sprofonda mica male, aumentando la fatica. Decido di lasciar stare. Sotto di me intanto si vede ancora per poco San Bernardino.

2011.01.16-Ciaspolata-a-San-Bernardino 8473
Adesso c'è il secondo strappo, pendenza micidiale. Nascondo la fatica facendo finta di voler scattare taaaante foto, giusto per non perdere la faccia. In effetti il paesaggio merita, con il la cima Sud e la cima Nord del Piz Uccello, il gruppo del Lumbreida, il Trii Oman.

2011.01.16-Ciaspolata-a-San-Bernardino 8486
10:50 Tre angeli hanno deciso di attendermi. Saranno li da circa un'eternità, ad occhio e croce: è da molto che li ho persi di vista.

2011.01.16-Ciaspolata-a-San-Bernardino 8483
Da qui fortunatamente, pur continuando a salire, il sentiero si spiana bene. Il folto dei gruppi ormai è indietro. Ci ricompattiamo (per poco), e proseguiamo verso la nostra meta.

2011.01.16-Ciaspolata-a-San-Bernardino 8484
11:10 Sass de la Golp, manca poco orami. La giornata è assolutamente deliziosa, praticamente sono mezzo biotto (dialetto ticinese = nudo). Ci saranno almeno 10°C, e lo si nota dalla neve fradicia che non tiene quasi più il peso.

2011.01.16-Ciaspolata-a-San-Bernardino 8491
Sotto di noi, sotto la neve, zona di torbiere. Chissà quante rane sono in letargo (ibernazione?) attendendo la bella stagione.

11:30 Orami si marcia quasi senza più salire. Ampio pianoro dinnanzi a me, zigzaggo fuori pista, tanto per complicare la vita a chi verrà dopo. Quale sarà la traccia giusta?

2011.01.16-Ciaspolata-a-San-Bernardino 8495
11:50 Ho perso di vista i miei compagni da un bel pezzo, vanno come treni... Arranco miseramente come una locomotiva sfiatata lungo l'ultimo pezzo di salita, e nuovamente c'è chi ha deciso di attendermi :-)

2011.01.16-Ciaspolata-a-San-Bernardino 8500
Orami siamo quasi soli lungo il percorso. Ampio pianoro, dà l'impressione di essere ad un passo dal cielo.

2011.01.16-Ciaspolata-a-San-Bernardino 8502
12:10 Scolliniamo a sinistra per portarci all'ospizio del passo. Continuando dritti si scende verso Hinterrhein, ma non me la sento di percorrere questo tratto. L'ultima parte di discesa avviene lungo un pendio molto ripido, già impegnativo in estate, e foriero di brutte avventure in inverno.

2011.01.16-Ciaspolata-a-San-Bernardino 8507
Discesa in fuori pista con lunghe scivolte in telemark, un piede avanti, l'altro dieto, leggermente piegati sulle ginocchia. Goduria magna!!!

12:20 Troppa gente all'ospizio, sembra la spiaggia di Rimini in agosto. Avevmo già deciso di fare pranzo a San Bernardino una volta rientrati, così decidiamo di saltare la pausa, e avviarci subito lungo la strada del rientro.

2011.01.16-Ciaspolata-a-San-Bernardino 8509
Per fortuna che non c'è il famoso vento del passo. Ricordo un mercoledi delle Ceneri, con -15°C in paese, e il vento che rombava lungo la valle. Roba da morire dal freddo. Invece di prendere la strada del passo, continuiamo lungo il laghetto gelato.

2011.01.16-Ciaspolata-a-San-Bernardino 8515
12:45 Davanti a noi si apre la Mesolcina, e inizia la discesa vera e propria.

2011.01.16-Ciaspolata-a-San-Bernardino 8518
Scendiamo seguendo in linea di massima il tracciato della strada, con diversi passaggi lungo scoriatoie che evitano i tornanti. La neve molliccia permette di scivolare bene, e lavorando con le ciaspole bloccate ed il tacco la fatica è minima.

2011.01.16-Ciaspolata-a-San-Bernardino 8527
13:45 Discesa senza storia né gloria. Nell'ultimo tratto la neve è talmente compatta, e la pendenza poca, che possiamo già togliere le racchette, si marcia meglio senza. Sul lato della strada, sculture invernali.

2011.01.16-Ciaspolata-a-San-Bernardino 853114:10 Arrivati, ben affamati, ci imboschiamo per una minestra d'orzo.

2011.01.16-Ciaspolata-a-San-Bernardino 8535
Morale alle stelle, giornata da incorniciare. Decisamente una passeggiata facile, adatta ai principianti, nessun rischio di valanghe, percorso non troppo lungo, impossibile perdersi lungo il tracciato.

Ecco il profilo altimetrico dell'escursione.

Profilo
Sulla destra mancano circa 700 metri di percorso e circa 70 di dislivello...

Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell'escursione (non che ci sia qualcosa di speciale).

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Published by UpTheHill - in Mesolcina - ciaspole
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25 gennaio 2009 7 25 /01 /gennaio /2009 22:00

Percorso effettuato: San Bernardino villaggio (Q1650), lago Doss, alpe Pian Doss (Q1735), Acubona, San Bernardino villaggio.

Difficoltà: sentiero T1 / WT1.

Dislivello: 250 metri.

Lunghezza del percorso: 8 Km.

Sforzo equivalente: 11 Km.

Durata (incluse le pause): 3.5 ore.

Laura e Fiorenzo ci hanno chiesto di accompagnarli nella loro prima uscita con le ciaspole, in modo da rendersi conto se fanno al caso loro. Rita ed io discutiamo la meta: deve essere qualcosa di facile, non pericoloso, ma che nello stesso tempo dia soddisfazione e permetta loro di valutare se questo tipo di passeggiata sia o meno di loro gradimento. Decidamo di portarli a San Bernardino, prendendo in considerazione due varianti: fino al passo come abbiamo già fatto il 28.12.2008, oppure fare il giro che facciamo normalmente in estate passando dall'alpe Pian Doss. Scelta da effettuare sul posto in funzione della meteo e del vento.

12:00 Arrivati a San Bernardino alle 11:00, ci siamo imboscati immediatamente in un ristorante per il caffé di rito. La giornata è soleggiata, e non troppo fredda, ma il vento colpisce come uno staffile. Così decidiamo per il giro corto, passando dal lago Doss, Pian Doss, Acubona e nuovamente San Bernardino. La preparazione è un po' laboriosa, ma finalmente siamo pronti per partire.


Ci incamminiamo verso la pista di pattinaggio, per passare il ponticello e portarci fino all'inizio del percorso Vita. Arrivati alla pista, prima fermata: le signore devono cambiare equipaggiamento, risistemarsi, e quant'altro.


Fiorenzo ed io continuiamo fino all'inizio del percorso Vita, e aspettiamo. E aspettiamo. E aspettiamo. Finalmente arrivano le signore, le quali hanno già calzato le ciaspole, non ostante si possa percorrere il sentiero con gli scarponi senza problemi.

12:15 Saliamo lungo il sentiero pedonale che porta alla strada cantonale, e mi diverto a guardare le signore attraversare la strada con le ciaspole: mmmmh, sembrano volare a 10 centimetri da terra...


Adesso siamo sul sentiero che ci porterà al lago Doss (appena sopra, a dire il vero). A sud appaiono le prime nuvole, ma nello stesso tempo il vento cala. E' talmente largo che tempo ci sia un casello per il pagamento del pedaggio alla fine... Sembra proprio un'autostrada.


12:35 Certo che più che una pista, qui parliamo di un'autostrada... e ben frequentata, anche.


12:40 Arriviamo al bivio che porta verso il lago oppure all'alpe. Svoltiamo a sinistra, e iniziamo a salire. Via vai continuo di gente: e io ingenuo che pensavo saremmo stati gli unici a salire all'alpe.

13:00 Arriviamo all'alpe. Avevo pensato di fermarci a pranzare al tavolo esterno della latteria, ma i miei piani vengono sconfitti da alcuni cartelli, il primo dei quali dice "No picnic self-service", per continuare con "Affitto sedie a sdraio 10 franchi" e per terminare con il pentolone della polenta ed il vin-brulé. Decisamente gli "agriturismi" si occupano di mucche da mungere anche in inverno, non solo in estate.


Così tiriamo dritti fino al cartello del sentiero, e li, in piedi, ci beviamo il nostro passato di verdura preparato da Rita al mattino, e ci mangiamo il panino.



13:30 Dopo la meritata pausa, anche Fiorenzo ed io calziamo le ciaspole, dato che a partire da qui il percorso ci porterà finalmente nella neve fresca. Nel frattempo il cielo ha iniziato a velarsi pesantemente, e sono contento di non aver scelto il percorso fino al passo. Il pizzo Uccello si staglia netto davanti a noi, carico di neve.


Ci rimettiamo in moto verso Acubona: la neve inizia ad essere soffice, segno che questo tratto non è percorso da così tanti piedi come il sentiero precedente. Davanti a me si stende il segno evidente dell'intervento dell'uomo sul paesaggio: la linea ad alta tensione, sotto la quale siamo costretti a camminare in questo tratto, udendo un continuo ronzio sopra di noi.


14:10 Siamo alla stazione di monte dello scilift di pian Cales, e continuiamo dritti lungo il versante della montagna. Adesso ci si comincia a divertire veramente, di qui non è passato praticamente nessuno prima di noi. La camminata si fa più impegnativa, ed arriviamo alla baita che segna Acubona, zona di pascolo estivo per le mucche.



Dato che non possiamo invadere la pista di sci che scende in paese, continuiamo dritti verso il pizzo Uccello restando sotto il gruppo de la Lumbreida. Il pianoro dove in estate veniamo accolti da campanacci si presenta come uno spettacolare prato di neve, e non ostante le ciaspole si sprofonda di diversi centimetri.


14:40 Foto ricordo prima di iniziare la discesa.

 
La discesa segue sostanzialmente il sentiero che da Acubona porta al villaggio, ma noi non lo seguiremo fino in fondo, dato che lo stesso passerebbe attraverso le piste da sci. Questo significa che potremo divertirci un po' nella neve fresca.


Davanti a noi le cime del Trii Oman.


14:55 Finalmente eccoci nella neve fresca. La pendenza è forte, ma le ciaspole tengono benissimo. Tra scivolate, surfate, sprofondamenti e ruzzoloni arriviamo all'impianto di risalita per i bambini.



15:30 Siamo nuovamente al parcheggio dell'ostello di San Bernardino, e dopo aver sistemato in auto armi e bagagli, indovina cosa facciamo? Si, the e fetta di torta, prima di rientrare a casa.

Se tutto va bene, domenica prossima uscita in ciaspole con il gruppo Why Not, anche se non so ancora la destinazione. Laura e Fiorenzo sono rimasti soddisfatti di quest'uscita, e questo ci rincuora. D'altronde il giro non è impegnativo, e sicuramente è adatto a chi vuole fare un po' di road-test delle racchette da neve. Ma domenica prossima, si comincia a fare sul serio.


Se vuoi vedere tutte le foto della passeggiata (non che ci sia qualcosa di speciale), clicka qui.

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29 dicembre 2008 1 29 /12 /dicembre /2008 16:00

Percorso effettuato: San Bernardino villaggio (Q1650), passo del San Bernardino (Q2080), San Bernardino villaggio.

Difficoltà: sentiero WT1.

Dislivello: 475 metri.

Lunghezza del percorso: 8 Km.

Sforzo equivalente: 13 Km.

Durata (incluse le pause): 4 ore.

Rita ed io ci siamo regalati le racchette da neve (ciaspole) per Natale, e dopo aver frequentato il corso valanghe del CAS Bellinzona e Valli domenica scorsa, abbiamo deciso che era ora di innaugurarle.

Memore della passeggiata fatta in febbraio fino alla capanna Dötra, decido per il percorso Camperio - passo Cantonill - capanna Dötra - Acquacalda - Camperio. Clemente (responsabile delle passeggiate con le ciaspole dell'UTOE Bellinzona) mi sconsiglia di salire al passo Cantonill, dato che la zona non è ancora assestata. Telefono al gerente della capanna Dötra per sapere se sarà aperta. Il gerente mi comunica che sono pieni: oddio, la zona sarà più frequentata dell'Idroscalo di Milano in agosto! Poi ripenso al numero di motoslitte che sono salite e scese durante la passeggiata di febbraio, e decido che conviene cambiare itinerario.

Ritelefono a Clemente, gli spiego la situazione, e gli chiedo qualche alternativa. Clemente mi propone il monte Bar, oppure il monte Lucio (entrambi nel Sottoceneri), o da ultimo San Bernardino. Mi descrive la passeggiata di San Bernardino (che sta effettuando mentre lo chiamo), e decidiamo che è quella giusta per noi.

10:20 Arriviamo al villaggio mentre il sole sta sorgendo. Il termometro dell'auto segna -8°, ma non ci lasciamo intimorire: siamo coperti come Inuit, niente ci fa paura. Scendiamo in paese, ci beviamo un caffé, poi passiamo all'Ente Turistico per chiedere da dove parte il sentiero. La signora ci spiega che dobbiamo arrivare dietro al complesso alberghiero denominato "Albarella", e li troviamo l'inizio del sentiero.


11:35 Come pelandroni finalmente siamo pronti per partire. Gamasce su, ciaspole su, bastoni pronti.


Partenza. Il sentiero è battuto dal gatto delle nevi, e centinaia di piedi sono passati prima di noi. E' talmente ben marcato che è impossibile perdersi. Saliamo tenendo la costa sinistra della montagna.


Non ostante la bassa temperatura, il sole scalda, e possiamo alleggerire il vestiario. Il famoso vento di San Bernardino per intanto non si è fatto sentire.


Salendo incontriamo diversi gitanti che scendono. Decisamente sono partiti prima di noi, e hanno già fatto il percorso completo.


Sotto di noi si stende il villaggio, iniziamo a vedere anche la diga.

13:30 Arriviamo all'ospizio del passo.


L'ospizio è chiuso, ma vi sono due signore presenti. Chiediamo loro il permesso di mangiare il nostro panino nella cucina, per ripararci dal vento che qui ha iniziato a soffiare. Ci danno il permesso, e così ci godiamo il nostro pasto al riparo, e in piacevole compagnia. Ci informano anche che ci sarà una salita al chiar di luna in gennaio, con panettonata e vin brulé all'ospizio. Rita ed io decidiamo che è il caso di partecipare.

14:15 Ripartiamo. Dobbiamo infilare tutto ciò che abbiamo, compresi i sottoguanti termici, perché il vento è davvero gelido!! Camminiamo sulla piana del laghetto del passo, completamente coperto dalla neve.


La discesa è agevole, questa volta siamo sul lato destro della valle, ed il sentiero segue sostanzialmente il percorso della strada carrozzabile del passo. Ci divertiamo a fare un po' di "fuori pista" per verificare come tengano le ciaspole sulla neve fresca: tutto bene, divertimento assicurato.



Mentre scendiamo il sole si nasconde già dietro la catena montuosa che delimita la valle Calanca, ma per fortuna la temperatura non scende immediatamente.


15:30 Arriviamo nuovamente al villaggio. The caldo e fetta di torta prima di scendere a Bellinzona. Passeggiata splendida, non impegnativa, adatta a dei principanti come noi. Tra l'altro deve essere molto piacevole anche in estate...

Se vuoi vedere tutte le foto della passeggiata (non che ci sia qualcosa di speciale), clicka qui.


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Geolocalizzazione: Svizzera, Ticino, Sopraceneri, Sottoceneri, Leventina, Bedretto, Blenio, Riviera, Mesolcina, Calanca, Maggia, Verzasca, Onsernone, Muggio, Bellinzonese, Locarnese, Luganese, Mendrisiotto 

 

Interessi: trekking, escursioni, passeggiate, foto, natura, rifugi, capanne, flora, fauna, laghi

 

Percorsi: forestale, sentiero, transumanza, valico, passo, bocchetta, ganna