Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog

Mi Presento

  • : Passeggiate sulle montagne del Ticino
  • Passeggiate sulle montagne del Ticino
  • : Diari di viaggio delle passeggiate prevalentemente sulle montagne del Ticino, con foto e testo. Articoli tematici e links utili per la pianificazione di una escursione. Trekking ed escursionismo per tutti.
  • Contatti

Scrivimi

Puoi mandarmi un mail a questo indirizzo: upthehill chiocciolina gmx punto ch

Cerca Nel Blog

Archivio

Feedelissimo

Ticino Top - classifica blog e siti ticinesi

2 settembre 2011 5 02 /09 /settembre /2011 10:52



Percorso effettuato: Frasco (Q885) - alpe Efra (Q1686) - lago Efra (Q1836) - capanna Efra (Q2039).

Difficoltà del sentiero: T2.

Dislivello: 1250 metri di salita, 100 di discea.

Lunghezza del percorso: 7 Km

Sforzo equivalente: 19 Km

Durata (incluse le pause): 5.5 ore

Me lo ero ripromesso quando abbiamo percorso la val d'Ambra: il passo del Gagnone è da fare. C'è voluto un anno per organizzare la cosa, ma finalmente la promessa viene mantenuta. Ci accompagna Andreas, grande esperto delle nostre montagne, che tra l'altro conosce gli anfratti della val d'Ambra come le sue tasche, avendola percorsa in lungo e largo, comprese le vallette laterali.Si potrebbe fare il tutto in una giornata, da Frasco a Personico, ma è una mazzata. Così ci organizziamo per una due giorni, con sosta alla capanna Efra (correttamente bisognerebbe chiamarlo rifugio, dato che non è custodito). Ovviamente il sacco pesa più del solito, dato che ci dobbiamo portare la cena e la colazione, ma orami non ci faccio più caso.

Ritrovo a Gordola, per prendere il postale delle 9:34, che ci deposita a Frasco alle 10:25.

10:25 Partenza. Il postale era pieno di gente, abbiamo viaggiato seduti sugli scalini per scendere dal bus. In compenso un posto era occupato da due cagnolini formato mignon di una giovane donna. Così ho scoperto che due cagnolini sono più importanti del sottoscritto, e che loro hanno il diritto al posto seduto, e io no :-) A Rita abbiamo lasciato l'unico posto libero... Sono giorni di afa, e mi sa che ci sarà da sudare assai.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1208
Il sentiero entra quasi subito nel bosco per fortuna, e si mostra per quello che sarà: una via di pietra, rallegrata dall'acqua più in alto, come la salita al Tomeo dell'anno scorso.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1209
Andreas in prima battuta ci aveva proposto di salire all'alpe Costa, poi di arrivare alla capanna Efra in traverso restando più o meno in quota. Percorso che avrebbe avuto lo svantaggio di non farci passare dal laghetto d'Efra, uno della serie "Laghetti alpini della Svizzera Italiana". Poi ci ripensa, si sovviene che probabilmente c'è un passaggio esposto ed impegnativo, che potrebbe mettere a dura prova le mie vertigini. Così, per finire, optiamo per la salita diretta alla capanna.

Il sentiero sale abbastanza dolcemente in questo tratto, e quasi senza sforzo ci innalziamo.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1211
Siamo tranquilli, abbiamo tutto il tempo che vogliamo a nostra disposizione. L'occhio attento nota i primi segni dell'autunno: non ostante il caldo, ci sono già funghi in circolazione.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1210
11:00 Arriviamo ad un piccolo insediamento, non c'è nessuno ma si vede che è ancora frequentato. Il posto è delizioso per una piccola pausa, e per ascoltare il canto del fiume che scorre poco più in basso. Rita e Andreas se la intendono benissimo, e dato che sono più veloci di me viaggiano spesso appiati. Spero di non dover diventare geloso...

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1220
Appena ripartiti, un segnale ci mette in guarda contro un animale terribile e temuto: la famosa capretta verzaschese.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1222
11:50 Si suda di brutto. Anche se siamo al riparo degli albergi, la temperatura è altissima. Tieni conto che per camminare preferisco qualcosa tra i 12° e i 18°, oggi ce ne saranno 30° buoni buoni. Andreas ha garantito che ci sono punti di approvvigionamento lungo il percorso, per cui ho preso unicamente 2.5 litri (incluso il liquido isotonico), e la riserva sta calando vistosamente. Fin qui il sentiero non è stato troppo pendente, e ci ha portati ad una zona di cascate che si intrecciano.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1232
Il sentiero attraversa la prima, poi inizia a salire lungo un costone posto tra le due più grandi. E cambia pendenza... Le pozze d'acqua che incontriamo ci mostrano il verde smeraldo che ha il fiume Verzasca.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1239
12:10 Sono rimasto solo... Percorso da godere di roccia e acqua, selvatico, il piede sempre sul duro, senza tappeto di aghi. Sentiero di fatica, e penso ai verzaschesi che per tirare a campare nei secoli passati salivano quassù con le capre, e a raccogliere il fieno selvatico, spesso lungo pareti con pendenze da acrobati. Ma già incombe l'autunno.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1248
Il primo giallo di quest'anno, molti altri ne stanno per arrivare, assieme ai rossi e ai bruni. Ho il calendario d'autunno già pieno di escursioni per gustare i boschi del Ticino in questo periodo, settembre ed ottobre i due mesi più belli, per me.

12:50 Si vede che si siamo tirati in su: la valle d'Efra si mostra bene, con le montagne che delimitano la Verzasca dall'altra parte.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1252
E continuo ad incrociare cascate (le trovi nell'album), alcune fragorose, altre sommesse, salti a ripetizione. Inizio a trovare un po' di morbido sotto il piede, gli scalini coperti da foglie, forse quelle dell'anno scorso, forse le prime di quest'anno. Poi voci nel bosco, ho raggiunto Rita ed Andreas in fase riposo.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1256
Per fortuna che oggi Andreas non tira come al suo solito. Ha ancora nelle gambe una mazzata di 14 ore fatta la settimana prima nella valle di Coglio, roba fuori di testa completamente. Mi associo alla pausa, barretta di cereali, acqua (ormai ne è rimasta poca), la camicia grondante, il cappellino che si può strizzare tanto ho sudato, e non per la fatica. Mi avvio senza attenderli, tanto anche se partono dopo mi raggiungono senza problemi.

13:20 In effetti dopo meno di un quarto d'ora Rita mi ha già raggiunto. E non ho neanche la consolazione di dire "tanto in pianura ti stacco", dato che orami sta diventando un treno in piano anche lei.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1263
Poche centinaia di metri dopo, un cancello. Segno che stiamo arrivando ad una zona abitata.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1265
13:30 Giusto, alpe d'Efra. Posta su di una piccola terrazza, domina tutta la valle.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1268
E' ora del pranzo principale. In centro città incontriamo una coppia che ci aveva superati durante la salita. Ci sistemiamo anche noi, e aprofittiamo della fontana per ricaricare le bottiglie.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1275
Dato che vado di banana e frutta secca, in un attimo ho terminato il pranzo. Andreas mi spiega che i tetti di diversi rustici sono fatti con una lastra monolitica, del peso di svariate tonnellate. Rispetto per chi è riuscito a fare un lavoro del genere con i pochi mezzi disponibili.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1277
In alto si vede una bandiera, posta vicina alla nostra prossima meta, il laghetto d'Efra.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1283
14:10 In tutta tranquillità ci rimettiamo in moto per affrontare i circa 200 metri che ci separano dal lago.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1278
14:10 La via di roccia diventa sempre più rocciosa. Orami siamo fuori bosco, e ci salviamo solo grazie al fatto che per circa 5 minuti l'umidità si condensa sotto forma di una finta pioggia, altrimenti parrebbe di essere in un forno. Duro il sentiero, forte il paesaggio, roccia e licheni. Dietro di me compare il passo di Redorta (che prima o poi farò) con a destra la corona di Redorta, e a sinistra il monte Zucchero.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1291
14:55 Si sale bene, mirtilli in abbondanza, due signore organizzatissime con il pettine di raccolta lungo la via. Andreas che si ferma ad ogni pié sospinto per mangiarne, Rita probabilmente anche. Io tengo libere le mani per affrontare i passaggi in salita...

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1299
...e appena oltre, il cartello giallo ed il laghetto. Splendido, un verde molto simile a quello dello Sfille, incastonato in una piccola conca terrazzata, praticamente a strapiombo sulla valle.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1313
Respiri profumo di serenità, vicino ad un laghetto così. Le scorie della vita le abbandoni salendo, i pensieri, le preoccupazioni, i fastidi, carichi ben più pesanti del sacco, vengono mondati dal sudore e dalla concentrazione, meditazione di pensiero e presenza necessari per muovere ogni passo. E quando arrivi qui, non è un involucro vuoto quello che vi giunge, bensi tu, aperto all'Universo, che trovi gioia in una cosa che laggiù ti parrebbe tanto banale. Ma devi provarlo, devi farla una salita, è un'esperienza di vita. Rita intanto si è data da fare, ed è riuscita nella pesca miracoloso: un pesce dell'Efra, specie rara e difficile da trovare.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1305
15:15 Manca poco ormai alla capanna, ce la prendiamo con tutto comodo. Appena imboccato il sentiero di salita, vediamo dove si trova la bandiera identificata quando eravamo all'alpe.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1314
Poi su lungo il sentiero zig-zaggante, roccia ripida che delimita il mondo, facendoti chiedere "Cosa ci sarà dall'altra parte?".

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1322
Roccia lisciata dagli eoni, quasi amica e non più spigolosa...

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1325
...roccia bagnata e addolcita da luce soffusa.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1326
...roccia che sostiene, anche quando le radici sono spezzate.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1327
15:50 La cima di Nedro ormai si eleva in tutta la sua maestà, con le colonne portanti intarsiate e lavorate alla sua base, e mi dice "manca poco".

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1331
16:00 Infatti arrivo alla capanna Efra, accompagnato dalle famose caprette verzaschesi.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1339
Sono sudato, ovvio, e alle capre piace il sale. L'abbinata è vincente, ed una di loro, la più temeraria, inizia a lavarmi, ripassando dalla punta delle mani fino oltre il gomito. Lascio fare, magari non devo neanche fare la doccia :-)

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1345
Giornata finita? Ma neanche per scherzo. Il dormitorio ha 25 posti, siamo in 9, ci piazziamo comodi, poi merendina e conoscenza con gli altri ospiti. Quasi tutti stanno percorrendo la VAV (Via Alta della Verzasca), un percorso T6 che Andreas ha fatto, ma che credo sia decisamente fuori dalla mia portata. Pane e salamino, formaggio, vino, birra e thé, la stufa economica che inizia a scaldarsi, la luce che si fa soffusa.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1350
Le montagne!! Il Basodino in fondo alla Vallemaggia, la cima d'Efra, il passo di Redorta, Il Cramosino: che meraviglia. E in alto, dall'altra parte, la cima di Gagnone ed il passo di Gagnone che faremo domani.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1353
La luce sempre più bella, le ore del mattino e del tardo pomeriggio sono splendide per le foto. La cima di Nedro...

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1355
...il Basodino.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1360
Cena con minestra pronta in bustina, trenette al pesto, caffé e dolce: non manca proprio niente. Poi ancora fuori a ciacolare, in italiano e tedesco (Rita ed io siamo gli unici due italofoni), saluto al mondo prima di andare a nanna presto.

2011.08.19-Frasco-capanna-Efra 1366
Ecco il profilo altimetrico della prima giornata.

Profilo
Domani sarà molto più dura...

Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell'escursione (non che ci sia qualcosa di speciale).

Repost 0
Published by UpTheHill - in Verzasca - trekking
scrivi un commento
29 aprile 2011 5 29 /04 /aprile /2011 09:15



Percorso effettuato: Bivio di Corippo (Q496) - Lavertezzo (Q545) - La Motta (Q615) - Brione (Q740) - Gerra (Q803) - Lorentino (Q813) - Frasco (Q885) - Sonogno (Q940)

Difficoltà del sentiero: T1

Dislivello: 740 metri.

Lunghezza del percorso: 16 Km

Sforzo equivalente: 24 Km

Durata (incluse le pause): 6.25 ore

Splendida valle Verzasca: valle dai molti volti, e un'anima rustica e forte. Stretta quasi a soffocarti nella parte bassa, con le vette che si innalzano praticamente in verticale, e gli alpeggi lassù, che ti rompi le gambe per arrivarci, e appena un po' più larga in alto, giusto quel tanto da farti fiatare. Chiusa tra la Leventina e la valle Maggia, diverse vallette laterali, misteriose, che ti chiedi dove ti portino. La roccia domina il paesaggio, sia quello naturale che quello lavorato dall'uomo. Poco legno, poca terra, valle di fame e di emigrazione. Ma le acque del fiume... Uno smeraldo intenso e trasparente, cantano lungo tutto il percorso. E' un fiume splendido, sassi lavorati e levigati, nivei e candidi. Un fiume che ti attrae per un tuffo, ma che esige rispetto, cautela e prudenza. Forti correnti ti portano via, e ogni anno l'elenco dei bagnanti morti in queste acque si allunga tragicamente.

Mi sono innamorato di questo sentiero percorrendolo il giorno del mio cinquantesimo compleanno, solo Rita ed io. Avevamo iniziato da poco la nostra attività escursionistica, indossavo per la prima volta i miei adorati pantaloni da trekking e la camicia (regalo di compleanno) che porto tutt'ora. Giornata splendida di maggio, nessuno lungo il sentiero, il fascino di questo percorso, la fetta di torta di mele a Sonogno. Da allora, per noi, è divenuta una classica che percorriamo almeno una volta all'anno. Questa volta con noi ci sono Marco, assieme a Ivan e Alice.

09:45 Pigri, pigri, pigri. Sono quasi le 10:00, e siamo pronti solo ora per partire. La meteo è sul variabile, ma già negli scorsi giorni si era sbagliata, niente piogge pomeridiane. Confidiamo nella buona sorte anche per oggi. Foto di gruppo alla partenza, sul ponte del Bivio di Corippo.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9693
Già passando il ponte possiamo ammirare lo smeraldo che ci accompagnerà durante tutto il percorso. Nota bene: le foto NON sono ritoccate, è proprio il suo colore.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9696
Passiamo il ponte, poi su lungo la strada asfaltata, e alla prima curva il cartello giallo che indica l'inizio del sentiero. Poche decine di metri, panchina, Ivan si mette a sedere. Dentro di me penso "qui si mette male". Strano, dato che Ivan è geneticamente uno stambecco, non ostante la giovane età viaggia che è un vero piacere.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9699
Per fortuna si tratta solo di una defaillance momentanea. Non ostante il percorso sia di quelli adatti alle mie caratteristiche, lascio Rita a guidare davanti, e mi metto in coda per assicurarmi di non perdere bimbi per strada: l'ufficio oggetti smarriti fa sempre storie per ridarceli... Il sentiero intanto inizia a scendere portandoci a poca distanza dal fiume. Mi riempio gli occhi di verde.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9705
Si cammina bene, la temperatura è gradevolissima, la vegetazione ci ripara dal sole. Il fiume qui canta abbastanza forte da sopraffare i rumori della strada carrozzabile posta sull'altro lato.

10:05 Lungo la via diversi edifici con muri a secco, molti riattati, alcuni ormai in abbandono. Stalle trasformate in abitazioni, con cura e amore, rispettando le tradizioni del luogo.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9715
Per fortuna che i bimbi viaggiano bene. Gli stop-and-go mi rompono le gambe molto di più delle salite.

10:20 Tra dolci sali-scendi siamo usciti dal bosco per passare un piccolo insediamento, per rituffarci nuovamente nel bosco. In uno dei rustici, forse una coppia di sposi novelli: un simbolo mi fa pensare a due cuori ed una capanna.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9720
Intanto davani a noi inizia a profilarsi Lavertezzo.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9721

10:35 Arriviamo al ponte a due gobbe di Lavertezzo. Dall'altra parte qualche pulman turistico e auto di persone salite fin quassù per ammirarlo. Noi invece ce lo siamo guadagnati con le nostre gambe.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9735
Mentre i bimbi fanno il pieno (il loro serbatoio è molto più piccolo del nostro) metto alla prova la mia resistenza alle vertigini, fotografando la splendida pozza posta proprio sotto.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9729
10:50 Mi tocca fare il sergente... Richiamo tutti all'ordine, sennò a Sonogno non ci arriviamo. Quando viaggio da solo faccio la prima pausa dopo 2-4 ore di cammino, mi resta un po' difficile abituarmi a questo ritmo spezzato. Ad ogni modo riesco a rimettere in marcia la truppa.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9736
11:05 Rimango continuamente indietro per fotografare il fiume (la vegetazione oggi non mi dà grandi soddisfazioni), poi arriviamo di fronte a Motta, dove due anni fa il sentiero era bloccato da una slavina imponente. Nel frattempo la neve si è sciolta, e qualcuno ha utilizzato il greto del fiume per fare esercizio.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9743
E appena a monte, di nuovo lo smeraldo...

2011.04.25-Valle-Verzasca 9745
Il sentiero in questo tratto è piuttosto largo, si marcia bene. Rita sempre davanti (orami lo percorriamo a occhi chiusi), Marco incantato anche lui.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9747
11:15 Capannina di Orgnana (una delle tre poste lungo la via): pausa. Ivan e Alice hanno ribisogno di fare il pieno. Se non ci fossero Rita e Marco, credo che li farei morire lungo la via, dato che il mio fabbisogno alimentare è molto più leggero. Ad ogni modo provvediamo a riempirli nuovamente.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9749
11:30 Poco oltre, uno degli splendidi spettacoli offerti da questa valle: due cascate poste a poca distanza tra di loro, che si rompono su di una piccola ganna, creando giochi d'acqua come una fontana rinascimentale. Metto il grandangolo, sparo un po' di foto, poi rimetto lo zoom, e via un'altra serie. Già solo questa meraviglia vale lo sforzo di tutta l'escursione.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9758
11:50 Arriviamo all'unico punto un po' pianeggiante della parte bassa della Verzasca, dopo aver passato Motta (che resta dall'altra parte del fiume).

2011.04.25-Valle-Verzasca 9767
Splendido alberello in mezzo al prato, non me lo ricordavo... Ma c'era le altre volte? E' la quarta volta che faccio questo percorso, mi presenta delle novità ad ogni passaggio.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9769
Poco più avanti Rita e Ivan mi fanno segno di avviciarmi silenziosamente. Ivan Hawkeye (Occhio di Falco) ha individuato due ramarri. Ti garantisco che deve avere una camera agli infrarossi negli occhi, perché anche quando mi ha indicato dove guardare, ci ho messo un buon mezzo minuto per individuarle.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9771
12:10 Siamo quasi a Ganne. Rientrati nel bosco, il fondo si è trasformato da roccioso a radicoso. Si inizia a salire per portarsi all'altezza del ponte stradale, il punto più pericoloso di tutto il percorso. Delle tricolor che non avevo mai visto mi addocchiano dal bordo del sentiero.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9779
12:20 Passato Ganne in un attimo arriviamo al ponte. Qui, dal sentiero si svolta a destra per attraversarlo. Non molto largo, senza marciapiede, curva stretta senza visibilità dall'altra parte, le auto che escono da un riparo valangare, c'è il rischio di venire assottigliati. Teniamo Ivan ed Alice in fila indiana per buona misura. In basso, smeraldo.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9787
Subito dopo il ponte scendiamo a sinistra, per riportarci a livello del fiume. Pericolo scampato.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9791
Davanti a noi la gola da cui scende la Verzasca, che aggireremo restando sulla destra.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9792
Questa è zona di salita, bisogna passare un promontorio che divide in due la valle. Ed essendo salita, rimango indietro non per chiudere la fila, ma perché gli altri mi surclassano, compresi Ivan e Alice. Mi consolo pensando che il sacco pesante l'ho preso io, ho lasciato quello leggero leggero a Rita, sarà per questo che è tanto più veloce di me. Ne aprofitto per guardarmi in giro, ancora qualche ciliegio selvatico in fiore.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9801
E l'acqua che gioca tra i sassi scendendo.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9802
Al termine di una scalinata non lunghissima, ma mortale, un'anima pia ha messo una fontanella. Faccio il pieno d'acqua, temo che i due litri non basteranno. L'acqua è deliziosa, fresca, saporita, naturale. Una vera squisitezza.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9809
13:00 Terminata la salita, davanti a noi si apre la parte alta della Verzasca. Si apre per modo di dire: un pelino più larga che la parte bassa, nel punto più ampio sarà si e non 500 metri. Il sentiero ci riconduce all'altezza del fiume, che qui è largo, e molto più tranquillo. Di fronte a noi Brione.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9817
I bimbi iniziano a sentire fame, non solo appetito. Dico loro di resistere, tra poco arriveremo alla seconda capannina, dove potremo fermarci.

13:10 Capannina di Alnasca raggiunta. Ci piazziamo al tavolone per il pic-nic. Guardo Ivan e Alice sbaffarsi due panini straimbottiti alla velocità della luce, poi cioccolata, frutta secca, e un pezzo di colomba artigianale che Rita ha portato con se. Se mangiassi tutta quella roba, non mi metterei più in moto, dopo. Loro invece, sembra che non se ne accorgano neanche. Ah, l'età....

2011.04.25-Valle-Verzasca 9825
13:45 Mi tocca nuovamente fare il sergente. Il postale parte alle 16:32 da Sonogno, e c'è ancora un bel po' di strada davanti a noi. E poi, se fosse aperto, vorrei fermarmi a Lorentino per un caffé. Anche stavolta riesco a far ripartire la carovana, penso che orami mi odieranno. In pochi minuti arriviamo ad Alnasca, splendido insediamento.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9833
Da qui il percorso è sostanzialmente all'aperto. Cappellini, crema solare, le gambe molli per il pasto, e il caldo che inizia a farsi sentire. Per fortuna la scorta d'acqua è ancora ad un buon livello. Sull'altra sponda, puzzle di colore tra larici e conifere. Belli adesso, meravigliosi in autunno, quando i larici sono gialli.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9837
14:05 Stiamo per iniziare l'aggiramento di Gerra.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9842
Il sentiero sale e scende continuamente, portandoci a livello del fiume, per risalire e aggirare qualche sporgenza rocciosa che bloccherebbe il cammino. L'anima della Verzasca si manifesta anche qui.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9845
Ponte con cascata, splendida anche questa.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9846
Poi l'ultima capannina, quella dove sarebbe più bello fermarsi per il pic-nic, e dove non sono mai riuscito a pranzare, la Froda.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9848
14:30 Ultima salitella prima di scendere nei campi di Lorentino. Muretti a secco, per creare lo spazio per gli orti.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9853
Poi la discesa, e la vasta pianura di Lorentino.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9862
Poche farfalle per il periodo, l'unica che si lascia fotografare bene è morta.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9861
14:40 L'agriturismo è aperto, caffé garantito. Mi permetto anche un gelato, mi dà la carica senza appesantirmi. Non è vero che le cose buone facciano sempre male.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9865
15:05 In marcia. Alice inizia a mostrare segni di affaticamento, ha rallentato il passo. Marco ed io valutiamo se interrompere l'escursione a Frasco, per non perdere il postale. Ce ne sarebbe uno anche alle 18:32, ma si arriverebbe a casa piuttosto tardi. Intanto, in barba alla meteo, il sole picchia sopra di noi. Questo tratto (da Brione a Sonogno) non è da farsi in estate, roba da colpo di calore.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9866
Passiamo un piccolo insediamento, in buona parte diroccato. Qui cucinavano anche il pane, il forno è ancora in piedi.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9868
E sempre un occhio sullo smeraldo.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9872
15:25 Arriviamo al secondo ponte del percorso, molto meno pericolo del primo. Ne hanno costruito uno nuovo in cemento per le auto, e quello in pietra lo hanno lasciato per i pedoni. Il cartello giallo indica di prendere lungo la strada di Frasco per andare a Sonogno, ma noi non ci facciamo fregare: dall'altra parte del ponte c'è il sentiero, nascosto. Attraversiamo, e subito dopo il ponte prendiamo la scalinata che scende a destra.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9876
15:45 Arriviamo al ponte pedonale di Frasco, percorrendo il sentiero che fa dei zig-zag tra vari rii e minuscoli corsi d'acqua. Marco ed io ci consultiamo: Alice ha fatto un exploit, è arrivata fino a qui (circa 14 Km e più di 700 metri di dislivello), decide di lasciarci liberi di andare fino a Sonogno, lui si ferma e attende il postale.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9874
Da qui il percorso è sostanzialmente in piano, forestale, roba che mi mangio in un batter d'occhio. Lascio andare avanti Rita per scattare qualche foto, tanto la raggiungo in un attimo... Alla faccia!!!! Non so com'è, ma Rita parte ad una andatura praticamente uguale alla mia, e c'è poco da raggiungerla. Per fortuna che si ferma per attendermi.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9882
Ripartiamo assieme, schiaccio quasi a tavoletta, e posso fare a meno di mettere fuori la freccia per il sorpasso: Rita tiene il passo. Voliamo il sentiero assieme, e alle 16:00 siamo a Sonogno (un quarto d'ora dal ponte: credo sia un record).

2011.04.25-Valle-Verzasca 9892
Beh, ci sta un secondo caffé :-) Ci piazziamo sulla terrazza di un ristorante, e ci godiamo il meritato riposo. Poi scendiamo alla fermata del postale.

2011.04.25-Valle-Verzasca 9900
Salgo, al volante una giovane signora con un bel sorriso. Sono felice: le donne guidano meglio, sono più prudenti e attente, e meno burbere dei maschietti. Partenza, a Frasco recuperiamo Marco e combricola. Ci gustiamo il viaggio di rientro, commentando con Ivan e Alice i vari posti da cui siamo passati. Giornata splendida, grazie Verzasca.

Ecco il profilo altimetrico dell'escursione.

Profilo
Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto (non che ci sia qualcosa di speciale).

Repost 0
Published by UpTheHill - in Verzasca - trekking
scrivi un commento
24 novembre 2009 2 24 /11 /novembre /2009 18:42



Percorso effettuato: Bivio di Corippo (Q496) - Lavertezzo (Q545) - La Motta (Q615) - Brione (Q740) - Gerra (Q803) - Lorentino (Q813) - Frasco (Q885) - Sonogno (Q940)

Difficoltà del sentiero: T1

Dislivello: 740 metri. Osservazione: il dislivello netto sarebbe di soli 400 metri, ma c'è il dosso tra il ponte sul fiume e Brione Verzasca che sale per 300 metri e ridiscende nuovamente.

Lunghezza del percorso: 17 Km

Sforzo equivalente: 24 Km

Durata (incluse le pause): 6 ore

Riferimenti: il museo della valle Verzasca di Sonogno.

Come si fa a non percorrerla in qualsiasi stagione dell'anno? Troppo bella, di carattere, aspra e semi-selvaggia, la valle Verzasca. Il suo fiume smeraldo è un incanto per gli occhi, e non ci si stanca mai di rimirarne le acque. Novembre ci sta regalando delle giornate stupende, con temperature attorno ai 16° in pianura, una cosa eccezionale. Così, un po' per pigrizia, per non cercare altri percorsi, un po' per amore, decidiamo di percorrere per l'ennesima volta questo sentiero, che mi sembra di conoscere a memoria, e invece mi mostra qualche sorpresa ogni volta.

09:15 Abbiamo parcheggiato al bivio di Corippo, e attraversiamo il ponte che conduce all'altra sponda. Sotto di noi, come benvenuto, la Verzasca si mostra in gran lustro.


Le acque sono scure, non è ancora sorto il sole, che però bacia già Corippo.


Dopo il ponte si sale leggermente verso destra lungo la strada asfaltata, e dopo poche centinaia di metri trovi il cartello con l'indicazione del sentiero, che scende quasi a pelo d'acqua, e si tuffa nel bosco. Gli alberi ormai hanno perso quasi tutte le foglie, ma per fortuna sul sentiero ce ne sono poche, e il camminare è agevole. Le acque sono di una trasparenza incredibile, e lasciano intravvedere il fondo senza quasi distorcelo.


Tra dolci sali-scendi (questi non mi fanno morire come quelli per salire da Chironico al Laghetto) si percorre la valle, particolarmente incassata in questo tratto, in direzione di Lavertezzo. Ogni poche centinaia di metri, un piccolo insediamento, tutti ben tenuti, spesso ricostruiti su fondamenta preesistenti, con la parte nuova che ha saputo mantenere il sapore dell'antico.


09:45 Stiamo andando come fulmini, siamo già in vista di Lavertezzo.


Circonvalliamo l'abitato restando sull'altra sponda, con vista sullo smeraldo. Attenzione: non ho ritoccato i colori di nessuna foto, compresa quella sottostante.


E la natura dà gli ultimi frutti, prima della pausa invernale.


Abbiamo passato anche diverse zone umide, mi attendevo di vedere delle salamandre, invece neanche l'ombra. O sono io che sono ancora troppo addormentato, oppure fa troppo freddo.

10:00 Arriviamo al ponte a chiave di volta (metodo romano). Sotto di noi la pozza di Lavertezzo, con due sub che stanno facendo esercizio, o stanno esplorando il fondo (li puoi vedere nell'album).



Breve pausa per godersi il panorama. Salgo sul ponte, e mi rendo conto che non soffro di vertigini. Alleluja!!! Posso sporgermi e guardare giù senza sentire strizza allo stomaco, non ostante il parapetto sia soltanto un giocattolino di qualche decina di centimetri. Vuoi vedere che a furia di farne, di osare, sono scomparse?

10:10 Bello, ma bisogna continuare. Alle 16:30 parte l'ultimo postale, se perdiamo quello... Il sentiero rientra nel bosco, arioso, senza foglie.


Lungo tutta la valle, dalle pareti laterali, cascate d'acqua che accompagnano il fiume con la loro melodia di sottofondo.


E lungo la riva, massi strani, che si distinguono come una pecora nera in un gregge di bianche...


E sempre lo smeraldo...


10:35 Arriviamo alla prima delle capanne da pic-nic poste lungo il sentiero (in tutto sono tre), e dato che il ritmo fino a qui è stato buono, si decide per una piccola sosta per il thé caldo ed il cornetto con cioccolata. All'interno, sulla panchina, una lucertola che non si muove. Non capiamo se per lei l'inverno definitivo sia già arrivato, o se sia unicamente intorpidita per il freddo. La lasciamo tranquilla, anche se non abbiamo molte speranze.


10:50 Quarto d'ora canonico terminato, si riparte. Ai bordi del sentiero, ultimi rimasugli di funghi, per i quali la domanda se erano commestibili o meno non si pone più.


Nel frattempo, in alto è arrivato il sole, che ammanta un larice di una aureola surreale.


11:00 Il sentiero arriva ad una zona caratterizzata da una grande cascata in alto, che si rompe in decine di piccoli rivi verso il basso, tra rocce franate. Diversi ponticelli permettono di attraversare la zona, da un masso all'altro, offrendo continue variazioni alla vista di questo spettacolo splendido.


La vegetazione diminuisce, e ci permette finalmente di ammirare anche le cime che chiudono la valle, quasi a picco sopra di noi.


E i colori dei larici posti più in alto.


Ultimo balzo verso il ponte dopo Motta, che ci conduce attraverso un piccolo insediamento. Qui qualcuno intaglia il legno, ma ci dice chiaramente che si attende che ce ne andiamo...


E in un angolo d'acqua, tutta la malinconia della stagione che sta volgendo all'inverno.


11:55 Ponte. Questo è il tratto più pericolo, soprattutto in estate, quando c'è molto traffico turistico. Bisogna attraversarlo, per scendere a sinistra appena prima della galleria. Niente marciapiede.


Mentre lo attraverso, test: guardo giù, niente sommovimenti... Ne aprofitto per fotografare tutti e quattro. Cosa dici? Sono solo ombre? Beh, ripassati "La Caverna" di Platone :-)


Foto a picco: non ci credo, posso farla.


Imbocchiamo il sentierino sulla sinistra alla fine del ponte, che ci fa scendere nuovamente a filo d'acqua, per risalire poi e scavalcare la gola del fiume che scende da Brione. Lungo il greto, un alieno mi osserva.


Da qui c'é la salita più impegnativa del percorso. Niente di trascendentale, sono circa 200 metri, per ridiscendere nuovamente. Ma c'è anche una bella scalinata, con gli scalini molto spaziati. Spaziati in su, non in lungo. La foto è stata scattata ad altezza occhi, non sdraiato per terra...


12:30 Terminata la salita, durante la discesa si vede sulla nostra sinistra Brione, che taglieremo fuori.


La valle ora si è allargata, e il letto del fiume pure, rendendolo meno impetuoso e torrentizio. Ma il colore smeraldo resta, anche se forse meno intenso.


12:40 Seconda capanna da pic-nic, ma tiriamo dritti Poi, piccolo insediamento.


E finalmente, dopo tanti anni, vedo nuovamente una rosa canina, dalle cui bacche si ricava il thé rosso.


In un angolo, la vista della pietra dell'uomo e della pietra della montagna, unite in queste valli da secoli di storia.


13:10 Siamo in vista di Gerra, ho riservato al ristorante per quattro per il pranzo, dovremmo arrivare verso le 13:30, se tutto va bene.


La bandiera della Verzasca è verde e gialla?


Il fiume continua a deliziarci con le sue rapide, le pozze, le cascate. Sinfonia di colore e suoni.


Terza capanna da pic-nic. Per fermarsi a mangiare, questa, secondo me, è la più carina.


Con vista sui cucuzzoli, sul fiume, e su Gerra.


Continuando verso Lorentino, passiamo quattro case, e due gatti (probabilmente fratelli) di un bel rosso. Il tempo di accovacciarmi, e uno dei due è già sulle mie gambe, mentre l'altro si struscia. Avranno fame? O sono io che faccio questo effetto ai gatti?


La voglia di fermarmi un'oretta a sistemarli per bene, con mega grattata di pancia, orecchie, mento, mandibole, schiena, c'è tutta, ma la pancia comincia a battere. La mia.

13:30 Eccoci a Lorentino, puntuali come un treno svizzero di trent'anni fa (adesso, lasciamo perdere). Sapendo che l'agriturismo dove mangiamo normalmente è chiuso, ho riservato al ristorante di Gerra, che dovrebbe trovarsi appena dall'altra parte del ponte di Lorentino.


Attraversiamo il ponte, ma nessuna traccia del ristorante. Ohibò. Cammino un po' avanti e indietro, ero sicuro che dovesse essere qui... Non abbiamo neanche preso il pane e l'affettato, partendo dall'idea che avremmo mangiato al caldo. Incontro un signore, gli chiedo dove si trova il ristorante, e mi dice che dobbiamo tornare indietro per circa 1 Km lungo la cantonale. Discussione a quattro, decidiamo di lasciar stare, si perderebbe troppo tempo. Andiamo fino a Lorentino, e verifichiamo se effettivamente l'agritursimo è chiuso...


L'agriturismo E' chiuso. Ci salviamo con due banane, un po' di frutta secca, ed il thé caldo. Mamma mia, ho fatto male i compiti a casa, chissà le maledizioni mentali che mi staranno scoccando i miei compagni di gita.

14:00 Si riparte, non manca molto a Sonogno, faremo pranzo là. La giornata si sta mantenendo sullo splendido, e già da un bel pezzo ho tolto la felpa per non sudare. Il cielo è terso, le montagne si stagliano decise sullo sfondo da cartolina.


E sempre lo smeraldo del fiume...


Poco prima di Frasco passiamo nuovamente sull'altra sponda. Il cartello spingerebbe a percorrere la strada cantonale, ma Rita ed io conosciamo il trucco: sulla destra del ponte si scende una piccola scalinata, e ci si ritrova nuovamente sul sentiero. A causa dei lavori di costruzione del nuovo ponte, il cartello non c'è, ma noi andiamo ad occhi chiusi. Poi via verso Frasco.

14:35 Siamo all'altezza del ponte sospeso dal quale abbiamo iniziato la ciaspolata in gennaio, e di fronte a noi l'abitato.


Il sentiero piano, e la pancia vuota ci fanno aumentare il ritmo. Ma come si dice, anche l'occhio vuole la sua parte.


15:05 Siamo di fronte a Sonogno, dobbiamo continuare fino al ponte che ci permetterà di attraversare all'altezza della pista di ghiaccio naturale.


Mi godo l'imbocco della valletta che porta al passo di Redorta, con alla destra la Corona di Redorta, e sulla sinistra il Pizzo Zucchero. Prima o poi il passo me lo digerirò, anche se sono 1400 metri di salita. Dall'altra parte, in 10 Km, si arriva a Prato Sornico, in Vallemaggia.


15:15 Eccoci in paese. Puntiamo dritto verso il ristorante.


Delizia: minestrone caldo con verdure bio, e panino. Pancia piena e calda, dietro una giornata ed una gita splendida, il caffé che sta per arrivare, ed un gattone rosso sulle ginocchia che non chiede di meglio che di essere accarezzato. Cosa si può volere di più dalla vita? Con l'animo in pace, e anche un po' ritardato dall'inizio della digestione, eccezionalmente per una volta mi lascio fotografare da Rita.


16:30 Il postale è pronto per riportarci al punto di partenza. Ultimo sguardo, tanto Sonogno resta una delle mete privilegiate per le nostre escursioni.


Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell'escursione (non che ci sia qualcosa di speciale).






























Repost 0
Published by UpTheHill - in Verzasca - trekking
scrivi un commento
1 giugno 2009 1 01 /06 /giugno /2009 21:12

Percorso effettuato: Bivio di Corippo (Q496) - Lavertezzo (Q545) - La Motta (Q615) - Brione (Q740) - Gerra (Q803) - Lorentino (Q813) - Frasco (Q885)

Difficoltà del sentiero: T1

Dislivello: 740 metri. Osservazione: il dislivello netto sarebbe di soli 400 metri, ma c'è il dosso tra il ponte sul fiume e Brione Verzasca che sale per 300 metri e ridiscende nuovamente.

Lunghezza del percorso: 14 Km

Sforzo equivalente: 21 Km

Durata (incluse le pause): 6.5 ore

La valle Verzasca: musica e colori

Secondo me la valle Verzasca è una delle più belle del Ticino. Stretta, circondata da alte cime, semi-selvaggia (in questo è battuta dalle Centovalli), per chi ama passeggiare offre due spettacoli incredibili:

Il colore delle sue acque: sono ovunque di un verde smeraldo incantevole.


La sinfonia del fiume e delle rocce: il ritmo ed il motivo cambiano continuamente, a seconda che il sentiero si alzi o si abbassi verso il fiume, a dipendenza che ci sia una tranquilla pozza d'acqua, o rapide che scrosciano. L'accompagnamento è dato dal basso continuo di corsi d'acqua che precipitano dalle pareti laterali, e dai massi che ora amplificano, ora smorzano il canto del fiume. Si passa da un fortissimo ad un mezzo forte, per scendere ad un pianissimo che quasi non si sente, e fatti pochi passi, ecco l'orchestra riprendere il tema con tutta la possanza dei suoi fiati. Mai uguale, ma sempre in variazione sul tema principale, ti accompagna per tutto il tragitto. E' veloce o lenta, a seconda del tuo camminare. Puoi scendere alla riva, per sentire meglio un dettaglio, ed il fiume non si stanca mai di ripetere la frase, per fartela comprendere, ma sempre nascondendo ancora qualcosa. E per quanto ascolti, sai che non hai sentito tutto, che c'è ancora qualcosa da capire, una variazione che non hai ancora udito, e che ti sarà proposta la prossima volta che passerai.

E' la terza volta che Rita ed io percorriamo questo cammino. Partiamo dal Bivio di Corippo, appena dopo Vogorno, dove finisce il lago artificiale della diga della Verzasca, per salire fino a Sonogno. Tutto il percorso è di circa 16 Km, con 750 metri di dislivello. Ma per chi non è sicuro di riuscire e camminarlo tutto, è possibile uscire ad ogni paese (Lavertezzo, Brione, Gerra e Frasco), ad una distanza di circa 4 Km l'uno dall'altro, e riprendere il postale per rientrare al punto di partenza. Da Sonogno poi, si può salire alla capanna Barone, al lago d'Efra, oppure percorrere il passo di Redorta (1400 metri di salita) per scendere fino a Prato-Sornico in valle Maggia (1600 metri di discesa, quasi tutti in cresta). A Sonogno, famoso centro di lavorazione della lana, trovi il museo della stessa, e la cooperativa che alleva le pecore esegue tutta la lavorazione, compresa la colorazione, con i metodi tradizionali a mano.

L'anno scorso lo abbiamo fatti da soli (era il giorno del mio cinquantesimo compleanno), e non ricordo regalo più bello! Anche la torta, a Sonogno, per finire in bellezza...

Normalmente andiamo in maggio, quando c'è meno traffico pedonale, ed il sole non picchia ancora troppo: da Brione a Sonogno si è fuori bosco, e se fa caldo, rischia di essere una mazzata. Purtroppo quest'anno, una slavina bloccava il sentiero tra Lavertazzo e La Motta, per cui abbiamo dovuto pazientare. D'altra parte per noi è una classica di primavera, e non poteva mancare nel diario di bordo anche quest'anno...

09:10 Eccoci al Bivio di Corippo, pronti a partire. Il cielo è sereno, la meteo ha annunciato possibili temporali serali. Non mi preoccupo troppo, non siamo in alta montagna, e ci sono diverse "vie di fuga" verso i vari paesi (sempre posti sull'altra sponda rispetto al sentiero). Compagnia "normalizzata", con Laura One, Fiorenzo e Laura Two. Questa volta abbiamo anche la compagnia di Argo, il cane di Laura One e Fiorenzo. La temperatura non è da maggio, ma è quasi meglio per camminare.


Passando il ponticello si nota subito il colore dell'acqua.


Dietro di noi, l'abitato di Corippo. Tanto tempo fa, per indicare una cosa impossibile, si utilizzava la locuzione "andare a Corippo in barca". Da quando c'è il bacino artificiale, è quasi possibile...


Percorriamo il breve tratto sulla strada asfaltata dopo il ponte, poi, arrivati alla curva, ci piombiamo sul sentiero nel bosco. Il canto del fiume ci accompagna da subito. Iniziamo a vedere i primi rustici, in buona parte ancora abitati, anche se solo nel fine settimana.


Qualcuno, in un fine settimana di pioggia, probabilmente si annoiava, e ha deciso di mettere alla prova le proprie capacità di intagliatore, con questo risultato.


Lungo il sentiero incontriamo diversi punti in cui si possono notare i resti di slavine invernali. Quest'anno ne è caduta veramente tanta, e mi dicono che a Sonogno (circa 900 metri) ce n'erano più di quattro metri.


Il bosco è fitto, e qua e là si riesce ad intravvedere il fiume. In diversi punti scendo fino alla riva per fotografarlo, lo merita veramente.


Lungo il percorso, diverse fontane. La valle Verzasca è stata da sempre terra d'emigrazione, e uno dei flussi più importanti è stato verso la California, alla fine del 1800. Una volta rientrati, diversi di questi emigranti (almeno, quelli che erano riusciti a guadagnare qualcosa) spesso regalavano una fontana alla comunità. Questo è uno dei motivi per cui se ne vedono così tante in valle. Il rientro degli emigranti ha avuto anche un altro risultato: diverse parole inglesi sono entrate a far parte del dialetto della valle, per cui ti può capitare di sentire un contadino di 75 anni di Sonogno, mai uscito dalla valle, dire a sua moglie "darling"... E ti garantisco che suona strano.


10:00 Eccoci dall'altra parte di Lavertezzo, di cui si riconosce il campanile tra le frasche.


Poco oltre, arrivamo al ponte "dei salti". Si tratta di un manufatto del XVII secolo, costruito con il sistema della chiave di volta utilizzato dai romani. Dispone di due campate, e attraversa il fiume poco dopo l'abitato di Lavertezzo.


Meta di turisti, che lo attraversano, e di sub che si esercitano nelle acqua sottostanti. Si, poichè il fiume chiede un importante tributo di vite ogni anno. Soprattutto i turisti si lasciano ingannare dalle sue acque, che in realtà sono infide e pericolose, per i vortici e le forti correnti sotto il pelo dell'acqua. Così, ogni estate, il bollettino di guerra narra di bagnanti che sono affogati in questo corso d'acqua, e di sub che rischiano la vita per recuperarne i corpi.


Passato Lavertezzo riprendiamo il sentiero nel bosco, in direzione di La Motta. Poco dopo, dove il sentiero è quasi a filo d'acqua, incontro i resti della slavina che ci ha impedito il passaggio fino ad ora. Impressionante: ostruiva il sentiero su di una larghezza di un centinaio di metri.


Quello che resta ora è poca cosa, ma la massa originaria doveva essere imponente. Qui il fiume è più stretto, e mormora con più voce, forte delle acqua di neve che vi si convogliano.


10:45 Eccoci a Orgnana, dove si trova una delle tre "casette da pic-nic" che si incontrano lungo il cammino. Con bel tavolo in legno, e zona griglia già preparata, invitano alla pausa. Un invito così pressante non può essere ignorato, e ne aprofittiamo per una barretta di cereali e un bel bicchiere d'acqua.


A questo punto Argo deve essere tenuto al guinzaglio, dato che vi è possibilità di incontrare pecore lungo il cammino. Non è che apprezzi molto, ma c'è poco da fare...


11:10 Dopo la pausa arriviamo ad una zona caratterizzata da una serie di splendide cascate, con dei ponticelli che attraversano la zona. L'anno scorso c'era poca acqua, ma quest'anno, che sinfonia...



11:30 Orami ci stiamo avvicinando al ponte stradale che dovremo attraversare, ed il tempo inizia a gustarsi. Ma i temporali non dovevano essere nel tardo pomeriggio? Le cime delle montagne sono già orlate di nubi, ed il cielo è completamente coperto: brutto auspicio.


12:00 Eccoci alla curva della strada che porta verso il ponte. Qui si trova la casa di uno scultore che lavora la pietra del posto, con risultati (secondo me) gradevoli.


Passando il ponte vedo sotto di noi un gruppo di canoisti che si sta cimentando con le rapide: osservo le loro evoluzioni, e, anche se non mi possono sentire, batto loro le mani per essere riusciti a passare senza capovolgersi.


Passato il ponte (è il punto più pericoloso di tutto il tracciato) si scende per una scaletta a sinistra, per portarsi nuovamente sul sentiero. Da qui, si risale per una scaletta intagliata nella pietra, per aggirare la gola formata dal fiume. L'acqua è impetuosa, e corre tra massi di tutti i colori, con la preponderanza di strisce rosa.


La scaletta che ci porta in alto: è l'unico punto di salita impegnativa del percorso...


Una buon'anima, immaginando che qualcuno potrebbe aver avuto sete, ha spremuto l'acqua dalla roccia...


12:45 Abbiamo passato la "cimetta", e siamo ridiscesi a livello del fiume, che qui è più largo e tranquillo. Dall'altra parte si vede l'abitato di Brione, ed il ponte che porta verso Gerra. Una delle poche cappellette del sentiero ci guarda, dicendo "avrei bisogno di manutenzione".



12:55 Eccoci alla seconda "casetta da pic-nic" del percorso. E' ora di fare il pieno, così tiriamo fuori i nostri panini. Il tavolo è già occupato da una famiglia svizzero-tedesca, con tanto di fornellino a gas e pentola della minestra. Oggi abbiamo incontrato tantissima gente lungo il sentiero (l'anno scorso forse 10 persone), e nessuna che parlava italiano: siamo alle solite.


13:20 Pieno eseguito, ci lanciamo lungo il sentiero che porta a Gerra. Fiorenzo ed io siamo partiti prima, dato che le signore hanno deciso di allungare la pausa. Lungo il percorso, primo piovasco sparso, che per fortuna dura pochi minuti. Rino, che ci attende a Sonogno con torta e caffè, mi informa che a Sonogno ormai piove, e chiede se desideriamo che ci venga a prendere. A me la situazione non sembra così drammatica, lo ringrazio per l'offerta e gli dico che gli farò sapere.


Lungo il percorso incontriamo diversi insediamenti abitativi: questa è una delle poche parti della valle dove si trova un po' di terreno piano che permetta l'agricoltura. Qui, quando c'era la farina per la polenta, era una manna. Per il resto si mangiava fame...


14:00 Passata Gerra, continuiamo verso Lorentino, dove si trova un agriturismo, con fontana per ricaricare le bottiglie. Passiamo nuovamente una zona con una splendida cascata, ed un ponte, che ci porta alla terza "casetta da pic-nic" del percorso. Le signore sono sempre dietro, il check-point è all'agriturismo per il caffè.



In questa zona il sentiero è sempre fuori bosco, e quasi in piano. Sono contento che il cielo sia coperto: il primo anno non sapevo ancora come fosse questo pezzo, e la giornata era molto calda e soleggiata. Rita ed io arrivammo a Sonogno con un bel inizio di mal di testa. Poco prima di Lorentino, ulteriore insediamento, credo quasi completamente disabitato. Dall'altra parte del fiume, Gerra.


14:15 Eccoci a Lorentino. Fermata caffé, e attendiamo le signore.


Durante la pausa discutiamo sul da farsi. Non abbiamo rispettato i tempi di marcia (avremmo dovuto essere qui più di un'ora fa), il cielo si sta rannuvolando sempre più, e l'ultimo postale utile parte da Sonogno alle 16:30. Da qui ci vuole ancora una buona oretta e mezzo per arrivare a Sonogno, e c'è il rischio di perderlo... Decidiamo che Fiorenzo ed io andremo in avanscoperta, prendiamo il postale, scendiamo al bivio a recuperare le auto, e risaliamo a prendere le signore, nel caso queste non riescano ad arrivare per tempo.

14:55 Fiorenzo ed io ci mettiamo in moto, con passo da marcia forzata. Passiamo i rustici di Lorentino, e ci dirigiamo verso il ponte che attraversa il fiume prima dell'abitato di Frasco.
 


Lungo il percorso il fiume si fa nuovamente torrentizio, e ci mostra colori splendidi.


Il cielo, invece, ci mostra un colore sempre più grigio scuro... Arriviamo al ponte prima di Frasco, e vedo la struttura di costruzione di un nuovo manufatto. Per lasciare posto al cantiere il sentiero è stato spostato più in alto rispetto agli altri anni, per poi ridiscendere alla strada.


Le prime goccie si fanno sentire. Passiamo il ponte, scendiamo a destra, e imbocchiamo il sentiero che porta verso Frasco e Sonogno. Non ostante la fretta, non mollo la macchina fotografica. Altra cappelletta che ha bisogno di restauro lungo la via.


Il fiume si è ridotto a poca cosa, ma ci fa ancora sentire la sua voce, questa volta accompagnata dal tamburellare della pioggia sulle foglie, sui sassi, sul sentiero. Fiorenzo ed io decidiamo di prendere il postale a Frasco: è inutile farsi una lavata fino a Sonogno. Chiamo Rino, e lo informo che non arriveremo per la torta... Mi informa che aveva persino falciato il prato per il nostro arrivo, e mi sento un verme.


15:35 Eccoci di fronte a Frasco, al ponte pedonale in metallo che avevamo passato per la ciaspolata in gennaio. Via decisi verso l'altra sponda, l'acqua dal cielo ormai sovrasta con la sua voce quella del fiume.


Chiamiamo le signore, e le informiamo del cambiamento di programma, invitandole a raggiungerci a Frasco. Dopo una decina di minuti, sono con noi. Laura One e Laura Two, fanno autostop, e in men che non si dica vengono raccolte da un automobilista svizzero-tedesco. Io chiamo Rino (mi aveva detto che doveva scendere a Gordola per lavoro). E' già a Brione, ma, da vero buon samaritano, mi dice di attendere: risalirà fino a Frasco per venire a prenderci.

16:30 Eccoci al bivio di Corippo, nuovamente uniti. Saluti veloci sotto la pioggia, poi via verso casa. Arriviamo a Gordola, e non c'è traccia di pioggia: ma doveva cadere tutta proprio in cima alla valle Verzasca?

E per gli album fotografici?

Dato che le foto erano tante, le ho divise in due album separati (il server permette al massimo 200 foto per album):

Primo album: dal bivio di Corippo a poco dopo Orgnana

Secondo album: da poco dopo Orgnana a Frasco

Repost 0
Published by UpTheHill - in Verzasca - trekking
scrivi un commento

Parole chiave

Geolocalizzazione: Svizzera, Ticino, Sopraceneri, Sottoceneri, Leventina, Bedretto, Blenio, Riviera, Mesolcina, Calanca, Maggia, Verzasca, Onsernone, Muggio, Bellinzonese, Locarnese, Luganese, Mendrisiotto 

 

Interessi: trekking, escursioni, passeggiate, foto, natura, rifugi, capanne, flora, fauna, laghi

 

Percorsi: forestale, sentiero, transumanza, valico, passo, bocchetta, ganna