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8 marzo 2010 1 08 /03 /marzo /2010 16:27



Percorso effettuato: Camignolo (Q480) - Busio (Q818) - alpe Santa Maria (Q995) - Matro di Stinchè (Q1068) - Condra (Q920) - bivio per il convento Bigorio (Q730) - monti di Brena (Q923) - Piazzeno (Q478) - Camignolo.

Difficoltà: sentiero T1 e T2, in parte su asfalto.

Dislivello: 1'000 metri.

Lunghezza del percorso: 13 chilometri.

Sforzo equivalente: 23 chilometri.

Durata (incluse le pause): 7 ore.

Riferimenti: il convento Santa Maria del Bigorio, il movimento scoutistico ticinese

Meteo per il fine settimana schifossisima, ma con uno spiraglio per sabato: molto nuvoloso, ma niente precipitazioni. Decidiamo di organizzare qualcosa velocemente. Sguardo al DVD della confederazione con i percorsi, l'occhio mi cade sul tratto Gola di Lago - Bigorio, percorso il 31.10.2009 durante l'escursione da Camorino a Lugano, e mi accorgo che è possibile fare l'anello attorno al Monte Bigorio.Controllo il percorso, fattibile, e non fuori di testa. Venerdi veloce giro di telefonate, e si organizza il tutto.

09:30 Camignolo, nella valle del Vedeggio. La prima volta nella mia vita, ed è poi ad un tiro di schioppo da casa mia... Danila, Rita, Pierfranco ed io siamo riusciti persino a bere il caffé, e siamo pronti per la partenza. Il paesino è grazioso, abbarbicato alla montagna sovrastata da Gola di Lago, all'imbocco della valle che porta a Medeglia ed Isone. A dispetto della meteo ci ritroviamo con un cielo azzurro splendido, che fa ben sperare per la giornata. Prendiamo il sentiero verso Gola di Lago, e subito il panorama si apre verso il Monte Ceneri.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1325
La temperatura è frescolina, ma siamo ben equipaggiati. Il sentiero si inerpica subito deciso lungo il fianco della montagna, entrando in un bosco splendido di faggi, con rari innesti di betulle e castagne.

09:40 Raggiungiamo un piccolo insediamento, con tanto di pony, caprette e cani. I pony si avvicinano tutti per farsi accarezzare, e immediatamente resto indietro. Poi, già che ci sono, sostituisco il grandangolo con lo zoom, mi tolgo la giacca, bevo un po' di acqua, e dato che un signore è uscito dal suo rustico, faccio quattro chiacchere. Partito da 10 minuti, sono già fermo alla grande...

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1335
09:50 Mi sono rimesso in moto, ma dei miei compagni non c'è più traccia. Conoscendo come stambeccano, mi avranno dato almeno 100 metri di dislivello di distacco. Il bosco è piuttosto fitto, si intravvede il fondo valle tra i tronchi, ma la visibilità è minima, fino ad un piccolo spiazzo dal quale posso rimirare l'alpe Foppa con la chiesa del Botta.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1343
Accanto, sulla sinistra, si intravvede la grande antenna di Manera, il tutto facente parte del percorso dal Tamaro al Lema (fatto lo 06.09.2009).

10:05 Rita mi ha atteso, e ci siamo rimessi al passo assieme. Danila e Piefranco, scomparsi nel faggetto, ci hanno mandato una voce tanto per sapere se siamo ancora in zona, o abbiamo disertato. Li tranquilliziamo, e procediamo tra giravolte in salita. A terra, i resti di un mega-fungo, che probabilmente è riuscito a non decomporsi durante l'inverno.

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10:30 Arriviamo a Busio, piccolo insediamento posto su di una terrazza naturale, con tanto di mini via Crucis, e chiesetta. Danila e Pierfranco ci stanno attendendo con molta pazienza.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1371
Ci mettiamo al sole per un piccolo spuntino, e ci godiamo la vista sulla cima di Medeglia, l'alpe Foppa, Manera, e la vallata di Medeglia.

10:45 Ripartenza. Ormai non mancherà molto all'alpe Santa Maria. Intanto però, sul sentiero, esposto prevalentemente a Nord, è comparsa la neve. Dura, con la crosta e portante, per cui camminare non è troppo impegnativo.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1372
Dopo alcune centinaia di metri il sentiero si congiunge con la forestale che sale all'alpe. La pendenza diminuisce ed il tracciato si fa più largo, ma aumenta anche la neve. E' un continuo zigzaggare a destra e sinistra per cercare i punti più sicuri. In basso ultimo scorcio su Camignolo, prima di scollinare.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1375
11:45 Alpe Santa Maria. Ricordi di militare nel 1985, un freddo micidiale, senza equipaggiamento adatto, e Rita che mi porta a casa il sabato sera con le dita gelate, quasi mi fa andare in pronto soccorso. Da quassu, lezione di geografia per tutti, con vista sul Camoghé da una prospettiva molto diversa dal solito...

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1392
...il Pizzo di Claro, con il Piz de Molinera ed il Piz Martun (ET Telefono Casa)...

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1395
..e poi Cardada, Cimetta, il pizzo Vogorno, il Sassariente, la cimetta d'Orino, la capanna Mognone, Mornera, la cima dell'Uomo, la cima del Gaggio, il monte Bar. E non appena scolliniamo, i Denti della Vecchia. Durante il passaggio in ottobre, non vedevo niente a causa della nebbia (ma è stata bella per altri motivi).

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1389
11:55 Ci rimettiamo in moto, passando il punto dove avevo pranzato: questa volta il cagnolino non c'è. Come al solito, quando si passa una cresta di qualche tipo, troviamo un venticello gelido che ci induce a rimandare il pranzo. Propongo di arrivare fino a Condra, e l'idea viene accettata all'unanimità. Il paesaggio è delizioso: neve, azzurro, silenzio (non abbiamo incontrato ancora nessuno), la temperatura che con il sole ha iniziato ad essere quasi gradevole.

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Salendo il bosco ha cambiato i connotati, ed i faggi hanno lasciato il posto alle betulle. Prendiamo la forestale che porta verso il Matro di Stinché. La salita qui è più impegnativa: il centro della strada è stato spianato diverse volte da una o più motoslitte, e la neve è completamente gelata. Camminiamo prevalentemente "fuori sentiero", dove la crosta tiene piuttosto bene, evitandoci di dover calzare le gamasce (o ghette da neve, come si dice in Italia).

12:15 Siamo al Matro. Da qui, si potrebbe salire ancora un poco e ridiscendere direttamente ai monti di Brena, ma così facendo accorceremmo troppo il percorso. Di conseguenza prendiamo in direzione di Condra. Alla nostra destra restano lo Stinché ed il monte Bigorio, attorno ai quali faremo il giro completo. Poco più avanti, lungo il sentiero, un cartello che non avevo notato l'altra volta.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1412
Questo tratto di "strada" fa parte del sentiero che congiunge il Mare del Nord con il Mediterraneo!!! Appena il cervello capisce il significato di quello che ho letto, manda l'informazione al resto del corpo. I piedi immediatamente chiedono "Allora, quando è che si parte?". Mamma mia, le pianure della Germania, la zona della Foresta Nera, poi giù da Basilea verso il Gottardo, la Leventina, la Riviera, via di qui, giù probabilmente fino a Milano, e da li? Si può andare verso Venezia, oppure tagliare fuori ben prima, fare il Malcantone, poi verso Varese, la parte bassa del Monferrato fino a Genova. Pensa pure che io sia pazzo (probabilmente è vero), ma quasi quasi...

12:30 Continuiamo decisi, tra tratti innevati e tratti liberi. Non mi ero atteso ancora così tanta neve. E' pur vero che le masse d'aria polare confluite sulla zona negli ultimi periodi hanno tenuto bassa la temperatura, ma qui l'esposizione al sole è ottima! Poi, finalmente, un timido segno di primavera. Ho sentito continuamente fruscii, ma non ero ancora riuscito a beccarne una.

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Ho dovuto attendere qualche minuto, prima che se la sentisse di uscire nuovamente.

12:50 Il sentiero orami inizia la piccola discesa che porta a Condra, e sulla nostra destra, sotto il monte Bigorio, diverse terrazze naturali ospitano casolari ed ex-fattorie.

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13:00 Condra. Porto i miei compagni sulla collinetta che avevo scoperto durante l'altra escursione, e dalla quale l'avevo potuta rimirare dall'alto. Ma questa volta non c'è nebbia, e lo sguardo si apre d'incanto verso il lago di Lugano, il San Giorgio, il San Salvatore, il Generoso.. Bellissimo.

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E sotto di noi, l'insediamento di Condra.

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Troviamo un angolino riparato, e finalmente mettiamo in modo anche i denti. Il buco nello stomaco ormai si faceva sentire bene.

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Non appena terminata la pappa, prendo la macchina fotografica e mi sposto su di una collinetta davanti a noi, per guardarmi in giro. La chiesetta di Condra...

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Il golfo di Agno...

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L'alpe Foppa e la chiesa del Botta.

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E per finire, il passo del San Lucio, con il campanile della chiesetta (a destra), la capanna svizzera (in centro) e la capanna italiana a sinistra.

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13:45 Pance satolle, si riparte, scendendo verso il parcheggio alla fine della strada che sale da Bigorio City, passando per il convento. Finalmente la neve è scomparsa, e si marcia bene, in qualche tonnellata di foglia, che arriva fino a metà polpaccio.

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14:10 Siamo al parcheggio. Da qui si può scendere direttamente al convento del Bigorio, lungo il sentiero, oppure prendere la strada asfaltata che porta fino alla deviazione per i monti di Brena, percorso che seguiamo, ma non prima di aver immortalato alcune primule.

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14:20 Abbiamo preso la forestale (non asfaltata, per fortuna) in direzione di Brena. Dato che in pianura non temo concorrenti, per una volta tanto posso fotografare i miei compagni da davanti, invece che da dietro :-)

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Ma la mia felicità è di breve durata: un cartello mi informa che sto per essere doppiato.

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In effetti in pochissimo tempo mi strombazzano da dietro per avere via libera... Coda tra le gambe, e salgo anch'io, mentre Danila e Rita se la contano su tranquillamente distaccandomi ad ogni passo.

15:00 Quasi arrivato ai monti di Brena, scorgo un bellissimo gioco di ghiaccio su di un ramo.

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Appena passato l'insediamento, al culmine, incontriamo un laghetto, ed il cartello indicante il sentiero che arriva dal Matro di Stinché, e un po' più in basso, a sinistra, il cartello che indica il sentiero di discesa verso Mezzovico.

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Iniziamo la discesa, che si mostra subito impegnativa. Il sentiero è abbastanza stretto, con neve scivolosa. Bisogna fare attenzione ad ogni passo, dato che la pendenza non scherza.

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Si scende, e si scende. Alla nostra sinistra inizia a riapparire la valle del Vedeggio, con i suoi paesini, e il Monte Ceneri.

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16:00 La neve è terminata, ma ha lasciato il posto alla foglia, quasi peggio. E' alta, arriva ben sopra la caviglia, e non si vede dove si posa il piede. In alcuni punti nasconde terreno fangoso, a causa dei rivoli d'acqua che scende, e c'è il rischio di scivolare. Finalmente siamo in basso, a Piazzeno. Il bosco è ancora addormentato, ma qua e là si intravvedono i primi sbadigli colorati, segno del lento ridestarsi della flora.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1535
Il sentiero adesso ha poca pendenza, e diventa nuovamente una strada forestale. In un attimo arriviamo al bivio per Mezzovico-Stazione e Camignolo. Qui, anche la capanna dell'AEC, Associazione Esploratori Cattolici. Devi sapere che lo scoutismo è arrivato in Ticino nel 1919, prendendo il nome di AGET, Associazione Giovani Esploratori Ticinesi, sotto il cappello del movimento scoutistico internazionale. Nel 1922, l'allora vescovo ticinese don Bacciarini, trovando riprovevole che i giovani ricevessero una formazione senza una base cristiana, fece fondare, unicum in Svizzera e forse in tutto il mondo, un movimento analogo, ma di impronta cattolica, l'AEC appunto, non facente parte del cappello internazionale. Questa dicotomia è durata fino al 2007, quando i due movimenti si sono fusi in uno solo.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1544
Intanto davanti a noi è comparso Camignolo.

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16:30 In un attimo entriamo nel paese, e lo percorriamo tutto fino al parcheggio delle nostre auto.

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Veloce cambio di scarponi, deposito dei sacchi, poi via per il meritato caffé allo stesso bar di stamane.

Ed ecco l'andamento altimetrico dell'escursione.

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Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell'escursione (non che ci sia qualcosa di speciale).

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Published by UpTheHill - in Luganese - trekking
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commenti

Greg 03/16/2010 11:25


Ciao Nino!

Di nuovo dalle mie parti vedo!!

Inizialmente ero rimasto affascinato da questo tuo giro...la splendida vista sulla valle, un versante della montagna che non conosco, chiesette, primule e lucertole... poi il grafico finale mi ha
scoraggiato e mi ha fatto capire che stambecco sei!
Greg


UpTheHill 03/16/2010 16:43


Ciao Grégoire,

non farti fregare dal grafico: in realtà quando sei salità al Camoghé hai fatto almeno altrettanto dislivello. Nei prossimi diminuisco il "fattore di elevazione", in modo che non sembrino più così
ripidi.

E si, il giro è molto bello. Poi, se parti da casa tua, hai anche meno dislivello da fare :-)


Parole chiave

Geolocalizzazione: Svizzera, Ticino, Sopraceneri, Sottoceneri, Leventina, Bedretto, Blenio, Riviera, Mesolcina, Calanca, Maggia, Verzasca, Onsernone, Muggio, Bellinzonese, Locarnese, Luganese, Mendrisiotto 

 

Interessi: trekking, escursioni, passeggiate, foto, natura, rifugi, capanne, flora, fauna, laghi

 

Percorsi: forestale, sentiero, transumanza, valico, passo, bocchetta, ganna